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Invaginazione intestinale

Che cos'è l'invaginazione intestinale?

La penetrazione di una porzione di intestino in quella adiacente (generalmente della porzione inferiore in quella superiore).

Chi ne è colpito con maggior frequenza?

Possono essere colpiti i bambini molto piccoli, spesso fra i 4 mesi e l'anno di vita; una seconda punta di frequenza si osserva poi nell'età adulta.

Da che cosa è provocata?

Nel caso dei bambini si dà importanza al cambiamento delle abitudini alimen tari che si verifica proprio fra i 4 e i 12 mesi; in questo periodo infatti il bambino passa da una dieta costituita essenzialmente da cibi liquidi a una progressiva introduzione di cibi solidi; questi, a contatto con la parete intestinale, inducono una fisiologica esaltazione della normale peristalsi che può, però, portare all'invaginazione intestinale. Negli adulti, invece, l'invaginazione è quasi sempre secondaria, soprattutto a tumori che sporgono nel lume intestinale. La loro presenza induce la parete a comportarsi come se nel lume fossero presenti degli alimenti, e cioè a contrarsi, producendo onde peristaltiche. Queste normalmente servono a far progredire gli alimenti lungo l'intestino. Nel caso però di un tumore, che è ancorato alla parete da un peduncolo, la peristalsi trascina con sé la parete intestinale provocando l'invaginazione.

In quale punto si produce con maggior frequenza l'invaginazione intestinale?

Nel punto in cui l'intestino tenue si connette con il crasso, cioè in corrispon denza della valvola ileocecale.
Ma può prodursi anche in altre sedi in relazione, appunto, alla presenza di un tumore che sporga nel lume intestinale.

Quali pericoli comporta?

La progressione del segmento invaginato comporta anche lo stiramento dei vasi che assicurano l'apporto di sangue. Se lo stiramento è estremo, il flusso ematico si interrompe con conseguente necrosi (cioè morte) dei tessuti, che dovranno quindi essere asportati chirurgicamente. Inoltre, il materiale alimentare contenuto nel tratto d'intestino a monte dell'invaginamento non può progredire e si accumula provocando la distensione delle anse. Se non si interviene tempestivamente, si può arrivare alla peritonite per rottura delle anse distese oppure a shock ipovolemico (determinato cioè dalla riduzione della massa sanguigna), secondario al fatto che i liquidi vengono trattenuti nella porzione intestinale dilatata.

Come viene diagnosticata l'invaginazione intestinale?

In base ai suoi sintomi, cioè dolori addominali, vomito, formazione di un gonfiore, percettibile al tatto, nella parte inferiore destra dell'addome, nonché del referto caratteristico dell'esame radiologico.
Sovente, infine, l'invaginazione dà luogo a diarrea, con tracce di sangue nelle feci.

Come si cura?

a) Nella maggioranza dei casi, mediante un intervento chirurgico all'addome (laparatomia), con cui si provvede a riportare nella posizione originaria la porzione intestinale invaginata;
b) in certi casi, l'anomalia può essere corretta non chirurgicamente, bensì mediante introduzione per via rettale di una miscela di bario sotto pressione. Tenendo sotto controllo radioscopico il tratto intestinale, il bario viene introdotto nel colon fino a riempirlo, si lascia poi comprimere la porzione di intestino tenue invaginata finché essa non ritorna nella posizione originaria.

Questa seconda tecnica consente di guarire l'invaginazione in tutti i casi?

Attualmente, soltanto in una piccola percentuale, mentre per la grande maggioranza dei pazienti è necessario l'intervento chirurgico.

La porzione intestinale può nuovamente invaginarsi?

Se l'invaginazione è stata eliminata chirurgicamente, è oltremodo improbabile.

Quali possibilità di guarigione presenta questa anomalia?

Ottime, purché sia stata diagnosticata entro i primi due giorni.

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