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Tumori dei polmoni

Tutti i tumori polmonari sono di tipo maligno?

No; possono svilupparsi anche neoformazioni benigne (adenomi polmonari), ma i tumori maligni sono purtroppo più frequenti.

Il cancro polmonare è molto comune?

Sì, è una delle più frequenti forme cancerose e colpisce con maggiore frequenza il sesso maschile, specialmente dopo i 50 anni, anche se dagli anni Ottanta l'incidenza è andata diminuendo nel sesso maschile e aumentando in quello femminile. In Italia si registrano ogni anno dai 40.000 ai 50.000 nuovi casi.

I forti fumatori sono più inclini al cancro polmonare delle persone che non fumano?

Sì, senza dubbio; si valuta che nelle persone abituate a fumare quotidianamente un elevato numero di sigarette, questa neoformazione raggiunga un'incidenza dieci volte superiore a quella che si registra nei non fumatori. Sembra inoltre, sebbene non sia stato accertato con sicurezza, che anche il fumo passivo, cioè l'inalazione del fumo di sigarette fumate da altri, possa aumentare il rischio di sviluppare un tumore polmonare.

Oltre il fumo, esistono altri fattori di rischio?

Sì: l'inquinamento atmosferico, l'esposizione al radon (gas emesso dalla crosta terrestre e che si infiltra negli edifici), l'esposizione a certe sostanze chimiche come l'amianto, l'esposizione a radiazioni.

Quali sono i sintomi iniziali del cancro polmonare?

a) Tosse persistente;
b) espettorazione di sangue (emottisi);
c) ombreggiamento caratteristico del polmone colpito, rilevabile sulla radiografia.
Tardivamente, può anche comparire dolore al torace. Spesso si associano febbre e perdita di peso.

È in qualche modo possibile accertare tempestivamente la presenza di questa neoformazione?

La misura precauzionale più efficace in tal senso è il sottoporsi a periodiche visite mediche. Il medico deciderà poi sull'opportunità di eseguire un esame radiografico dei polmoni. In caso di positività radiografica, per definire le caratteristiche del tumore, si esegue un'ulteriore serie di indagini: TC del torace, broncoscopia e agobiopsia TCguidata.
Grazie a queste due ultime tecniche diagnostiche è possibile tipizzare la neoformazione e stabilirne lo stadio di evoluzione.

Cosa significa "tipizzare la neoformazione"?

Il tumore del polmone può essere formato da cellule di tipo diverso. Il tumore spinocellulare è costituito da cellule di tipo epiteliale, l'adenocarcinoma da cellule di tipo ghiandolare; il tumore formato da cellule di tipo indifferenziato può essere a grandi o a piccole cellule e quest'ultimo (microcitoma) è il carcinoma più aggressivo.

Quali sono gli stadi di evoluzione del tumore polmonare?

Il primo stadio riguarda neoformazioni di 3-4 cm che non hanno interessato il mediastino (l'area compresa tra i polmoni); il secondo stadio, neoformazioni che hanno interessato i linfonodi dell'ilo polmonare (la zona da cui hanno ori gine i vasi e i
bronchi). Il terzo stadio A è caratterizzato dall'interessamento dei linfonodi del mediastino omolaterale (cioè dello stesso lato), il terzo stadio B dall'interessamento dei linfonodi del mediastino anche controlaterale. Il quarto stadio, infine, riguarda tumori estesi che hanno dato luogo a metastasi.

Quali sono le sedi più probabili di metastasi, e come si individuano queste neoformazioni secondarie?

L'encefalo, le ossa, il fegato e il surrene. Per individuarle si utilizzano la TC cerebrale, la scintigrafia ossea e l'ecografia addominale.

Come si cura il cancro polmonare?

Qualora il tumore non sia in uno stadio avanzato, mediante asportazione chirurgica del lobo (lobectomia) o dell'intero polmone colpito (pneumectomia).
Talvolta all'intervento chirurgico vengono associate radio- e/o chemioterapia.
In particolare per il microcitoma si usano la chemioterapia e/o radioterapia in luogo dell'intervento chirurgico. Esistono inoltre, in fase di sperimentazione clinica, terapie geniche per ristabilire l'attività di una particolare proteina (p53), che ha funzione di oncosoppressore, o per inibire gli oncogeni.

Chi ha subito una lobectomia, può in seguito respirare normalmente?

Sì; tale intervento chirurgico non pregiudica la respirazione, ma riduce la capacità di affrontare e sostenere sforzi fisici. Bisogna tenere presente che le possibilità di respirare, e quindi ossigenare il sangue, sono ridotte fortemente.

La pneumectomia pregiudica la possibilità di vivere e respirare normalmente?

Non in misura elevata. Chi ha subito un simile intervento chirurgico deve evitare le attività fisiche che richiedano grandi sforzi, ma può condurre una vita altrimenti normale, né ha difficoltà di respirazione se non si affatica in maniera eccessiva.

Che cosa riempie lo spazio creatosi nella cavità toracica dopo l'asportazione di un lobo o del polmone?

Lo spazio vuoto nella cavità toracica viene occupato da tessuto cicatriziale; nel contempo, la parte toracica si abbassa, il diaframma si solleva e la porzione o il polmone residui si espandono leggermente.

Le cicatrici lasciate da operazioni alla cavità toracica o ai polmoni sono molto deturpanti?

Non eccessivamente. Per questi interventi chirurgici viene praticata un'incisione, lunga da 30 a 35 cm, che dalla schiena si estende fino alla parte anteriore del torace; di solito, tuttavia, tale ferita rimargina perfettamente, lasciando una sottile linea che non risulta molto deturpante.

Dopo una lobectomia o una pneumectomia, la gabbia toracica subisce una forte deformazione?

No; quando il paziente è completamente vestito, non ci si accorge affatto che sia stato sottoposto a un simile intervento chirurgico.

La toracoplastica, cioè l'asportazione di alcune coste, provoca un'accentuata deformazione della gabbia toracica?

Non particolarmente; di solito, una simile deformazione si nota solo quando il paziente è svestito.

L'anestesia riveste un ruolo preminente nelle operazioni al torace?

Sì; un'anestesia eseguita opportunamente ha un'importanza determinante per questo tipo di interventi chirurgici.

Che periodo di degenza ospedaliera comporta la lobectomia o la pneumectomia?

All'incirca due settimane.

Dopo un intervento di alta chirurgia al torace, è possibile lasciare il letto entro breve tempo?

Sì, di solito due o tre giorni dopo l'intervento.

Quali probabilità di completa e definitiva guarigione comporta la terapia chirurgica delle seguenti malattie polmonari?

a) Tubercolosi: ottime nella maggioranza dei casi;
b) cisti: molto buone nella quasi totalità dei casi;
c) tumori: ottime per quanto riguarda le neoformazioni benigne; nel caso del cancro, la tempestiva diagnosi e le migliorate tecniche operatorie fanno registrare un costante aumento dell'indice di sopravvivenza.

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