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Tossicodipendenze

Che cos'è una tossicodipendenza?

Con questo termine si intende comunemente l'assoluta, impellente necessità di assumere una droga o un farmaco. Dal punto di vista scientifico, si indica come tossicodipendenza "l'insieme di manifestazioni cliniche e comportamentali legato all'assunzione acuta e cronica di sostanze stupefacenti in grado di dare dipendenza psichica e/o fisica". La dipendenza psichica, che si ha nella maggior parte dei casi, si estrinseca nello stimolo, impellente e incontrollabile, ad assumere continuamente la sostanza stupefacente. La dipendenza fisica nasce dal fatto che l'individuo sviluppa assuefazione nei confronti della sostanza, per cui deve assumerne dosi sempre maggiori per ottenere gli effetti desiderati ("tolleranza").

Stupefacenti e droghe sono termini equivalenti?

Con il termine di "stupefacenti" sono propriamente indicate sostanze analgesiche o narcotiche derivate dall'oppio, che possono provocare dipendenza. Il termine "droghe", che un tempo designava le sostanze medicamentose, viene oggi usato, in senso molto generale, per indicare tutte quelle sostanze capaci di provocare nell'uomo assuefazione, abitudine, tossicodipendenza. In questo senso i termini si equivalgono.

Che cos'è la "sindrome da astinenza"?

È l'insieme dei sintomi psicologici e fisici che compaiono qualora venga sospesa l'assunzione di un farmaco o di una droga da cui un individuo è fisicamente dipendente. Il quadro sintomatologico varia a seconda della sostanza di cui si faceva uso: per gli oppiacei e gli stimolanti risulta essere di segno opposto a quello degli effetti che tali droghe usualmente provocano; per i barbiturici e le benzodiazepine è caratterizzato dall'acutizzazione degli stessi sintomi che avevano portato all'assunzione di tali farmaci.

Quali sono le sostanze più comunemente usate dai tossicodipendenti?

Assai numerose sono le sostanze che possono dare luogo a un'intossicazione da droga.
Esse possono esser distinte – in base alle loro caratteristiche chimiche o agli effetti che provocano – in cinque gruppi: gli oppiacei, così chiamati perché derivati dall'oppio (come l'eroina o la morfina), la cui proprietà è quella di provocare euforia, combattere stati d'ansia e suscitare sensazioni di benessere psicofisico; i barbiturici (come l'amobarbital), dagli effetti sedativi e sonniferi; gli stimolanti (amfetamina e cocaina), capaci di provocare stati di euforia e benessere, di ridurre la sensazione di fatica, di suscitare, a volte, allucinazioni; gli ansiolitici (benzodiazepine, meprobamato), la cui proprietà è quella di combattere l'ansia e di aver azione sedativa; gli allucinogeni (LSD, mescalina, i derivati della Cannabis sativa o canapa indiana, cioè marijuana e hashish), atti a provocare sensazioni proprie del sogno e allucinazioni.
A queste droghe per così dire tradizionali si sono aggiunte negli ultimi anni nuove sostanze che hanno purtroppo trovato rapida diffusione. Tra queste: l'ecstasy e l'ice, derivati sintetici dell'amfetamina, ad azione psicostimolante, che inducono dipendenza psicologica; il crack, un estratto naturale della pianta di coca che provoca senso di euforia e benessere, e dà dipendenza sia fisica sia psicologica; il khat, droga a base di principi attivi molto simili all'amfetamina e dagli affetti analoghi, che induce dipendenza fisica e psicologica; lo speed ball, un connubio tra cocaina ed eroina già in voga negli anni Sessanta e torna to recentemente in uso, che agisce con grande rapidità sul sistema nervoso e crea dipendensa fisica e psicologica.

Quali danni possono essere provocati dall'uso delle droghe?

Le differenti proprietà farmacologiche e le diverse caratteristiche chimiche delle droghe sono causa, per la salute, di conseguenze negative di vario tipo. La gran parte, tuttavia, provoca turbe dell'umore (apatia o irritabilità), deterioramento psichico, decadimento fisico, stati d'ansia o di depressione, riduzione delle capacità organiche di difesa contro altre malattie. Gli oppiacei possono causare anche anoressia, impotenza e sterilità; gli stimolanti e gli allucinogeni provocare vere e proprie psicosi; i solventi volatili indurre forme morbose interessanti il fegato, il rene, il cuore e l'emopoiesi. Va poi rilevato che altre malattie o altri eventi possono essere più o meno diretta conseguenza dell'uso di droghe.

L'abitudine tra i tossicodipendenti di utilizzare in gruppo le siringhe per iniettarsi sostanze stupefacenti può favorire la diffusione di patologie infettive trasmissibili attraverso il sangue, come l'epatite o l'AIDS. Conseguenza dell'uso di sostanze allucinogene sono stati atti di suicidio, conseguenti a una perdita di rapporto con la realtà. Va ricordato infine che dosi massicce (overdose) di talune droghe e l'uso di droghe pure da parte di chi ha invece abitualmente utilizzato dosi mescolate a sostanze inerti possono provocare la morte anche in brevissimo tempo.

Come si può prevenire l'uso delle droghe?

Il mezzo più efficace per combattere la diffusione degli stupefacenti appare essere l'educazione sanitaria, impartita sin dalla più giovane età, nella scuola.
Ogni altra occasione di vita comunitaria (per esempio, il lavoro, il servizio militare) può essere parimenti sede di iniziative educative.

È possibile curare una tossicodipendenza?

La difficoltà maggiore che si può incontrare nella cura di disintossicazione sta nella necessità di un'attiva collaborazione dello stesso tossicodipendente, che, però, non sempre desidera uscire dal suo stato. Il divezzamento, infatti, non ha grandi possibilità di successo se non c'è la volontà dell'interessato. Per questo possono essere di aiuto, oltre alla psicoterapia, l'esistenza di qualche specifica, sia pur occasionale, motivazione che solleciti un cambiamento di comportamento (per esempio, un nuovo lavoro, un innamoramento) o la collaborazione di altri individui che hanno avuto un'analoga esperienza (come può accadere se il divezzamento viene tentato in una comunità terapeutica).

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