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L'eroina: generalità

Per sapere tutto su una sostanza che fa paura solo a sentirne il nome. Perché?

Gli effetti dell'eroina
© Getty Images

Cos’è l’eroina?

L'eroina è un potente oppiaceo ottenuto a partire dalla morfina. Gli oppiacei sono delle sostanze naturali contenute nel lattice di una pianta, il papavero, utilizzato anche per la produzione dell’oppio.

Che aspetto ha?

L'eroina si presenta sotto forma di una polvere che, nella maggior parte dei casi, viene iniettata per endovena dopo essere stata diluita  e riscaldata, anche se sembra che la pratica dell’iniezione si stia riducendo. L’eroina è anche sniffata e fumata.

Effetti e pericoli dell’eroina

L'eroina provoca rilassamento, euforia e una sensazione di estasi, agisce come potente ansiolitico e come antidepressivo: la ricerca di questi effetti può rivelare un malessere psicologico, una sofferenza o un bisogno di dimenticare.

L'eroina è un potente oppiaceo ottenuto a partire dalla morfina; gli oppiacei sono delle sostanze naturali contenute nel lattice (oppio) raccolto in una pianta, il papavero. L'effetto immediato dell’eroina è di tipo "orgasmico": è il cosiddetto "flash", seguito da una sensazione di euforia e poi di sonnolenza, accompagnata a volte da nausee, vertigini e da un rallentamento del battito cardiaco. 
In caso di reiterato utilizzo, l’intenso piacere delle prime volte inizia a durare non più di due settimane: dopo questa fase può subentrare il bisogno di aumentare la quantità di prodotto e la frequenza delle assunzioni, e quindi l’importanza attribuita al consumo dell’eroina modifica la vita quotidiana di chi ne fa uso.

Compaiono così vari disturbi, tra cui l’anoressia e l’insonnia, e nella maggioranza dei casi il fenomeno della dipendenza insorge rapidamente: l’eroinomane oscilla tra stati di benessere euforico (finché è sotto l’effetto dell’eroina) e fasi di astinenza che provocano ansia e agitazione. La dipendenza da eroina provoca rischi sociali importanti, causando in alcuni soggetti fenomeni di marginalizzazione, mentre l’overdose può causare un’insufficienza respiratoria con conseguente perdita di conoscenza o anche la morte.

L'iniezione può tramettere delle malattie (è il caso soprattutto dei virus dell’AIDS e dell’epatite B e C), in caso non vengano utilizzate siringhe sterili usa e getta.

Pronto intervento: tenere sveglia la persona ancora cosciente, in attesa dell’ambulanza o dei pompieri. In caso di incoscienza vanno messe in atto le misure di pronto soccorso (posizione laterale di sicurezza ed eventuale rianimazione cardiopolmonare). 

A partire dal 1987 è stata introdotta una politica di riduzione dei rischi, per evitare la contaminazione di chi fa uso di eroina da parte del virus dell’AIDS. 

Sono state attuate le seguenti misure:

  • la messa in vendita libera delle siringhe nel 1987;
  • l’attuazione di programmi di sostituzione delle siringhe;
  • l'installazione di distributori automatici e la diffusione di kit di prevenzione.

Questa politica ha portato a una significativa riduzione della contaminazione da parte del virus dell’AIDS: diversi studi hanno infatti evidenziato che l’utilizzo in comune delle siringhe e i nuovi contagi da parte del virus HIV sono notevolmente diminuiti nei soggetti che assumono eroina per via endovenosa. Nel 1995 i tossicomani rappresentavano infatti il secondo gruppo più colpito, con il 23,7% di casi di AIDS, mentre dal 1996 si è osservata una significativa diminuzione. 
Nonostante questi progressi, però, più di un eroinomane che assume la droga per via endovenosa è attualmente portatore del virus HIV; anche il numero di persone affette dal virus dell’epatite C è elevato: si tratta del 60-80% dei soggetti che assumono eroina per via endovenosa.

Eroina e dipendenza

Se lo desidera, l’eroinomane può beneficiare di una terapia: disintossicazione, supporto psicologico e sociale, trattamento sostitutivo: i trattamenti a base di metadone o di subutex(r) sono somministrati per via orale, vengono prescritti sia nei centri di cura specializzati in tossicomania sia dal medico di base e hanno lo scopo di stabilizzare la dipendenza per via medica e legale.

Il bilancio dei programmi di sostituzione evidenzia un notevole miglioramento dello stato di salute delle persone, con conseguente reinserimento nella società e nella vita professionale.

Tra il 1994 e il 1998 il numero di overdosi mortali è notevolmente diminuito, passando da 564 a 143, di cui 92dovute alla sola eroina (gli altri decessi erano infatti correlati all’associazione di diversi prodotti: policonsumo).

Nel 1888 un chimico tedesco ha raccomandato l’utilizzo dell’eroina sintetizzata per curare la tubercolosi, proponendo la cosiddetta terapia "eroica"come sostitutiva della morfina nel trattamento dei dolori e della tosse; il suo utilizzo è rapidamente diventato abusivo e negli Stati Uniti, all’inizio della prima guerra mondiale, il numero di persone dipendenti dall’eroina ammontava a circa 500.000.

Nel 1923 la Società delle Nazioni ha definito il prodotto pericoloso e di scarsa utilità terapeutica; nel 1924 l’utilizzo dell’eroina a fini non medici è stato proibito negli Stati Uniti e successivamente, tra il 1956 e il 1963, in Francia; in alcuni paesi, in particolare la Svizzera e l’Australia, è utilizzata per sperimentazioni nell’ambito delle politiche di riduzione dei rischi negli eroinomani con gravi dipendenze.

Il consumo di eroina è in diminuzione.

Consumo nel corso della vita tra i giovani studenti di 15/16 anni in Europa (in percentuale)

Fonte: Osservatorio Europeo per le Droghe e la Tossicomania,

Extended Annual Report on the State of the Drug Problem in the European Union(Rapporto esteso annuale sullo stato attuale del problema della droga nell’Unione Europea), 1999

Questo testo è tratto dal libro informativo "Droghe: saperne di più, rischiare di meno", realizzato dalla MILDT e dall' INPES.

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02/12/2014

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