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Apparato cardiocircolatorio (enciclopedia)
 
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Varici

Che cosa sono le varici o vene varicose?

Vene dilatate e inefficienti, nelle quali il sangue tende a ristagnare.

Quali vene sono più facilmente sede di varici?

Le vene delle gambe e delle cosce. Varici possono però formarsi anche in altri distretti, in particolare nella regione anale (emorroidi) e nello scroto (varicocele).
Si veda a questo proposito il cap. VIII, Apparato digerente.

Perché si dilatano le vene?

Essenzialmente perché l'individuo è dotato costituzionalmente di un tessuto connettivo (del quale le vene sono principalmente costituite) debole e poco elastico.
In altre parole, la "stoffa" che costituisce le vene è per sua natura debole.

La comparsa delle varici è dunque legata a un fattore ereditario?

Sì. In genere si eredita lo stesso tipo di vasi sanguigni che hanno i genitori.

Basta il fattore ereditario a determinare le varici?

Il fattore ereditario è la base; su di esso si esercitano alcuni fattori favorenti, come talune professioni che costringono a rimanere in piedi a lungo e senza camminare.

Il processo di dilatazione è fatale o può arrestarsi?

La dilatazione è lenta ma fatalmente progressiva, in assenza di terapie. Le vene sono dotate di valvole che consentono al sangue di risalire dalla periferia al cuore, opponendosi alla forza di gravità: esse si aprono al passaggio del sangue, per chiudersi quando la circolazione venosa rallenta; le valvole impediscono al sangue di ricadere in basso. Quando la vena, per debolezza congenita, si sfianca, i lembi delle valvole, che sono unite alla parete venosa, si allontanano gli uni dagli altri e la valvola perde la sua funzione. Pertanto il sangue, non avendo più il supporto valvolare, ristagna e determina a sua volta una ulteriore dilatazione della vena.

Tutte le varici hanno questa origine?

No, alcune varici sono secondarie, dipendono cioè da un ostacolo che esiste nel sistema venoso profondo e che si ripercuote sulle vene superficiali. È quanto si verifica in gravidanza, in cui l'utero grava sulle vene addominali profonde. In questo caso le varici non dipendono da debolezza costituzionale delle vene, ma dal fatto che il sangue, a causa dell'ostacolo, non può rifluire nelle vene profonde, per cui, costretto a ristagnare nelle vene superficiali, a poco a poco le sfianca.

Quali individui sono più facilmente colpiti dalle varici?

Coloro che sono costretti a restare in piedi nella stessa posizione per lungo tempo.
Anche il calore (in particolare quello prodotto dal sistema di riscaldamento installato sotto i pavimenti) favorisce le varici, così come il sole quando agisce direttamente. Chi è predisposto alle varici deve quindi evitare di prendere il sole sulle gambe.

Qual è l'incidenza delle varici?

Un uomo su quindici, una donna su tre soffrono di varici.

Quali sintomi determinano le varici?

In primo luogo, una modificazione dell'aspetto delle gambe, che presentano visibili e tortuosi cordoni bluastri. Molto visibili sono soprattutto le piccole varici, dette teleangectasie, che determinano la comparsa di macchie serpiginose e a stella.
Soggettivamente le piccole varici non determinano disturbi. Quando invece sono estese e numerose, possono produrre una sensazione di pesantezza e stanchezza alle gambe e, di sera, la comparsa di gonfiore alle caviglie.

Quali sono i migliori accorgimenti per evitare le varici?

a) Evitare di restare in piedi a lungo nella stessa posizione;
b) non usare giarrettiere che costringano la parte;
c) fare esercizi ginnastici con regolarità e camminare;
d) usare calze elastiche quando si è costretti a restare a lungo in piedi nella stessa posizione;
e) fare del nuoto;
f) evitare l'esposizione diretta delle gambe al sole.

Come si curano le varici?

a) Con l'intervento chirurgico;
b) con le iniezioni sclerosanti.

In che cosa consiste l'intervento chirurgico?

L'intervento chirurgico più importante è la legatura o lo stripping della vena safena.
Questa vena, la maggiore dell'arto inferiore, parte dal malleolo, risale sulla parte interna della gamba e della coscia e confluisce nel circolo profondo a livello dell'inguine. L'intervento consiste nella legatura della vena all'inguine, nell'infilare un cavo nella vena, partendo dal malleolo e arrivando fino alla zona inguinale, nell'afferrare quindi la vena e nello sfilarla. Questo intervento è chiamato stripping . Attualmente si tende a eseguire lo stripping parziale della safena, rimuovendone la porzione che si trova sotto il ginocchio o nella coscia. Sono inoltre usate tecniche chirurgiche conservative, che mirano a non asportare la vena. Con la
Chiva (cura emodinamica dell'insufficienza venosa in ambulatorio) vengono praticate interruzioni della safena sotto i punti di collegamento con vene profonde, così che il sangue viene "risucchiato" da queste invece di ricadere verso la parte bassa della safena stessa. Con la valvuloplastica safeno-femorale si ricostruisce la valvola all'inizio della safena in modo che essa possa mantenere la sua funzione, impedendo la ricaduta del sangue verso il basso. Con la flebectomia ambulatoriale si asportano le varici collaterali e si mantiene la safena, sempre che essa sia adeguata alla sua funzione.

