Home  
  
  
    Appendicite che cos'è
Cerca

Chirurgia generale
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Appendicite

Che cos'è e dov'è localizzata l'appendice?

Situata generalmente nella porzione inferiore destra dell'addome (fossa iliaca destra), l'appendice è un'estroflessione, o diverticolo, dell'intestino crasso (o meglio del tratto iniziale di questo, il cieco), nel quale si apre. Termina a fondo cieco, ha una lunghezza di 8-14 cm e il diametro di una matita .

Quale funzione ha l'appendice?

Nell'uomo attuale riveste una funzione residua di organo linfoide, mentre in specie animali più antiche la sua importanza è maggiore.

Che cos'è l'appendicite?

L'appendicite è un'infiammazione della mucosa appendicolare, che si propaga agli altri strati parietali e finisce per interessare l'intero organo. In caso di infiammazione acuta, l'appendice può riempirsi di pus; qualora l'infiammazione si diffonda al di là della mucosa, può provocare la distruzione dei tessuti e la perforazione . La perforazione è un evento molto grave: determina l'infezione del peritoneo e richiede un intervento chirurgico d'urgenza.

Come si sviluppa l'appendicite?

Questo processo morboso può essere provocato da un'infezione batterica, oppure essere la conseguenza di un'alterata irrorazione sanguigna, causata da ristagno di contenuto intestinale che blocca il lume dell'appendice comprimendo i vasi sanguigni vicini.

L'appendicite è molto frequente?

È tra le più comuni malattie addominali che necessitano di intervento chirurgico e può colpire individui di ogni età, pur essendo particolarmente frequente durante l'infanzia e la vecchiaia.

I casi di appendicite vanno diminuendo?

Sì; per ragioni tuttora ignote, l'appendicite è oggi meno frequente di 20 o 30 anni or sono.

L'appendicite può essere provocata da corpi estranei, quali noccioli di frutta, gomma da masticare ecc., che siano stati inghiottiti per errore?

No, anche se un'alimentazione ricca di piccole scorie solide e di cibi tendenti alla fermentazione (frutta secca) può favorirne la manifestazione.

All'origine dell'appendicite vi è una predisposizione ereditaria o una tendenza familiare alla malattia?

Non è sicuro, ma in alcune famiglie si manifesta la tendenza ad ammalarsi, presentando inoltre gli stessi sintomi.

In quali forme si può presentare un'appendicite?

a) Appendicite acuta, che di solito inizia con dolori addominali, nausea, vomito e successiva localizzazione del dolore nella fossa iliaca destra; queste manifestazioni morbose si succedono normalmente nell'arco di alcune ore;
b) appendicite cronica, caratterizzata da ripetuti attacchi di infiammazione appendicolare, che regredisce spontaneamente per poi svilupparsi di nuovo a distanza di alcuni mesi o anni con sintomi più gravi.

Come è possibile sapere se si soffre di appendicite?

Occorre fare attenzione alla comparsa di dolori all'intero addome, accompagnati da nausea e vomito, e alla localizzazione del dolore nella fossa iliaca destra: disturbi, questi, avvertibili per ore e destinati ad acutizzarsi. Spesso, inoltre, si ha un lieve rialzo di temperatura e un'accelerazione del polso. Sintomi frequenti di un'appendicite sono anche l'inappetenza e la stitichezza.

Quando si è colti da dolori addominali, si può prendere un lassativo?

Assolutamente no; ricorrere a un lassativo è, in casi simili, pericolosissimo, poiché può provocare la perforazione di un'appendice infiammata, cui fa seguito la peritonite.

Per lenire i dolori addominali, si può fare ricorso a un clistere?

No; o meglio, soltanto nel caso che il medico, visitato il malato, abbia prescritto espressamente un simile rimedio.

È bene intervenire chirurgicamente appena viene diagnosticata un'appendicite?

Sì, poiché la forma acuta di rado regredisce spontaneamente e in molti casi il processo infiammatorio può provocare la perforazione e la peritonite.

È possibile prevenire l'appendicite?

L'unica norma igienica efficace è mantenere regolato l'intestino.

Un'appendicite può essere provocata da errori dietetici?

No, anche se un pasto copioso può anticipare la comparsa di un attacco acuto.

La diagnosi di appendicite può essere confermata anche con analisi di laboratorio?

