Ragadi anali
Che cos'è una ragade anale?
Un'ulcerazione a forma di fessura prodottasi nella mucosa che riveste internamente l'ano .
Da che cosa è provocata?
Dall'eccessiva tensione cui è sottoposta la mucosa anale in caso di stitichezza cronica e in conseguenza della quale si forma in superficie una piccola ulcerazione, questa si infetta a causa del passaggio delle feci e, sottoposta nelle defecazioni a ulteriori stiramenti, non riesce a rimarginare spontaneamente.
Quali sono i sintomi?
Violenti dolori al momento della defecazione, che può essere accompagnata da piccole perdite di sangue e da contrattura dello sfintere anale.
Come si curano le ragadi anali?
Mediante una terapia medica che, se applicata con sufficiente tempestività, porta in molti casi alla guarigione e consta nella somministrazione di lubrificanti (per esempio, olio di vaselina) e nell'uso di creme analgesiche, il tutto associato a una corretta igiene locale. Qualora tale terapia non dia alcun giovamento bisogna procedere all'intervento chirurgico.
Che tipo di intervento chirurgico viene praticato?
La ragade viene escissa con una incisione ellittica e il muscolo sfintere sottostante viene in parte reciso per consentire all'ano di rilasciarsi per qualche tempo.
Quali misure terapeutiche pre- e postoperatorie comporta un simile intervento?
Le stesse adottate per l'operazione delle emorroidi (vedi paragrafo relativo).
Quanto impiega a guarire la ferita?
Dalle 3 alle 4 settimane.
Dopo l'intervento chirurgico, le funzioni intestinali ritornano normali e lo sfintere guarisce?
Sì; dopo alcune settimane il processo di guarigione si conclude e la defecazione riprende il ritmo normale.
È possibile trattare le ragadi anali con la chirurgia laser?
Sì; si usa il bisturi laser CO 2 in anestesia loco-regionale (in regime di day hospital).
Le ragadi anali possono riformarsi?
Sì, anche se ciò si verifica raramente.
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