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La verità sulle droghe dello stupro

Versate nel bicchiere delle vittime, alcune sostanze annullano qualsiasi tentativo di opporre resistenza e provocano un'amnesia parziale su quanto accade durante la serata... Sono le famose "droghe dello stupro". Questo fenomeno inquietante colpisce principalmente le donne e i giovani. Ecco cosa bisogna sapere per proteggersi.

La verità sulle droghe dello stupro
© Getty Images

Se il primo appuntamento rappresenta spesso un momento magico, può trasformarsi presto in un incubo, perché da alcuni anni è comparsa una nuova minaccia, la cosiddetta droga dello stupro. Tuttavia, dietro a questo appellativo si celano diversi farmaci dei quali viene falsato l'utilizzo. Dopo aver condotto un sondaggio per circa due anni, l'Agenzia francese della sicurezza sanitaria e dei prodotti medicinali (Afssaps) presenta un rapporto completo, dall'identificazione delle sostanze utilizzate alle conseguenze nelle vittime…

119 casi di sottomissione chimica registrati in due anni

Nei paesi anglosassoni, pare che il numero di aggressioni commesse attraverso l'uso di droghe sia in continuo aumento. Qual è la portata di questo fenomeno in Francia? Tra il luglio 2003 e il marzo 2005, i Pronto Soccorso, il Samu (servizio d'intervento medico d'urgenza) e i centri di medicina legale hanno segnalato agli inquirenti 258 casi, di cui 119 corrispondono effettivamente a casi di "sottomissione chimica o da farmaci", definita come la somministrazione di sostanze psicoattive, all'insaputa della vittima, per finalità criminali (stupro, atti di pedofilia) o delittuose (violenze volontarie, furto).

 

Donne

Uomini

Aggressioni sessuali seguite o meno da furto

46 casi

8 casi

Furti

7 casi

24 casi

Tentativi di sottomissione

5 casi

5 casi

Indeterminato 
(a causa di un'amnesia retrograda e dell'assenza di segni evidenti di un qualsiasi tipo di aggressione)

13 casi

11 casi

Le vittime sono soprattutto donne, la cui età media è di 30 anni. Nella maggior parte dei casi subiscono un'aggressione a sfondo sessuale, associata o meno a un furto, perpetrata da uno o più uomini. Al contrario, gli uomini sono principalmente vittime di furto, con o senza aggressione fisica. Si osserva anche un numero rilevante di minorenni (16 casi), più spesso vittime di aggressione sessuale (13 casi).

Le donne principalmente giovani sono le prime vittime

I misfatti si consumano principalmente a casa della vittima o dell'aggressore, o in ambienti ricreativi. I farmaci più utilizzati dai criminali sono le benzodiazepine e, in minor misura, altri sedativi come gli antistaminici, gli analgesici, gli anestetici (tra cui il famoso GHB - gamma-idrossi butirrato sodico) e gli antidepressivi. Amnesia (52% dei casi), disturbi della vigilanza (39%), lesioni da trauma (31%) e disturbi della visione (6%) sono i sintomi più frequentemente descritti in correlazione con le sostanze consumate o in seguito all'aggressione.

 

Fonti:

Soprattutto nelle giovani vittime, è spesso osservabile il consumo di alcol (49%) e di cannabis (36%). Assunte volontariamente, queste sostanze aumentano la vulnerabilità e amplificano gli effetti sedativi e disinibitori delle sostanze somministrate a loro insaputa dall'aggressore. Nella maggioranza dei casi, le sostanze impiegate vengono aggiunte alle bevande.

Come comportarsi?

In caso di dubbio, è meglio non accettare un bicchiere da una persona di cui non si abbia completa fiducia… Ma non vale neppure la pena essere sgarbate con tutti i dongiovanni, perché queste aggressioni rimangono comunque eccezionali.

Contemporaneamente, la prevenzione potrebbe anche basarsi su nuove raccomandazioni dell'Afssaps dirette ai medici, perché riducano il numero di prescrizioni di questo o quel farmaco, oppure chiedere ai laboratori interessati di aggiungere un colorante o sostanze amare che consentano alla vittima di riconoscere facilmente la sostanza.

Si devono sospettare simili aggressioni quando a disturbi del comportamento (stato confusionale, disorientamento, amnesia, disturbo della vigilanza) sono associati segni inequivocabili di aggressione (tracce di colpi, disordine nel vestiario) e/o furto (carta di credito, libretto degli assegni e così via). In caso di dubbio, avviene la presa in carico da un Pronto soccorso ospedaliero o da un centro di consulenza medico-legale che eseguirà dei prelievi biologici mirati (sangue, urine ed eventualmente capelli) e che esorterà la vittima a sporgere denuncia. Non dimenticare che anche le associazioni di aiuto alle vittime possono fornire un sostegno importante.

di David Bême

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22/12/2014

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