Home  
  
  
    Colite che cos'è
Cerca

Apparato digerente (enciclopedia)
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Colite

Che cos'è la colite?

Col termine "colite" si intende un'infiammazione del colon, che può essere legata a fattori molto diversi quali:
a) agenti infettivi; possono essere in causa virus, batteri (salmonelle, shigelle, stafilococchi), parassiti (come l'ameba). Queste forme vengono anche definite colite dissenterica;
b) situazioni di diminuito apporto ematico all'intestino; si parla in questo caso di colite ischemica;
c) esposizione a radiazioni, come avviene quando ci si sottoponga a radioterapia;
d) farmaci, generalmente antibiotici che alterano la normale flora batterica intestinale, consentendo lo sviluppo di un batterio, il Clostridium difficile, la cui tossina è in grado di provocare fenomeni di necrobiosi locale; meno frequentemente, altri batteri produttori di tossine possono essere alla base di una colite; in tutti questi casi si parla di enterocolite pseudomembranosa;
e) un ultimo gruppo è infine costituito da forme cosiddette idiopatiche, forme cioè delle quali non si conosce la causa. Rientrano in questo gruppo la sindrome del colon irritabile e la colite ulcerosa.

Che cos'è la colite dissenterica?

È un'infiammazione del colon che si ha in quella particolare malattia infettiva che si chiama dissenteria.

Quali agenti patogeni provocano la colite dissenterica?

I germi della colite dissenterica bacillare, oppure il protozoo (ameba) che determina la colite amebica.

Come si contrae la colite dissenterica?

Attraverso i cibi o l'acqua che contengono gli agenti patogeni specifici.

È possibile prevenirla?

Evitando i cibi di dubbia preparazione e l'acqua sospetta; ciò vale soprattutto durante i viaggi nei paesi tropicali.

Esiste una cura efficace contro la dissenteria?

Sì; esistono medicinali ad azione specifica che possono portare alla guarigione, purché la terapia venga applicata quando la malattia è ancora agli stadi iniziali.

La colite dissenterica è comune?

A causa del crescente traffico turistico nei paesi tropicali, oggi la si riscontra molto più frequentemente che in passato, quando in pratica affliggeva soltanto gli eserciti stanziati in quei paesi.

È possibile guarire completamente da una colite dissenterica bacillare o amebica?

Sì, se la si cura per tempo e con misure radicali; in caso contrario, la malattia tende a divenire cronica e a dar origine a complicazioni di notevole gravità, tra cui (in caso di colite amebica) la formazione di ascessi nel fegato o in altri organi.

La dissenteria è suscettibile di ricadute?

Se non curata radicalmente, è soggetta ad attacchi ricorrenti.

Che cos'è la colite ulcerosa?

È una malattia infiammatoria ad andamento cronico che coinvolge la mucosa e la sottomucosa del colon discendente, del sigma e del retto.

Da che cosa è provocata?

Non se ne conosce con precisione la causa; sono state fatte però diverse ipotesi che chiamano in causa fattori fra loro molto diversi, quali:
a) alterazioni della funzione del sistema immunitario;
b) fattori batterici, in quanto l'infiammazione che si osserva nelle aree interessate dalla malattia è molto simile a quella data da alcuni microrganismi; nel caso della colite ulcerosa, però, non è mai stato possibile isolare alcun batterio specifico;
c) fattori psicologici (situazioni stressanti, labilità emotiva).

Qual è la sua sintomatologia?

I sintomi più frequenti sono: emorragie rettali, diarrea, dolori addominali di tipo crampiforme, diminuzione di peso, malessere generale, febbre. Possono inoltre comparire segni di interessamento extraintestinale che sono estremamente vari e variabili. In particolare, si può avere interessamento:
a) cutaneo con comparsa di eritema nodoso;
b) articolare che si manifesta con una sacroilite (infiammazione dell'osso sacro) e artrite delle articolazioni periferiche:
c) oculare (congiuntiviti);
d) renale (formazione di calcoli);
e) epatico: colangiti ed epatiti, fino alla cirrosi epatica conclamata.

Quale decorso può avere?

La malattia può assumere tre principali tipi di andamento:
a) forma lieve, con sintomi non accentuati e una prognosi buona; questa forma interessa circa il 50% dei pazienti;
b) forma moderata: i sintomi sono più gravi, si possono avere 4-5 scariche di diarrea sanguinolenta al giorno, accompagnate da forti crampi addominali, febbre modesta, astenia, malessere, segni di interessamento extraintestinale; questa forma si riscontra in circa il 30% dei pazienti;
c) forma fulminante o grave: si manifesta in maniera acutissima con diarrea profusa, sanguinamento rettale, febbre fino a 39 °C, crampi addominali, astenia, nausea, anoressia; generalmente si presenta
come episodio sovrapposto a una forma di colite ad andamento più mite.
Le forme lieve e moderata possono durare per alcune settimane e quindi regredire, per poi insorgere nuovamente nel mesi o negli anni successivi.

Quali complicanze può dare la colite ulcerosa?

La forma moderata (e molto meno frequentemente la forma lieve), quando perduri per almeno 8-10 anni, degenera talvolta in cancro del colon. Pertanto chi è affetto dalla malattia deve sottoporsi con una certa regolarità a visite mediche, e se necessario anche a esami strumentali, in modo da cogliere il tumore quando è ancora in uno stadio iniziale e quindi operabile. Una complicanza invece della forma grave è il cosiddetto megacolon tossico, caratterizzato da un'abnorme distensione del colon, accompagnata da forte dolore addominale, ipotensione e malessere generale accentuato; se non si interviene rapidamente, il megacolon tossico è letale nel 20-30% dei casi. Nella colite ulcerosa si posso no inoltre verificare emorragie massive, perforazioni e stenosi cicatriziali del colon.

Come si fa la diagnosi di colite ulcerosa?

Basandosi su:
a) la sintomatologia caratteristica;
b) l'endoscopia del colon sigmoideo, che rileva le caratteristiche alterazioni infiammatorie e ulcerose;
c) l'esame radiologico;
d) la biopsia, che permette di escludere le altre affezioni del colon, in particolare i tumori;
e) l'esame colturale delle feci (coprocoltura) per escludere le coliti su base infettiva.

Come viene curata la colite ulcerosa?

a) Nelle forme non gravi, mediante terapia medica, che comporta un adeguamento della dieta (riduzione degli alimenti che lasciano fibre, per diminuire la peristalsi e gli stimoli all'evacuazione) e l'uso di farmaci come la salazopirina e i corticosteroidi; con queste misure si riesce a controllare la sintomatologia nella maggior parte dei casi;
b) nei casi di colite acuta grave, o comunque nei casi di colite che non rispondano alla terapia medica, oppure quando si sono manifestate le complicanze (degenerazione tumorale, perforazione intestinale, emorragie massive) è invece necessario ricorrere all'intervento chirurgico che può consistere nell'escissione dell'intero colon, cui fa seguito un'ileostomia;
c) una terapia del tutto particolare è necessaria poi per il megacolon tossico, che rappresenta una situazione assai grave non solo per i pericoli che comporta a livello intestinale ma anche per i sintomi sistemici con cui si manifesta (ipotensione fino a shock cardiovascolare).

Nelle forme più gravi di colite ulcerosa esistono possibilità di guarigione?

Sì, purché quei pazienti che non hanno reagito alla terapia medica vengano sottoposti a tempo debito a intervento chirurgico.

Quando il colon viene asportato completamente e si pratica una ileostomia, l'ano preternaturale rimane permanentemente?

Sì, tuttavia la maggioranza dei pazienti impara con facilità come comportarsi.

Quando si è subita una ileostomia, si può condurre una vita normale?

Sì, vi sono migliaia di persone che hanno un ano preternaturale permanente e cionondimeno si dedicano alle loro attività come gli individui perfettamente sani.

L'operazione della colite ulcerosa consente talvolta di salvare il retto?

In un piccolo numero di casi, non essendo stato interessato dal processo morboso, il retto può essere conservato; in alcuni altri casi, purtroppo non moltissimi, è parimenti possibile, durante la prima operazione, collegare l'ileo direttamente con il retto mediante sutura. In altri casi ancora, viene praticata una ileostomia, lasciando poi al paziente il tempo di riprendersi dall'operazione; alcuni mesi o anni più tardi, quando si è certi che il retto non è assolutamente interessato dal processo morboso, si può chiudere l'ano preternaturale e collegare l'ileo con il retto stesso.

Come si manifesta il colon irritabile?

a) Vaghi disturbi addominali, dolori lievi, flatulenze;
b) defecazione irregolare con alternanza di stitichezza e diarrea;
c) abbondanti quantità di muco nelle feci.

Come viene diagnosticato?

Con un'analisi circostanziata dei sintomi, con l'esame radiologico e con la colonscopia (esame endoscopico del colon); è importante differenziare questa forma dalla colite ulcerosa e dai tumori.

Ci sono fattori che favoriscono la sindrome del colon irritabile?

La sindrome è caratteristica degli individui che hanno una personalità insicura, emotivamente labile.

Come si cura il colon irritabile?

a) Con la terapia psicologica, per la quale è talvolta necessario ricorrere a uno psichiatra;
b) con le buone abitudini igieniche: evacuazioni regolari; evitare i clisteri e i lassativi, che alterano il ritmo delle funzioni intestinali;
c) con la dieta: pasti regolari e moderati, evitare gli alcolici e i cibi fortemente speziati;
d) con i farmaci: uso oculato degli antispastici e dei tranquillanti.

È possibile guarire?

Sì, ma quando persistono gli stress, non si osserva la dieta, si riprendono i lassativi e i clisteri, la forma può svilupparsi nuovamente.

Si tratta di una malattia pericolosa?

No, e non pregiudica nemmeno una vita normale e attiva.

Commenta

Per saperne di più:



Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale