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L'ecstasy danneggia rapidamente il cervello

Il veglione di San Silvestro è il momento in cui ci si abbandona maggiormente agli eccessi. Ma più che un eccesso di bollicine di Champagne, è il consumo di ecstasy a danneggiare il cervello. Le nuove tecniche di imaging dimostrano, infatti, la comparsa di danni cerebrali addirittura già dai primi utilizzi della sostanza.

L'ecstasy, danni al cervello
© Getty Images

Secondo quanto riferito da uno studio americano, anche una modesta quantità di MDMA, nota come ecstasy, può arrecare danni al cervello. I risultati dello studio, presentati nel 2006 in occasione del convegno della società di radiologia nordamericana, si fondano su tecniche di imaging in grado di visualizzare l'impatto che questa droga produce direttamente sul cervello.

Attenzione a non "ingurgitare" di tutto!

La droga illegale, chiamata ecstasy, identifica la molecola MDMA (3,4-metilendiossimetilanfetamina, che appartiene alla classe dei derivati sintetici dell'anfetamina). Dai colori o dalle forme svariate, queste "pillole dell'amore" possono essere associate a diversi composti, tra cui: anfetamine, analgesici, allucinogeni o anabolizzanti. Oltre a provocare una certa euforia e un'intensificazione dei sensi (ultrapercettività), l'ecstasy determina un aumento della pressione arteriosa, contrazioni del mascellare e disidratazione.

A livello cerebrale, questa molecola prende di mira i neuroni che utilizzano diverse sostanze chimiche per comunicare tra loro, come la serotonina. Questo neurotrasmettitore svolge un ruolo determinante in diversi processi mentali, come l'umore o la memoria. Da diversi anni, studi condotti sugli animali hanno consentito di individuare i danni cerebrali derivanti da un consumo elevato di questa sostanza. Nell'uomo, questi danni causerebbero depressione, ansia, disturbi del sonno, stati confusionali e perdita di memoria 1. Pare inoltre che tali effetti colpiscano prevalentemente le donne 2. Oggi, le tecniche di imaging più recenti permettono di confermare questa correlazione, anche per coloro che hanno da poco iniziato a farne uso.

Danni già dal primo utilizzo

L'équipe del Dr. Maartje de Win, radiologo presso il Centro medico accademico dell'Università di Amsterdam (Paesi Bassi), ha reclutato 188 volontari che non avevano mai assunto questa droga, ma che erano ad alto rischio di diventarne futuri consumatori 3. In ciascuno di questi soggetti, grazie alle tecniche di imaging cerebrale è stato possibile stabilire l'integrità delle cellule e della circolazione del sangue nelle diverse aree del cervello e sono stati condotti diversi test psicologici. Diciotto mesi dopo, 59 dei pazienti reclutati erano diventati utilizzatori (con un'assunzione media di 6 pasticche al giorno), mentre 56 erano rimasti non consumatori.

 

Lo studio ha confermato che, assunta a piccole dosi, l'ecstasy non danneggiava gravemente i neuroni della serotonina o non influiva sull'umore. Tuttavia, esistevano alcune indicazioni in merito a lievi mutamenti della struttura cellulare e alla diminuzione della circolazione del sangue in alcune aree del cervello. Inoltre, i test hanno evidenziato una riduzione relativa della memoria verbale.

"Non sappiamo se questi effetti siano transitori o permanenti. Di conseguenza, non possiamo affermare che l'ecstasy, anche se assunta in minime dosi, sia sicura per il cervello; le persone devono quindi essere informate dell'esistenza di questo rischio", dichiara il Dr. De Win. Quindi, anche se le feste di fine anno sono talvolta l'occasione per sperimentare gli eccessi, meglio evitare di cadere nella spirale dell'ecstasy.

di David Bême

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22/12/2014

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