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Cerviciti

Che cos'è la cervicite?

Un'infiammazione della cervice.

Quali sono le cause della cervicite?

Batteri, virus, funghi, parassiti. Tra i virus va ricordato il Papilloma virus (HPV), trasmesso per via sessuale.

Esistono situazioni che favoriscono la cervicite?

Sì, l'erosione della cervice, ossia il formarsi di una zona arrossata e infiammata che compare nel punto in cui il canale cervicale si inserisce nella vagina. Può essere primaria, manifestandosi in giovinette affette da anomalie dello sviluppo alle quali si deve l'assenza della normale membrana che riveste la cervice. Le erosioni possono essere secondarie, come conseguenza di una lesione subìta durante il parto o in seguito a particolari manovre ginecologiche, quali la dilatazione e il raschiamento.

Quali sono i suoi sintomi?

a) Il più pronunciato è la perdita vaginale (leucorrea), che può variare da un muco incolore a una secrezione di colore bianchiccio o giallastro;
b) perdite di sangue dalla vagina dopo il coito;
c) nei casi gravi, il sintomo principale può essere un flusso mestruale più abbondante del solito oppure preceduto o seguito da perdite ematiche per un giorno o due.

La cervicite può impedire il concepimento?

Qualche volta. In questi casi è necessario eliminare la cervicite affinché si possa verificare il concepimento.

Come si cura la cervicite?

a) In presenza di infezione, questa deve essere eliminata con medicinali specifici (antibiotici); l'infezione da HPV va curata con interferone;
b) una semplice erosione della cervice può essere curata mediante elettrocauterizzazione o con laserterapia;
c) l'ipertrofia cronica, cioè il lento ingrossamento della cervice, viene trattata mediante cauterizzazione.

Quali possono essere le conseguenze di una cervicite?

a) La formazione di cisti;
b) l'ipertrofia della cervice; si ha una crescita eccessiva dell'intero tessuto del corpo della cervice, spesso accompagnato da erosione e cisti;
c) la cronicizzazione del processo infiammatorio.

Come viene eseguita l'elettrocauterizzazione?

È un procedimento ambulatoriale con il quale, per mezzo di uno strumento con punte di metallo surriscaldate elettricamente, viene cauterizzato in più punti il tessuto eroso o infetto, che muore e si distacca dallo strato sottostante di tessuto cervicale. Con il tempo, questo ricresce fino a ricoprire l'intera cervice.

La cauterizzazione della cervice è un procedimento doloroso?

No, causa solo un disagio relativamente lieve. Può provocare una sensazione di calore nella vagina e può essere seguita da contrazioni, ma non causa invalidità alcuna.

Quanto tempo occorre per eseguire una cauterizzazione?

Solo pochi minuti, se praticata da un ginecologo competente.

Che cosa deve aspettarsi la paziente dopo la cauterizzazione della cervice?

Nella maggior parte dei casi, ci sarà un aumento della secrezione vaginale per un periodo di tempo da sette a dieci giorni. La secrezione può essere maleodorante e di colore grigiastro. Dopo sette od otto giorni può verificarsi una perdita di sangue vaginale, che è dovuta alla desquamazione del tessuto infetto.

Quali precauzioni vanno prese dopo la cauterizzazione della cervice?

La paziente dovrebbe astenersi dall'avere rapporti sessuali o dal fare irrigazioni per dodici o quattordici giorni.

Dopo una cauterizzazione è necessario fare regolarmente delle irrigazioni?

Sì. Una volta espulso il tessuto desquamato, nel giro di dodici-quattordici giorni, si fanno irrigazioni quotidiane con appositi preparati per prevenire il ripetersi dell'infezione. Queste irrigazioni dovrebbero essere continuate per circa tre settimane, escluso il periodo mestruale.

Dopo una cauterizzazione, quanto tempo occorre per una guarigione completa?

Circa 4 settimane.

Dopo una cauterizzazione, è opportuno l'uso di medicamenti locali?

Alcuni ginecologi consigliano l'introduzione quotidiana nella vagina di ovuli o candelette di antibiotici, per prevenire l'eventuale ripetersi dell'infezione.

Esistono metodiche alternative all'elettrocauterizzazione?

Sì, la vaporizzazione laser.

La cervicite e l'erosione cervicale danno per tendenza ricadute?

Sì, e in tal caso occorre ripetere la cura. Non è raro che si possa verificare una leggera ricaduta, ma la reazione al trattamento è rapida e positiva.

In caso di recidiva della cervicite, è possibile che il ginecologo sospetti un eventuale tumore?

Sì, e in questo caso esegue un Pap test ed eventualmente esegue una biopsia del tessuto cervicale per sottoporlo a esame microscopico.

Il ginecologo prende sempre in considerazione l'eventualità di un cancro in tutti i casi in cui sono presenti anormalità della cervice?

Sì, è questo un sospetto che interviene sempre, in presenza di un'alterazione della cervice. E inoltre un ginecologo competente è in grado di stabilire quali sono le sindromi che richiedono un'indagine più approfondita.

Che cos'è il Pap test, o striscio vaginale?

È un metodo che comporta il prelievo di cellule superficiali dalla vagina e dalla cervice e il loro esame microscopico, con particolari tecniche di colorazione, al fine di individuare eventuali casi di cancro. L'esame riguarda solo le cellule superficiali che si sono desquamate e che presentano alterazioni caratteristiche, in caso di rischio tumorale, oppure di tumore in fase di iniziale sviluppo (cancro in situ).

Qual è l'utilità dello striscio vaginale?

Può rivelare cellule cancerose a uno stadio molto precoce del loro sviluppo, consentendo così un trattamento tempestivo.

Tutte le donne dovrebbero sottoporsi al Pap test?

Tutte le donne dopo l'inizio dell'attività sessuale dovrebbero sottoporsi a un regolare prelievo vaginale, una volta all'anno. Lo striscio dovrebbe essere eseguito anche in ogni caso di lesione sospetta.

È una procedura dolorosa?

Assolutamente no. L'intero procedimento non richiede più di qualche secondo e viene effettuato passando semplicemente un tampone sulla superficie della cervice e della vagina.

Per indagare in profondità le lesioni della cervice esistono altri esami, oltre il Pap test e la speculoscopia?

Sì. È la colposcopia che permette di osservare, mediante uno strumento ottico a forte ingrandimento, la zona interessata e controllare il prelievo bioptico, cioè l'asportazione di tessuto da esaminare al microscopio.

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