Quando è indicato l'intervento di stripping?

Lo stripping si esegue nelle varici molto estese e gravi. Nelle piccole varici, e a maggior ragione nelle teleangectasie, si eseguono le iniezioni sclerosanti.

In che cosa consistono le iniezioni sclerosanti?

Nell'iniezione, direttamente nella vena, di sostanze che ne determinano l'indurimento e la chiusura.

La terapia a base di iniezioni sclerosanti è altrettanto efficace di quella chirurgica?

Sì, a condizione che esistano precise indicazioni e che l'intervento sia eseguito da un flebologo specializzato.

Che cosa accade al flusso sanguigno dopo l'intervento chirurgico?

Il sangue torna al cuore attraverso altre vene più profonde, anziché seguendo il percorso superficiale della safena.

Dopo l'intervento la circolazione si normalizza?

Sì, essendo stato eliminato il ristagno che si era verificato nelle vene varicose, la circolazione ritorna normale.

L'indossare calze elastiche può guarire le varici?

No; esse danno soltanto un sollievo sintomatico.

Che cosa può accadere se le varici non vengono curate?

a) Possono formarsi ulcere sulla pelle delle gambe (ulcere varicose);
b) possono svilupparsi eczemi sulla zona della gamba interessata;
c) può svilupparsi una flebite;
d) le condizioni generali di salute possono risentirne negativamente.

Le ulcere varicose e l'eczema tendono a guarire dopo l'intervento?

Sì.

Le varici non trattate possono dar luogo a emorragie attraverso la cute?

Sì; da una vena varicosa superficiale ulcerata possono prodursi gravi emorragie.

Quali fattori sono determinanti per decidere se intervenire chirurgicamente in caso di varici?

a) Dolori alle gambe e un senso d'affaticamento generale al termine di una giornata lavorativa;
b) gonfiore delle gambe conseguente alla presenza di varici;
c) l'aspetto estetico;
d) emorragie;
e) ulcere inguaribili o eczema cronico;
f) danneggiamento della circolazione generale conseguente al ristagno di sangue negli arti inferiori.

Quali precauzioni deve prendere il chirurgo prima di operare?

Deve innanzitutto accertarsi che la circolazione profonda sia efficiente. Un esame molto semplice consiste nell'applicare opportunamente dei lacci sull'arto: se le varici si svuotano significa che il circolo profondo è valido. Un esame più preciso è quello col doppler, che misura il flusso sanguigno nei vasi.
Oltre a queste prove, prima dell'intervento chirurgico, vengono eseguiti i comuni esami del sangue, in particolare le prove di coagulazione, nonché un elettrocardiogramma.

Conviene intervenire sulle piccole varicosità, quando non danno disturbi?

Oltre al danno estetico, le piccole varici possono essere dannose anche dal punto di vista circolatorio e delle buone condizioni generali dell'arto. Oggi si tende a intervenire sempre, dato il trascurabile rischio operatorio e i buoni risultati che si ottengono.

Gli interventi sono dolorosi?

No. Le iniezioni sclerosanti determinano un fastidio del tutto sopportabile. I grossi interventi si eseguono di solito in anestesia generale e non sono seguiti da sofferenze.

Le cicatrici residue sono deturpanti?

No . Le incisioni effettuate nello stripping sono brevi e si rimarginano bene senza lasciare una traccia evidente. Dopo l'intervento si effettuano iniezioni sclerosanti per eliminare le eventuali piccole varici residue e la gamba riacquista, oltre a un'eccellente funzionalità circolatoria, anche un aspetto del tutto normale.

Le varici tendono a ricomparire dopo l'intervento?

Qualche volta sì, ovviamente in quelle vene che non sono state operate. È evidente che l'intervento non può modificare la debolezza naturale del tessuto venoso.
Mai però si tralascia l'intervento, quando è indicato, soltanto perché esiste questa possibilità, del resto poco frequente.

Con quale periodicità ci si deve sottoporre, dopo l'intervento, a visite di controllo?

Circa una volta all'anno.

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