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Embolia e infarto polmonari

Che cosa sono l'infarto e l'embolia polmonari?

Per infarto polmonare si intende la necrosi ischemica di una porzione di paren chima, causata da una notevole compromissione dell'irrorazione sanguigna di tale area; se l'area di polmone colpita è piccola, si parla, invece, di embolia polmonare.

Da che cosa sono provocati?

Più comunemente la causa è da ricercarsi in un embolo, cioè un frammento di un trombo (coagulo di sangue) formatosi in una vena periferica. Questo frammento si stacca dal coagulo e viene trasportato a distanza.

Che destinazione ha l'embolo?

L'embolo viene trasportato dalla corrente sanguigna fino ad arrivare in un vaso polmonare. Il tessuto che si trova oltre il punto occluso viene così privato di irrorazione e muore (necrosi).

Da dove provengono di solito questi emboli?

Da trombi formatisi nelle vene delle gambe o del bacino durante vari processi morbosi o come complicazione di un intervento chirurgico, e dai quali si sono staccate porzioni (definite appunto emboli), successivamente trasportate dalla corrente sanguigna.

La formazione di trombi nelle vene delle gambe o del bacino provoca sempre e necessariamente l'infarto polmonare?

No; nella maggioranza dei casi, il trombo rimane localizzato nel punto di formazione e accade raramente che si laceri, dando origine a un embolo.
Inoltre le dimensioni degli emboli possono essere così modeste da permettere la loro disgregazione spontanea o da occludere solamente le più fini diramazioni della circolazione polmonare, non giungendo, così, al quadro conclamato di infarto polmonare, ma limitandosi a causare una tromboembolia di conseguenze molto più limitate.

Come si manifesta l'infarto polmonare?

Dipende dalle dimensione dell'embolo, da quelle del vaso sanguigno occluso e dalla rapidità con cui insorge l'embolia. I sintomi possono essere costituiti da dolori più o meno intensi al torace, difficoltà di
respiro, tosse, espettorazione di sangue e febbre; in taluni casi si giunge a un grave stato di shock o alla morte improvvisa.

Questo infarto può essere rilevato all'esame radiografico?

Spesso in quelli di maggiori dimensioni, dopo 12-36 ore dall'infarto, alla radiografia del torace appare una zona opaca in corrispondenza della zona infartuata.
In casi meno estesi o in caso di embolia polmonare, il reperto radiografico può rimanere normale.

È in qualche modo possibile evitare il prodursi di un infarto polmonare in pazienti affetti da tromboflebite (infiammazione di una vena) alle gambe?

Sì; nella maggioranza dei casi è attuabile una terapia anticoagulante (eparina o altri anticoagulanti orali) che impedisce l'estensione del processo trombotico, diminuendo il rischio di embolizzazione polmonare.

Quali sono le probabilità di guarigione in caso di embolia polmonare?

Nella maggioranza dei casi, buone; un tempo, tali embolie risultavano letali in circa il 15% dei casi, incidenza che è stata ridotta ad appena l'1% circa dall'uso di anticoagulanti.

In caso di infarto polmonare, il riposo a letto è importante?

Sì; il paziente viene a trovarsi in una situazione respiratoria e cardiocircolatoria che non consente sovraccarichi di lavoro causati dall'attività fisica anche minima.
Più importante del riposo a letto è, però, instaurare precocemente una terapia anticoagulante.

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