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Malformazioni dell'esofago

Quali sono le malformazioni congenite dell'esofago?

La più comune è la cosiddetta fistola esofagotracheale, una comunicazione anomala tra esofago e trachea, attraverso cui, nel neonato, saliva, latte o altre sostanze ingerite finiscono nei polmoni, provocando un'irritazione che sovente degenera in polmonite.

La fistola esofagotracheale è una malformazione pericolosa?

Sì, se non curata, risulta sempre letale per il neonato, perché ostacola la funzione respiratoria, a causa delle infezioni ricorrenti (polmoniti ab ingestis).

Come deve essere curata tale fistola?

Mediante un intervento chirurgico, con cui si provvede a chiudere la comunicazione anomala e a correggere eventuali difetti di parete che possono associarsi alla presenza della fistola.

Si tratta di un'operazione rischiosa?

Sì; tuttavia si deve ricordare che in passato, quando non era ancora possibile applicare la terapia chirurgica a questo tipo di malformazione, la mortalità raggiungeva il 100%.

Esistono altre malformazioni congenite dell'esofago?

Sì, si può avere la cosiddetta atresia congenita, che consiste nella mancata apertura o nell'occlusione di un canale o di un orifizio organico, in questo caso dell'esofago, per cui non esiste possibilità di comunicazione tra la porzione superiore dell'apparato digerente e lo stomaco. In singoli casi ciò è dovuto alla presenza di una membrana, o diaframma, che può anche occludere completamente il lume dell'esofago.

Che tipo d'intervento richiede l'incompleto sviluppo dell'esofago?

Mediante un'operazione assai estesa, che comporta l'apertura della gabbia toracica, si provvede a suturare l'una all'altra le due estremità dell'esofago situate rispettivamente sopra e sotto l'occlusione. Nel caso non sia sviluppata la metà inferiore dell'esofago, è necessario portare lo stomaco nella cavità toracica e suturarlo all'estremità inferiore della porzione esofagea normalmente sviluppata (esofagogastrostomia).

Questa operazione deve essere eseguita con particolare tempestività?

Sì, l'intervento va effettuato non appena il medico ha diagnosticato l'esistenza di una simile malformazione congenita, poiché altrimenti il neonato è destinato a morte sicura.

Quale terapia richiede la presenza di un diaframma esofageo congenito?

L'asportazione chirurgica oppure la dilatazione e il successivo stiramento a opera del medico. Di solito, tale operazione è assai meno complessa della precedente.

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