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Droghe dello stupro: i rischi

Negli Stati Uniti, pare che la maggior parte delle aggressioni sessuali sia facilitata dall'uso di farmaci. Oltre alle famigerate droghe dello stupro, vengono utilizzati diversi altri prodotti. Qual è la situazione in Francia? Come evitare che vengano commessi crimini di questo genere? Facciamo luce sull'argomento con la Dr.ssa Samira Djezzar.

Droga dello stupro, che pericolo?
© Getty Images

Negli Stati Uniti, dove si contano 100.000 aggressioni sessuali all'anno, l'Istituto Nazionale di Giustizia (National Institute of Justice) americano ha voluto valutare la percentuale dei crimini facilitati dall'impiego di sostanze chimiche. Le risposte ottenute sono sorprendenti.

È interessato il 62% delle aggressioni

Lo studio americano 1 verte sull'esame di 144 vittime di aggressioni sessuali di qualsiasi origine etnica e ceto sociale. Grazie a campioni di urina e di capelli prelevati nelle donne, sono state ricercate circa 50 sostanze chimiche.

 

• Una percentuale elevata di aggressioni "facilitate": il 61,8% dei campioni rivela la presenza di almeno una delle droghe ricercate;

• Le droghe più utilizzate non sono necessariamente quelle attese: la droga dello stupro, il GHB, è stata individuata solo nel 4,9% delle vittime e il Rohypnol (un tranquillante 10 volte più potente del valium) in una percentuale inferiore al 3%. La cannabis, la cocaina e le anfetamine sono le sostanze maggiormente riscontrate;

• La maggior parte dei consumi è volontaria: solo il 4,2% delle vittime è stata drogata a sua insaputa. Quando l'assunzione della sostanza era volontaria, più di un terzo delle vittime non era cosciente al momento dell'aggressione sessuale. Nell'80% dei casi la vittima conosce il suo aggressore.

Il consumo di droghe aumenta i rischi di aggressione

La Dr.ssa Samira Djezzar del Centro di valutazione e di informazione sulla farmacodipendenza (CEIP) è stata una dei principali autori del sondaggio francese sui casi di sottomissione chimica 2. "La percentuale elevata di consumo volontario di cannabis e in percentuale minore di derivati anfetaminici - come la famosa ecstasy - tra le vittime è una realtà presente anche in Francia. Queste sostanze disinibitorie possono alterare la capacità delle vittime di opporre resistenza". Proprio come lo evidenziava l'autore del sondaggio americano, il Prof. Negrusz, la Dr.ssa Djezzar sottolinea che il consumo volontario di droghe aumenta il rischio di essere vittima di aggressione. Riconosce inoltre che simili consumi vengono raramente dichiarati dalle vittime. "In genere, le vittime non lo segnalano spontaneamente. In caso di sospetto di sottomissione chimica, il professionista sanitario deve rivolgere la domanda". Una lettera del 22 luglio 2005 redatta dall'Agenzia francese della sicurezza sanitaria e dei prodotti medicinali (Afssaps) ha ricordato il comportamento da tenere in questi casi.

Come comportarsi di fronte al sospetto di sottomissione chimica

L'Afssaps ricorda ai clinici che si deve sospettare un caso di sottomissione chimica quando ci si trova di fronte a individui che presentano disturbi del comportamento (stato confusionale, disorientamento, amnesia, disturbi della vigilanza) e/o altri segni clinici evocatori, tra cui perdita del libretto degli assegni o della carta di credito, disordine nel vestiario, segni inequivocabili di violenza). Tale paziente deve quindi essere oggetto di una presa in carico specifica. È particolarmente importante:

- eseguire prelievi biologici duplici (sangue, urine ed eventualmente capelli) il più rapidamente possibile dopo i fatti e inviarli a un laboratorio di analisi tossicologiche competente per la ricerca di sostanze psicoattive. I campioni inviati devono essere corredati da una scheda contenente informazioni cliniche;

- non somministrare ipnotici o ansiolitici che rischierebbero di aggravare lo stato confusionale e compromettere l'interpretazione dei risultati tossicologici;

- rammentare ai pazienti che alcuni trattamenti farmacologici possono renderli più vulnerabili a una sottomissione chimica;

- esortare la vittima a sporgere denuncia. A seconda dei casi, può essere anche opportuno orientare il paziente a un'associazione di aiuto alle vittime, le cui coordinate sono disponibili sul sito del Ministero della Giustizia francese all'indirizzo: www.justice.gouv.fr.

Prediligere i consigli sensati

Anche se i casi di droghe somministrate all'insaputa della vittima rimangono ancora molto rari (119 casi registrati in Francia tra il luglio 2003 e il marzo 2005), alcune precauzioni consentono di limitare le cattive sorprese. "Si tratta innanzitutto di consigli di buon senso. In primo luogo, evitare di distogliere lo sguardo dal proprio bicchiere, di accettare un bicchiere da una persona di cui non si ha fiducia e di allontanarsi dagli amici", sottolinea la Dr.ssa Djezzar. Per impedire che si verifichino simili fatti in ambienti ricreativi, un'azienda ha appena lanciato sul mercato un tappo che si fissa naturalmente sulla maggior parte dei bicchieri utilizzati in discoteca: si tratta del BAPS, ovvero il tappo anti-stupefacenti. Chiudendo ermeticamente il bicchiere, questo prodotto rende più difficile l'aggiunta di droga… "Si tratta di un'ulteriore misura precauzionale che può risultare utile", dichiara la Dr.ssa Djezzar. Contestualmente, sono materia di riflessione anche una serie di misure riguardanti alcune modifiche alla galenica (ovvero alla preparazione) dei nuovi farmaci. "Alcuni laboratori farmaceutici hanno aggiunto un colorante al prodotto che consente di rivelarne la presenza se viene aggiunto in un bicchiere. Tali sviluppi richiedono comunque un certo numero di investimenti in denaro e le cose cambiano lentamente", precisa la Dr.ssa Djezzar.

Tuttavia, nella maggioranza dei casi, è la vittima ad assumere volontariamente le sostanze. La soluzione più saggia consiste quindi nel non fare uso di queste droghe. Se si teme di essere stati vittime di sottomissione chimica, è possibile beneficiare di una presa in carico specifica in un Pronto Soccorso ospedaliero o in centri di consulenza medico-legale. Inoltre, esistono anche associazioni di aiuto alle vittime. I numeri di telefono sono disponibili in fondo alla pagina.

di David Bême

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22/12/2014

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