Sì, con un'analisi del sangue (esame emocromocitometrico); in presenza di un'appendicite acuta, il numero dei globuli bianchi è quasi sempre superiore alla norma.

Qualora la diagnosi di appendicite acuta risulti definitiva, entro quanto tempo si deve operare?

Il più presto possibile.

Che cosa accade in caso di perforazione dell'appendice?

Fuoriuscendo dall'appendice, il pus si diffonde nella cavità addominale, provocando l'infezione del peritoneo, un processo morboso gravissimo (vedi più avanti, al paragrafo Peritonite).

Un attacco di appendicite acuta può essere curato applicando sulla parte dolente borse di ghiaccio?

No, in quanto è un rimedio solo sintomatico; in taluni casi di lieve entità il processo morboso regredisce spontaneamente senza alcuna terapia.

Dopo il regresso spontaneo di un'appendicite leggera, può verificarsi in seguito un nuovo attacco?

Sì, e il successivo può essere molto più grave del primo.

Un'appendicite può essere curata soltanto con medicinali, senza intervenire chirurgicamente?

In un ridotto numero di casi si possono ottenere risultati positivi con una terapia ad alto dosaggio di antibiotici. Un simile trattamento, tuttavia, non è il più adeguato, in quanto comporta un rischio assai maggiore dell'operazione e non mette al riparo dalla comparsa di un nuovo attacco.

Qual è la terapia più opportuna per un'appendicite?

L'asportazione chirurgica dell'appendice, o appendicectomia .

L'appendicectomia è un'operazione grave?

Se eseguita durante i primi stadi del processo morboso, è un intervento chirurgico nient'affatto impegnativo che può avvenire anche in endoscopia, mentre lo diventa qualora l'appendice sia perforata e sia già in atto una peritonite.

Quanto tempo richiede l'intervento?

Da pochi minuti per il caso più semplice a una o due ore per un caso complesso e molto differito.

Quante probabilità di guarigione vi sono in caso di appendicectomia?

Oggi questa operazione viene superata ottimamente in quasi tutti i casi, a meno che non sia in atto una peritonite.

A quali complicazioni può dar adito un'appendicite?

La più grave è la perforazione della parete appendicolare, con conseguente sviluppo di una peritonite. In taluni casi in cui non si intervenga terapeutica mente, l'infezione può diffondersi dall'appendice ad altri organi pelvici e provocare ascessi.

Quale tipo di anestesia viene praticata abitualmente per un'appendicectomia?

Anestesia generale o, talvolta, spinale.

Per quanto tempo si deve restare in ospedale?

Nei casi più semplici, una settimana circa, meno se l'intervento è avvenuto in endoscopia; se si è prodotta la perforazione, può essere invece necessaria una degenza di più settimane.

Dove viene praticata l'incisione per l'appendicectomia classica?

Nella fossa iliaca destra. Se il chirurgo opera in elezione, di solito incide diagonalmente la cute per una lunghezza di 3-5 cm nel punto di McBurney, situato a metà tra la spina iliaca antero-superiore e la sinfisi pubica; se invece è costretto a intervenire d'urgenza, preferisce normalmente un'incisione di circa 10 cm, lungo il margine laterale del muscolo retto addominale.

La lunghezza dell'incisione è importante?

Sì, perché permette al chirurgo di operare secondo le sue abitudini: alcuni preferiscono ricorrere inizialmente a un'incisione breve e ampliarla successivamente in caso di necessità, mentre altri praticano senz'altro un'incisione più lunga. Va comunque tenuto presente che, qualunque sia il tipo di incisione, la ferita rimargina da un lembo all'altro, per cui la rapidità di guarigione è del tutto indipendente dalla lunghezza del taglio stesso.

L'appendicectomia richiede una particolare preparazione?

Nei casi semplici, no; trattandosi invece di un caso complicato, prima dell'intervento chirurgico è necessario, in determinate condizioni, sottoporre l'operando a un trattamento di fleboclisi e antibiotici in dosi elevate. Inoltre, può rendersi necessaria l'introduzione di un tubo (sondino naso-gastrico) che, attraverso il naso, giunge allo stomaco, per facilitare l'eliminazione di liquidi e gas che potrebbero disturbare il normale svolgimento dell'operazione.

