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Polmonite

Che cos'è la polmonite?

Un'infiammazione, di solito acuta, del parenchima polmonare. L'infiammazione può essere determinata da molti microrganismi diversi.

La polmonite può assumere forme diverse?

Sì; i vari tipi della malattia vengono generalmente distinti in base agli agenti patogeni che ne sono la causa, a seconda cioè che siano provocati da batteri, virus, funghi o altri microrganismi. Per comodità le broncopolmoniti possono essere suddivise in due categorie: comunitarie, se contratte attraverso i rapporti sociali quotidiani; nosocomiali, se contratte in ambiente ospedaliero.

Che cos'è la polmonite interstiziale?

È un processo infiammatorio che colpisce, inizialmente, i sottili setti di tessuto connettivo che separano gli alveoli, per poi diffondersi, eventualmente, a una intera zona di parenchima polmonare.

Che cos'è la polmonite lobare, e quali differenze presenta rispetto alla broncopolmonite?

La polmonite lobare, o da pneumococco (Streptococcus pneumoniae), colpisce abitualmente uno o più lobi polmonari ed è caratterizzata da una sintomatologia costituita da improvvisa insorgenza di febbre accompagnata da brividi scuotenti, dolore intenso all'emitorace interessato (per la precoce reazione pleurica), tosse e dispnea.
La broncopolmonite è un'infiammazione acuta, provocata da vari agenti patogeni, che colpisce sotto forma di focolai multipli piccole aree di parenchima circostante i bronchioli; di solito insorge più lentamente della forma lobare, nella maggioranza dei casi come complicazione di una bronchite o di un'influenza.

Per quale ragione l'uso degli antibiotici ha ridotto l'incidenza della polmonite lobare?

Per l'alta suscettibilità del microrganismo responsabile di questa forma alla terapia antibiotica.

Quali fattori favoriscono l'insorgere di una polmonite?

Un soggetto sano può ammalare di polmonite, ma è molto più probabile che questa si associ a condizioni capaci di attenuare le difese generali dell'organismo e in particolare dell'apparato respiratorio nei confronti degli agenti patogeni (per esempio, malattie debilitanti, immunodeficienze, infezioni trascurate delle vie aeree superiori, corpi estranei nell'albero bronchiale, fumo di sigaretta).

Quali probabilità di guarigione comporta tale malattia?

Ottime; un tempo le polmoniti di una certa gravità risultavano letali in circa il 25% dei casi, mentre oggi l'exitus costituisce una vera rarità.

Quanto dura una polmonite?

Se curata opportunamente, può risolversi in un arco di tempo variabile dai 5 ai 14 giorni.

Una volta superata la malattia, per quanto tempo bisogna rimanere a letto e non uscire di casa?

Per almeno due o tre giorni dopo che la temperatura si è normalizzata, e si può pensare a uscire di casa qualche giorno dopo la sospensione della terapia antibiotica, se tutto procede senza complicazioni.

Per quale ragione le broncopolmoniti nosocomiali sono spesso più difficili da trattare?

Perché sono causate da batteri diventati resistenti agli antibiotici nell'ambiente ospedaliero. In tali casi sono opportune un'analisi dell'espettorato, per identi ficare il microrganismo responsabile, e la ricerca dell'antibiotico cui il microrganismo stesso risulta sensibile (antibiogramma).

Esistono rare forme di polmonite che non reagiscono positivamente alla terapia antibiotica?

Sì; quelle da virus, perché gli antibiotici sono in grado di agire efficacemente soltanto sui batteri.

Che cos'è la polmonite "ab ingestis"?

Per polmonite "ab ingestis" propriamente detta si intende una forma infiammatoria del parenchima polmonare causata dall'aspirazione nell'albero bronchiale di contenuto gastrico acido (per esempio nel vomito), in soggetti con alterazioni dello stato di coscienza, anestetizzati, con malattie neuromuscolari o in cui siano stati inseriti sondini nasogastrici. Parlando più in generale, in questo gruppo si possono far rientrare anche infiammazioni legate all'inalazione di sostanze tossiche estranee di qualunque natura. Al danno chimico sull'albero respiratorio può poi facilmente sovrapporsi un processo infettivo batterico.

Il rimanere a letto per un lungo periodo di tempo può favorire l'insorgenza di una polmonite?

Talvolta, in soggetti anziani o costretti a letto per molto tempo a causa di gravi patologie, la stasi circolatoria, che si verifica a livello delle zone più declivi del parenchima polmonare, può favorire la sovrapposizione di un processo infettivo.

È in qualche modo possibile prevenire l'insorgere di questa forma?

In molti casi sì, curando la malattia che ne è alla base e inducendo il paziente costretto a letto a cambiare frequentemente posizione. Questi malati dovrebbero essere fatti alzare il più presto possibile.

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