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Lo spinello: 20 volte più cancerogeno di una sigaretta

Se la lotta al tabagismo prende soprattutto di mira il tumore del polmone, emergono tuttavia nuovi dati allarmanti. Fumare uno spinello avrebbe lo stesso effetto cancerogeno di 20 sigarette!

Lo spinello è cancerogeno
© Getty Images

Con oltre un milione di decessi all'anno, il cancro del polmone rimane la forma di carcinoma con il più alto tasso di mortalità. Ancora una volta gli pneumologi francesi hanno dato l'allarme sui pericoli della cannabis per i giovani in occasione del congresso di pneumologia. Un rischio messo di recente in evidenza da uno studio neozelandese.

Lo spinello più pericoloso per i bronchi

È la prima volta che si stabilisce in modo così chiaro il nesso tra la canapa e il tumore del polmone nell'uomo prima dei 55 anni 2. Tale correlazione era già stata dimostrata in laboratorio sugli animali, ma mai prima di allora sull'uomo. Pertanto, secondo i ricercatori, il fumo degli spinelli contiene il doppio di idrocarburi poliaromatici (PAH) carcinogeni di quello delle sigarette. Inoltre, il modo stesso in cui si fumano (senza filtro e fino in fondo) aumenta la quantità di fumo inalato. Un'inalazione prolungata e più profonda che faciliterebbe il deposito delle sostanze cancerogene nei bronchi. Infine, l'assorbimento di monossido di carbonio nel sangue sarebbe 5 volte più alto dopo aver fumato uno spinello anziché una sigaretta, mentre la concentrazione del monossido di carbonio è simile.

Un rischio di tumore 6 volte maggiore

Secondo gli scienziati, le persone che hanno fumato uno spinello al giorno per 10 anni (o due spinelli al giorno per 5 anni) corrono un rischio 6 volte maggiore di sviluppare un tumore (indipendentemente dagli altri fattori di rischio, tra cui il tabagismo). 
Fumare uno spinello in termini di rischio di tumore del polmone è come consumare 20 sigarette. Il principale autore dello studio, Richard Beasley, ritiene quindi che la cannabis potrebbe già essere responsabile del 5% dei tumori dei bronchi nel suo paese (Nuova Zelanda).

Informare meglio per prevenire meglio

Di fronte al consumo di cannabis in continuo aumento, è lecito temere che i numeri possano continuare a salire. "Mentre sul fronte del tabagismo sono molte le iniziative messe in atto ai fini della prevenzione, i risultati del nostro studio suggeriscono che i programmi di sanità pubblica dovrebbero anche prevedere delle campagne mirate alla riduzione dell'utilizzo della cannabis, in particolare tra i giovani", concludono gli autori. 
Un messaggio ribadito da Christian Brambilla e Marc Colonna dell'Istituto Albert Bonnit e del Registro del cancro dell'Isère (Francia): "Se non vogliamo ripetere l'epidemia globale di tabagismo del XX secolo, non dobbiamo tardare ad allertare le autorità competenti. In pratica, quando visitiamo un paziente non dobbiamo limitarci a chiedere se fuma, ma se fa uso di cannabis, proprio per dargli consigli mirati".

di Luc Blanchot

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24/12/2014

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