Home  
  
  
    Neoformazioni vaginali che cos'è
Cerca

Apparato genitale sessualità e riproduzione
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Neoformazioni vaginali

Da quali neoformazioni può essere colpita la vagina?

a) Ernie degli organi vicini (cistocele e rettocele);
b) polipi e in generale tumori benigni (fibromi).

Come si curano le neoformazioni benigne della vagina?

Tutte le forme citate possono essere curate con una semplice asportazione chirurgica.

Che cos'è un cistocele?

È un'estroflessione della parete della vescica, che a causa della vicinanza si spinge nella vagina. Vi sono vari gradi di cistocele, da una lieve protuberanza fino a un abbassamento totale; in quest'ultimo caso, quasi tutta la vescica sporge attraverso l'orifizio vaginale .

Che cos'è un rettocele?

È un'ernia della parete rettale nella vagina. Anche in questo caso le dimensioni dell'ernia variano in maniera notevole .

Da che cosa sono causati cistocele e rettocele?

Dallo stesso tipo di lesione che provoca il prolasso (vedi oltre, Utero), vale a dire il rilasciamento dei legamenti di sostegno in seguito a parto.

Qual è la frequenza dei casi di cistocele, rettocele e prolasso?

Sono eventi abbastanza comuni. L'incidenza è maggiore nelle donne che hanno avuto più figli e tra quelle che hanno passato i quarant'anni. In entrambi i casi, infatti, i legamenti di sostegno cominciano a indebolirsi e ad allungarsi e favoriscono la ptosi dei visceri.

Cistocele, rettocele e prolasso tendono a verificarsi contemporaneamente?

Sì, in molti casi. Sono comunque possibili i casi di prolasso senza cistocele o rettocele, e viceversa.

Come si manifesta il cistocele?

I sintomi più comuni sono minzione frequente, perdita di urina tossendo starnutendo, ridendo o compiendo uno sforzo fisico. È anche possibile avvertire una sensazione di gonfiore alla vagina.

Quali sono i sintomi del rettocele?

Una sensazione di pressione nella vagina e nel retto, con difficoltà a svuotare l'intestino.

I casi di cistocele, rettocele e prolasso possono portare al cancro?

No.

Come si curano cistocele e rettocele?

Con un intervento di plastica per riparare e tendere i tessuti e i muscoli rilasciati, oppure per asportare i tessuti in eccesso.

La plastica vaginale è un intervento chirurgico grave?

No, ma richiede le cure di un esperto ginecologo che conosca l'anatomia e le funzioni della regione.

Qual è il periodo di ospedalizzazione necessario per gli interventi di plastica vaginale?

Da una settimana a dieci giorni.

Gli interventi per cistocele, rettocele e prolasso danno risultati soddisfacenti?

Sì. Si ha guarigione nella quasi totalità dei casi.

È possibile correggere i casi di cistocele, rettocele e prolasso con la terapia medica?

No, ma si può ottenere un sollievo temporaneo con l'uso di anelli o pessari.
Con questi strumenti non si ottiene però la guarigione.

Quando è necessaria la terapia chirurgica?

Quando i sintomi, come già detto, sono sufficienti a interferire con una vita normale, o quando le funzioni della vescica o dell'intestino ne rimangono danneggiate.

Quali sono le probabilità di recidiva dopo terapia chirurgica?

Le probabilità di recidiva sono inferiori al 5%.

Restano cicatrici visibili dopo un intervento di plastica vaginale?

No.

Che tipo di anestesia si usa per questi interventi?

L'anestesia generale o l'anestesia spinale.

Quanto tempo richiedono questi interventi?

Da due a quattro ore.

Dopo questi interventi è necessaria un'assistenza infermieristica continua?

Di solito no, anche se, per qualche giorno, è di grande aiuto.

Le operazioni alla vagina sono molto dolorose?

No.

Quando la paziente, dopo un intervento sulla vagina, può lasciare il letto?

Può lasciare il letto il giorno successivo all'intervento.

Sono necessarie particolari misure postoperatorie?

Spesso è necessario inserire nella vescica un catetere, per assicurare la minzione.

Gli interventi di plastica vaginale determinano conseguenze indesiderate?

A volte, per una settimana o due, può esserci una certa difficoltà nella minzione.
Anche gli interventi per rettocele possono causare una certa difficoltà nella defecazione per lo stesso periodo di tempo. Si tratta tuttavia di complicazioni temporanee che scompaiono spontaneamente.

Dopo questi interventi si devono togliere i punti di sutura?

No. I punti di sutura si assorbono e non devono quindi essere tolti.

Sono comuni le perdite di sangue dopo gli interventi sulla vagina?

Sì. Per un paio di settimane può esserci una leggera perdita colorata che compare irregolarmente.

Gli interventi di plastica vaginale ostacolano i rapporti sessuali?

No. I rapporti possono essere ripresi appena i tessuti sono guariti. Ciò richiede di solito da quattro a cinque settimane.

È ancora possibile il concepimento dopo un intervento per cistocele o rettocele?

Sì, ma il parto può richiedere il taglio cesareo, poiché l'intervento chirurgico può aver influito sulla capacità di dilatazione e distensione delle strutture interessate.
Inoltre, il parto vaginale può provocare un ripetersi del cistocele o del rettocele.

Quando è meglio sottoporsi a interventi di chirurgia plastica?

Quando non si è più in età feconda, cioè dopo la menopausa.

Dopo un intervento di plastica vaginale è possibile:

fare la doccia fare il bagno uscire di casa accudire alla casa guidare l'auto riprendere i rapporti sessuali riprendere il lavoro dopo 1 giorno dopo 4 settimane dopo 1 settimana dopo 2 settimane dopo 2 settimane dopo 4-5 settimane dopo 4 settimane

Che cos'è la cervice?

La cervice, o collo dell'utero, è la porzione dell'utero che si inserisce nella vagina.
È un piccolo organo muscolare, compatto, attraversato da un canale (canale cervicale), che si estende dalla vagina fino all'interno del corpo dell'utero.
La cervice è l'unica parte dell'utero visibile durante un esame.

Qual è la sua funzione?

a) Protegge la cavità dell'utero da invasioni da parte di batteri o di corpi estranei;
b) consente allo sperma di penetrare nella cavità dell'utero;
c) protegge l'embrione durante la gravidanza;
d) si dilata durante il travaglio per consentire il passaggio del neonato.

Come si esegue un esame della cervice?

Per mezzo di uno speciale strumento, detto speculum, che viene inserito nella vagina.
Oggi viene spesso usato lo speculoscopio, uno speculum fornito di una capsula luminescente che consente un esame preciso.

Commenta

Per saperne di più:



Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale