Acalasia
Che cosa si intende per acalasia o cardiospasmo?
Un disturbo dovuto alla mancanza, probabilmente congenita, di certe strutture nervose dell'esofago, per cui questo non è in grado di contrarsi e rilasciarsi nel tratto terminale; questo costante restringimento spastico porta di conseguenza a un'abnorme dilatazione della porzione esofagea situata al di sopra del restringimento stesso . Un tempo tale disturbo veniva definito cardiospasmo, cioè contrazione del cardias, termine con cui si indica il punto, o orifizio di sbocco dell'esofago nello stomaco: contraendosi, lo sfintere cardiale chiude l'esofago, impedendo il reflusso del succo gastrico e degli alimenti ingeriti nell'esofago.
Da che cosa è provocata l'acalasia?
Da una malformazione congenita, caratterizzata dalla mancanza delle strutture nervose che coordinano la motilità della parete dell'esofago.
A quale età si è di solito colpiti da questo disturbo?
Tra i 30 e i 50 anni.
Qual è la sua sintomatologia?
Il sintomo più comune è l'impossibilità di deglutire normalmente, destinata a peggiorare col tempo, a ciò si aggiunge spesso un alito cattivo, causato dai resti di cibi rimasti nell'esofago. Chi soffre di questo disturbo è denutrito, con conseguente forte perdita di peso, e sovente ha timore di mangiare per il dolore e la difficoltà a deglutire che sono associati a questa malattia.
Come si cura l'acalasia?
Il 75% delle persone affette da questo disturbo reagisce ottimamente alla terapia basata su ripetute dilatazioni dell'esofago; nel restante 25% dei casi è necessario intervenire chirurgicamente.
In che cosa consiste l'operazione dell'acalasia?
Nella cosiddetta cardiomiotomia: le fibre muscolari che si trovano al di sopra dell'area interessata dallo spasmo vengono recise in senso longitudinale, ciò consente alla mucosa esofagea di dilatarsi nel punto dove è stata praticata la sezione, impedendo così alla muscolatura sfinterica di contrarsi e di causare un restringimento spastico dell'esofago.
Si tratta di un'operazione grave?
Sì, in quanto comporta l'apertura della gabbia toracica; cionondimeno, non presenta eccessivi rischi.
Quali risultati si ottengono con un simile intervento chirurgico?
Nella maggioranza dei casi, un sensibile miglioramento; talora, tuttavia, come complicazione postoperatoria, può insorgere un'esofagite.
Garzantina medicina
- Carcinoma del pancreas
- Tumori benigni del pancreas
- Cisti del pancreas
- Ascesso del pancreas
- Pancreatite
- Colecistectomia
- Malattie della colecisti e delle vie biliari
- Tumori del fegato
- Cirrosi
- Epatite tossica
- Epatite virale
- Steatosi
- Tumori delle ghiandole salivari
- Cancro del retto
- Polipi del retto
- Prolasso del retto
- Prurito anale
- Fistola anale
- Ascessi ano-rettali
- Ragadi anali
- Emorroidi
- Tumori dell'intestino tenue e del colon
- Occlusione intestinale
- Colite
- Diverticolosi e diverticolite
- Volvolo
- Invaginazione intestinale
- Diverticolo di Meckel
- Morbo di Crohn
- Gastroenterite
- Diarrea
- Stitichezza cronica
- Tumori dello stomaco
- Stenosi pilorica
- Ulcera peptica
- Duodenite
- Gastrite cronica
- Gastrite acuta
- Ipercloridria e achilia
- Dispepsia
- Tumori dell'esofago
- Varici dell'esofago
- Diverticoli dell'esofago
- Ferite dell'esofago
- Esofagite
- Malformazioni dell'esofago
Per saperne di più:




