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Stitichezza cronica

Che cosa si intende per stitichezza?

Si parla di stitichezza, o stipsi o costipazione, quando si ha difficoltà a evacuare, oppure la defecazione è irregolare e troppo infrequente.

Quali sono le forme più comuni?

a) Stitichezza funzionale, dovuta a disabitudine a evacuare regolarmente, ad abitudini alimentari inadeguate, a irritazione del colon o a turbamenti emotivi;
b) stitichezza organica, causata da paralisi intestinale o da occlusione meccanica della canalizzazione intestinale. Tra le possibili cause della stitichezza organica si annoverano aderenze o tumori intestinali, stenosi cicatriziali del retto o dell'ano, oppure processi infiammatori. Paradossalmente, anche l'uso cronico di lassativi, alterando la normale motilità intestinale, può portare a stitichezza cronica.

Con quale frequenza dovrebbe avvenire di solito l'evacuazione?

Tale processo si svolge con un ritmo diverso da individuo a individuo; può aver luogo una o due volte al giorno, oppure una volta ogni due-tre giorni, la qual cosa non riveste alcuna importanza se avviene con regolarità.

Vi sono persone maggiormente inclini alla stitichezza?

Sì. Gli individui nevrotici e che vivono in uno stato di continua tensione sono soggetti all'insorgenza di spasmi del colon, che danno origine a stitichezza.
Questa colpisce spesso in forma cronica anche le persone pigre, indolenti, che ignorano la regolarità delle abitudini.

Una stitichezza occasionale può determinare mal di testa, malumore, insofferenza e altri disturbi di natura psicologica?

Qualora insorgano, questi disturbi sono generalmente provocati da un fattore emotivo, in quanto una stitichezza così limitata nel tempo non può avere effetti del genere.

Da che cosa dipende la regolarità delle evacuazioni?

a) Dall'essere stati abituati fin dall'infanzia a svuotare l'intestino a ore fisse;
b) dall'alimentazione, che deve essere varia e comprendere abbondanti quantità di frutta e verdure fresche;
c) dalle condizioni generali di salute che consentono la regolarità dei ritmi biologici.

L'alimentazione influisce sull'attività intestinale e sull'evacuazione?

Sì.

Che ruolo riveste l'alimentazione nella cura della stitichezza?

Un ruolo di grande importanza; una dieta che contempli cibi ricchi di fibre, per esempio verdure e frutta fresche, favorisce infatti le normali funzioni intestinali, mentre gli alimenti a elevato contenuto di amidi e grassi, e perciò relativamente poveri di fibre, ostacolano la funzionalità dell'intestino.

Da che cosa è provocata la stitichezza infantile?

a) Da disturbi funzionali, che insorgono quando non ci si abitua a evacuazioni regolari;
b) da disturbi organici, per esempio la cosiddetta malattia di Hirschsprung o megacolon, una dilatazione congenita del colon con ispessimento della parete;
c) da stress psichici.

Come si cura la stitichezza infantile?

a) Abituando il bambino ad andare di corpo regolarmente;
b) mediante un'alimentazione varia e ricca di fibre;
c) se necessario, somministrando al bambino lubrificanti per favorire l'evacuazione finché le funzioni intestinali non si sono regolarizzate.

L'abitudine ad andare regolarmente di corpo acquisita nell'infanzia viene conservata anche nell'età adulta?

Si, a meno che non insorgano malattie o stress psichici che diano stitichezza.

L'eventuale mutamento che si produce nella regolarità dell'evacuazione e nell'aspetto delle feci è sintomo di malattia?

Si, molto spesso, e nel caso simili fenomeni si ripetessero è opportuno sottoporsi a una visita medica accurata, che comprenda anche un controllo del tratto intestinale.

In base a quali elementi è possibile distinguere se la stitichezza è funzionale o se è invece determinata da cause organiche?

I due fattori più importanti che indicano come la stitichezza sia dovuta a una malattia del colon, e non a fenomeno funzionale, sono:
a) presenza di sangue o di muco nelle feci;
b) un mutamento prodottosi nella regolarità dell'evacuazione e nell'aspetto delle feci.

Quali anomalie delle funzioni intestinali rendono consigliabile una visita medica?

a) Alternanza di stipsi e diarrea;

b) stitichezza cronica;
c) mutamento nell'aspetto o nella consistenza delle feci;
d) presenza di sangue nelle feci e loro colorazione nerastra;
e) presenza di muco nelle feci.

Quando si soffre di dolori addominali, si può prendere un lassativo?

Assolutamente no; il provvedimento è pericoloso, soprattutto se i disturbi sono causati da appendicite o da un altro processo infiammatorio del tratto intestinale o da un ostacolo al transito intestinale.

In quali casi è consentito prendere lassativi?

In singole occasioni, quando un periodo di stitichezza altera le funzioni intestinali, altrimenti normali.

Quali lassativi sono da preferirsi?

Quelli molto blandi; sarebbe comunque opportuno, e assai meno dannoso, combattere la stitichezza con misure dietetiche.

È dannoso prendere lassativi per lungo tempo?

Sì, poiché questi preparati alterano la regolarità e la normalità delle funzioni intestinali e in taluni casi possono provocare un'irritazione della mucosa intestinale e, come già detto, portare essi stessi a stitichezza.

È dannoso prendere lubrificanti, per esempio olio di vaselina, per lungo tempo?

No, se è effettivamente necessario. L'olio di vaselina non è un lassativo e serve semplicemente a lubrificare le feci e quindi a facilitare l'evacuazione.

In quali casi si può ricorrere a un clistere per combattere la stitichezza?

Una volta che si sia esclusa l'origine organica della stitichezza, e quando si tratti di una stitichezza non molto grave, l'uso di un clistere può essere una misura adeguata a risolvere temporaneamente il problema. Il clistere è privo di effetti dannosi, ma non risolve la causa della stitichezza. Per questo, sarebbe più opportuno regolarizzare la dieta o assumere della crusca, che non viene assorbita e stimola la funzione intestinale.

Come si cura la stitichezza?

a) Se si tratta di stitichezza funzionale, la misura più opportuna è la correzione delle abitudini alimentari. È necessario assumere cibi ricchi di fibre, come frutta e verdure sia fresche sia cotte, ed eventualmente integrare l'alimentazione con crusca. Oltre a questo, è anche molto importante abituare gradualmente l'intestino a scaricarsi con regolarità e cercare di condurre una vita attiva;
b) in caso di stitichezza organica, è necessario eliminare la causa patologica dell'occlusione, e quindi della stitichezza, mediante intervento chirurgico o con terapia medica opportuna.

La stitichezza può essere curata in modo radicale e permanente?

Sì, purché ci si attenga costantemente alle prescrizioni e ai consigli del medico.

La tendenza alla stitichezza si accentua con l'avanzare dell'età?

Si, perché i muscoli addominali, che giocano un ruolo determinante nell'evacuazione, si indeboliscono.

Quali misure si possono adottare per combattere la stitichezza nelle persone di una certa età?

a) È necessario anzitutto accertare che all'origine della stipsi non vi siano malattie del colon, del retto o dell'ano;
b) il paziente deve osservare una dieta appropriata e abituarsi a evacuazioni regolari;
c) se necessario, si può ricorrere a lubrificanti o a clisteri.

La presenza di sangue nelle feci è un sintomo importante?

Sì, ed è sempre necessario chiarirne la causa mediante una serie di esami.

Quale può essere la causa della presenza di sangue nelle feci?

a) Pressione eccessiva al momento dell'evacuazione, soprattutto se si soffre di stitichezza;
b) emorroidi o altra affezione anale;
c) colite acuta (vedi oltre), che si manifesta con attacchi di diarrea;
d) colite cronica;
e) tumore benigno dell'intestino, per esempio un polipo;
f) tumore maligno del retto o di altra porzione intestinale.

Che significato ha la colorazione nerastra delle feci?

Solitamente è dovuta a un'emorragia prodottasi nella parte superiore dell'apparato digerente, per esempio nello stomaco affetto da ulcera, ma può essere provocata anche dall'ingestione di certi medicinali o cibi (quali fegato, spinaci, ecc.) contenenti ferro.

Che cosa significa la presenza di muco nelle feci?

Tale fenomeno non sottintende necessariamente l'esistenza di un processo morboso; lo si riscontra infatti in molte persone, donne di media età in particolare, in buone condizioni fisiche. In questi casi, tuttavia, è comunque opportuno consultare il medico.

È dannoso esercitare costantemente una pressione eccessiva durante l'evacuazione?

Sì. È possibile infatti la formazione di emorroidi, soprattutto nei soggetti predisposti.

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