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Alcolismo, tabagismo, tossicodipendenze
 
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Tabagismo

Che cos'è il tabagismo?

Con il termine "tabagismo" si indica una sindrome tossica dovuta all'uso costante e prolungato di tabacco, in prevalenza di tabacco da fumo (sigarette e sigari), in percentuale nettamente minore di tabacco da pipa, da fiuto e da masticare.

Quali sono i danni prodotti dall'uso abituale di tabacco?

Il tabacco contiene nicotina, un alcaloide tossico, e varie sostanze cancerogene, cui si aggiungono nella fase gassosa composti parimenti tossici quali ossido d'azoto e monossido di carbonio. I danni più importanti prodotti dal fumo di tabacco sono quelli a carico dell'apparato respiratorio e cardiovascolare. Per quanto riguarda il primo, gli studi compiuti in vari Paesi hanno ormai dimostrato inequivocabilmente la stretta correlazione tra il fumo e il cancro del polmone; l'incidenza di questa neoplasia è leggermente inferiore nei fumatori di sigari e pipa (probabilmente perché molti non inspirano il fumo), i quali presentano però un maggior rischio di sviluppare una neoplasia della cavità orale e delle vie aeree superiori; chi fiuta o mastica tabacco è esposto soprattutto al rischio di cancro della cavità orale. Associate al fumo sono inoltre malattie respiratorie quali la bronchite cronica e l'enfisema. Gli effetti dannosi del fumo sull'apparato cardiovascolare si manifestano nella coronaropatia, il rischio di sviluppare la quale, in un giovane che fumi 20 sigarette al giorno, è tre volte superiore rispetto a un non fumatore; nella compromissione del funzionamento delle arterie cerebrali (ictus) e di quelle degli arti inferiori (vasculopatia periferica).

Anche le forme di anomalo sviluppo cellulare (displasia) o di neoplasia a carico di stomaco, pancreas, colon, rene e vescica vengono associate al fumo.

Il tabacco dà dipendenza?

Molti autori considerano il tabagismo una vera e propria tossicodipendenza; va comunque rilevato che smettere bruscamente di fumare può provocare in chi lo fa da anni qualche reazione secondaria (ipotensione, lieve stato depressivo).

Fumare in gravidanza è pericoloso?

Sì. In gravidanza il fumo va evitato nel modo più assoluto, in quanto ha effetti molto dannosi sia sul decorso della gravidanza stessa, sia sulle condizioni della prole nel periodo neonatale. Tra le fumatrici è stato infatti riscontrato un maggior numero di aborti, di gravidanze extrauterine, di parti prematuri, di neonati con peso inferiore alla norma. Non sono inoltre esclusi effetti negativi anche sullo sviluppo successivo della prole.

Il fumo "passivo" è altrettanto dannoso?

Secondo la maggior parte degli studiosi, sì. Nel 1990 l'Environmental Protection Agency ha incluso il fumo inalato passivamente tra gli agenti con riconosciuto effetto cancerogeno, mentre nel 1991 l'American Hearth Association lo ha dichiarato causa di patologie cardiache e vascolari. La questione è comunque dibattuta e non mancano pareri a favore dell'innocuità del fumo passivo.

Come si previene il tabagismo?

Tenuto conto delle gravi malattie di cui è responsabile, contro il tabacco è stata promossa una campagna tendente a scoraggiarne l'uso e a evitarne la pubblicità.
Specifiche leggi impongono il divieto di fumare in locali pubblici e di vendere sigarette ai minori (purtroppo tali divieti vengono spesso elusi); sono state emanate norme restrittive sulla pubblicità, mentre una normativa CEE (applicata in Italia dal 1990) impone di riportare sulla confezione sia il tenore di nicotina e di particolato, sia un'avvertenza sulla nocività del fumo. La prevenzione richiede inoltre un'opera di educazione sanitaria promossa sin dall'età scolare.

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