La fase postoperatoria è normalmente caratterizzata nei primi giorni da forti dolori?

No, sono dolori modesti e localizzati all'incisione cutanea.

Sono necessari particolari misure postoperatorie?

Nei casi normali e non complicati, no. In caso di appendice perforata, dopo l'operazione si può invece presentare la necessità di svuotare completamente l'apparato digerente e di nutrire il paziente soltanto con fleboclisi (nutrizione parenterale).
Per mantenere libero l'apparato digerente e contrastare la flatulenza intestinale, spesso si lascia in sede per alcuni giorni il sondino naso-gastrico.
Se si è prodotta una perforazione, si cerca di contrastare il formarsi di una peritonite mediante una terapia basata sulla somministrazione di elevate dosi di antibiotici, per combattere l'infezione.

Quanto tempo dopo l'appendicectomia il paziente può alzarsi?

Nei casi semplici, il giorno successivo all'operazione; nel caso si sia prodotta una peritonite, si può invece essere costretti a letto per vari giorni o addirittura settimane.

Quanto impiega la ferita a guarire?

Nei casi semplici, privi di complicazioni, la ferita guarisce entro una settimana.
Se è stato introdotto un tubo di drenaggio, come avviene in caso di appendice perforata, la guarigione della ferita può richiedere varie settimane.

La ferita di un'appendicectomia è soggetta di frequente a infezione?

Sì; alcuni giorni dopo l'intervento, nella ferita si raccoglie sovente un liquido rossastro, che il chirurgo provvede a drenare: un'operazione che non provoca in pratica alcun disturbo.

La convalescenza richiede particolari cure e assistenza?

Nei casi semplici, no.

L'appendicectomia ha conseguenze permanenti?

No, salvo la presenza della cicatrice cutanea.

La cicatrice è deturpante?

Normalmente, no; tuttavia le ferite infettate, o che è stato necessario drenare, possono lasciare cicatrici esteticamente brutte, che possono essere corrette con un successivo intervento di chirurgia plastica.

Dopo l'appendicectomia, le funzioni intestinali ritornano normali?

Sì, dopo qualche tempo (in media, dopo quattro giorni).

Dopo un'operazione all'appendice, può verificarsi il ripetersi di un attacco appendicolare?

No, se l'appendice è stata asportata. In una ridottissima percentuale di casi, in cui l'appendice sia stata trovata perforata o in una posizione difficilmente accessibile, il chirurgo decide di limitarsi al solo drenaggio del materiale infiammatorio dalla cavità addominale e di rinviare a un secondo intervento l'asportazione dell'appendice.

Per quale ragione, durante l'operazione all'appendice, questa viene talvolta lasciata in loco?

In certi casi, soprattutto quando si è formato un ascesso nettamente delimitato, l'asportazione dell'appendice potrebbe provocare la diffusione del pus nella cavità addominale. In simili casi, ci si limita al semplice drenaggio dell'ascesso, che ne favorisce la guarigione. Occorre tuttavia insistere sulla necessità che il paziente si sottoponga successivamente all'appendicectomia, poiché un'appendice malata lasciata
in loco comporta il pericolo di attacchi ricorrenti, che probabilmente sarebbero sempre più gravi.

L'appendice lasciata inizialmente in loco deve essere necessariamente asportata in un secondo tempo?

Sì; una volta ristabilitosi completamente dal primo attacco, il paziente deve sottoporsi all'operazione entro un arco di tempo variabile dalle sei alle dieci settimane successive. Più tempo si lascia trascorrere e maggiore è la probabilità che si formi un nuovo ascesso, che costituisce sempre una minaccia temibilissima, potendo determinare una peritonite.

Dopo l'appendicectomia una donna può ancora rimanere incinta e avere bambini?

Sì, a meno che si siano formate aderenze (eventualità rara) che interferiscono con entrambe le tube uterine.

Dopo l'appendicectomia è necessario osservare una dieta particolare?

No, bisogna solamente riprendere progressivamente la normale alimentazione nei primi giorni dopo l'operazione.

Dopo l'appendicectomia si avvertono abitualmente dolori nella zona in cui è stata praticata l'incisione?

Sì; è possibile avvertire leggeri dolori fino a qualche settimana dopo l'intervento.

Commenta

Per saperne di più:



Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale