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Ipercloridria e achilia

Nello stomaco sono di norma presenti acidi?

Sì: le ghiandole alloggiate nella mucosa gastrica secernono infatti acido cloridrico, che contribuisce alla digestione dei cibi.

L'eccessiva produzione di acido cloridrico può causare disturbi?

Sì; si ritiene infatti che l'ipercloridria, cioè l'aumento anomalo di acido cloridrico nel succo gastrico, abbia un certo ruolo nella formazione di ulcere duodenali.
Talvolta possono anche prodursi ulcerazioni nella porzione terminale dell'esofago.
L'ipercloridria, o iperacidità, può essere inoltre associata a pirosi, gastrite o duodenite (vedi oltre).

La carenza di acido cloridrico nel succo gastrico (ipocloridria) può causare disturbi?

Si; infatti l'acido cloridrico è fondamentale sia per la sterilizzazione da eventuali germi contaminanti il cibo, sia per l'inizio dei processi digestivi. In sua assenza questi non vengono completati in maniera adeguata nell'intestino tenue.
Inoltre, l'ipocloridria è in alcuni casi associata a patologie della mucosa gastrica che possono essere causa di sintomi propri, in aggiunta a quelli digestivi da diminuita secrezione di acido cloridrico.

È possibile vivere normalmente senza acidità gastrica?

Si; all'incirca il 10% degli individui è affetto da achilia gastrica, presenta cioè una produzione ridottissima, se non addirittura nulla, di acido cloridrico e pepsina (i due componenti del succo gastrico).

Da che cosa trae origine l'achilia gastrica?

È secondaria ad atrofia della mucosa gastrica che può, a sua volta, essere dovuta a cause molto diverse, quali un deficit di vitamina B 12, la gastrite cronica, la senescenza.

Quali sono i sintomi dell'achilia gastrica?

Generalmente questo disturbo è privo di sintomatologia, ma talvolta un individuo si accorge di esserne affetto dalla difficoltà che incontra nel digerire in particolare i cibi proteici (carne).

Come si cura l'achilia gastrica?

Di solito non è necessaria alcuna terapia.

Da che cosa è provocata l'ipercloridria?

Non se ne conosce con precisione la causa, ma è noto che le persone emotiva mente labili, dinamiche ed energiche tendono a una maggiore produzione di acido cloridrico.
La mucosa o, meglio, le ghiandole gastriche vengono stimolate a secernere una maggiore quantità di acido anche da certi cibi fortemente speziati, da alcol e tabacco, nonché da pasti ad abbondante contenuto di proteine.

Come può essere determinato il contenuto in acido del succo gastrico?

Con il sondaggio gastrico, un esame eseguito introducendo nello stomaco, attraverso il naso o la bocca, una sonda e prelevandone le secrezioni gastriche, che vengono successivamente analizzate.

L'ipercloridria è un disturbo permanente?

Non necessariamente; i fattori che ne costituiscono la causa (per esempio, momentanei stress emotivi) possono infatti venire a cessare, con conseguente normalizzazione del contenuto in acido del succo gastrico.

Quale reale efficacia hanno i medicinali comunemente prescritti contro l'ipercloridria?

I preparati cosiddetti antiacidi si dimostrano assai efficaci nell'alleviare temporaneamente questo disturbo, mentre come mezzo terapeutico non rivestono alcun valore.

Può risultare dannoso il continuare a prendere antiacidi per lunghi periodi?

No, ma sarebbe più opportuno consultare il medico, al fine di stabilire la vera causa dell'eccessiva acidità di stomaco. Va inoltre ricordato che l'uso di abbondanti dosi di antiacidi può portare a disturbi, quali la stitichezza o la diarrea, a seconda del preparato usato.

Quali misure terapeutiche si dimostrano veramente efficaci per combattere l'ipercloridria?

La misura in assoluto più efficace è l'assunzione di farmaci detti anti-H 2 (cioè bloccanti il recettore istaminico di tipo 2 presente nella mucosa gastrica e in larga parte responsabile della secrezione acida dello stomaco), farmaci che, in particolari situazioni, si dimostrano assai efficaci nel risolvere i disturbi legati all'ipercloridria.
Accanto a questo, in situazioni specifiche, si dimostrano utili anche antiacidi e anticolinergici. Come misura generale è buona norma cercare di condurre una vita emotivamente equilibrata e ordinata ed eliminare sia fumo sia alcolici. Inoltre, è molto importante identificare la patologia eventualmente correlata.

Che ruolo riveste l'ipercloridria nella formazione di ulcere gastriche e duodenali?

L'ipercloridria, per l'azione dell'acidità sui tessuti, costituisce un fattore lesivo per la mucosa gastroduodenale, la quale può disporre di numerosi meccanismi di difesa e di riparazione. Nello stadio cronico, l'ipercloridria costituisce uno dei vari fattori che favoriscono la formazione dell'ulcera duodenale, mentre si ritiene che non possa essere causa dell'ulcera gastrica.

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