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La cannabis aumenta il rischio di tumore del testicolo

Fumare della cannabis una volta alla settimana o con regolarità dall'adolescenza raddoppierebbe il rischio di sviluppare un tumore del testicolo. In continuo aumento, questo tumore è più frequente negli uomini di età compresa tra 15 e 35 anni.

La cannabis e tumore al testicolo
© Getty Images

Se il tumore al testicolo rappresenta solo dall'1 al 2% dei tumori maschili, è tuttavia più frequente negli uomini di età compresa tra 15 e 35 anni. Il numero di casi è in continuo aumento, di pari passo con l'utilizzo della cannabis. Uno studio americano evidenzia una correlazione tra questi due fenomeni 1.

Tumore del testicolo in continuo aumento

Dagli anni '50, il tumore del testicolo è in aumento non solo in Francia, ma anche in Stati Uniti, Canada, Europa, Australia e Nuova Zelanda. Esistono due tipi di tumori germinali: i tumori seminomatosi e i non seminomatosi, che rappresentano rispettivamente il 60% e 40% dei casi. Questi ultimi sono i più aggressivi, perché si sviluppano molto rapidamente e colpiscono gli uomini tra i 20 e i 35 anni.

I fattori di rischio di questa malattia sono la familiarità, l'assenza di uno o due testicoli nella sacca scrotale (criptorchidismo) e lo sviluppo anormale dei testicoli 2, 3. Si pensa che questa forma di tumore abbia parzialmente origine nella prima dell'infanzia, quando alcune cellule germinali (come quelle responsabili della produzione di sperma in età adulta) non si sviluppano correttamente e diventano vulnerabili alla trasformazione maligna, generando tumori. In seguito, durante l'adolescenza e l'età adulta, anche l'esposizione a determinate sostanze inquinanti e a certi ormoni potrebbe svolgere un qualche ruolo nell'insorgenza della malattia.

Cannabis: grandi fumatori doppiamente esposti al rischio di tumore

Diversi studi hanno cercato di mettere il relazione il tumore del testicolo con l'esposizione a diverse sostanze inquinanti, tra cui: ftalati, molecole simili agli estrogeni impiegati negli stabilimenti per la produzione di vernici, pesticidi, detergenti, plastica e così via. Eppure, malgrado gli studi condotti sugli animali abbiano prodotto risultati preoccupanti 4, finora non è stato possibile dimostrare alcuna correlazione nell'uomo.

 

Tuttavia, tra le sostanze inquinanti ignorate fino a quel momento, c'è proprio la cannabis, di cui si era già osservato che il consumo fosse direttamente proporzionale al numero di casi di tumore maschile. Inoltre, i ricercatori hanno dimostrato che i testicoli sono tra i soli organi a ospitare i recettori specifici del tetraidrocannabinolo (THC), il principio attivo della marijuana. Infine, il sistema riproduttivo maschile produce un composto simile alla cannabis, dalle proprietà antitumorali. Esistevano quindi tre buoni motivi per sfruttare ulteriormente i nessi tra la cannabis e il tumore del testicolo. Per spingersi ancora oltre, l'équipe del Dr. Schwartz ha intervistato 369 uomini colpiti da tumore del testicolo e 979 uomini in buone condizioni di salute in merito al consumo di cannabis. Considerando l'influenza degli altri parametri, tra cui alcol, tabagismo, altri fattori di rischio noti del tumore del testicolo, ecc., l'analisi delle risposte dimostra che la canapa gioca un ruolo determinante nello sviluppo dei tumori seminomatosi. I fumatori di spinelli correrebbero infatti un rischio del 70% maggiore di sviluppare un tumore del testicolo rispetto ai non fumatori. Questo rischio è quasi raddoppiato nelle persone che fumano tutte le settimane e/o in quelle che hanno cominciato a fumare spinelli nell'adolescenza.

Non mandare in fumo la fertilità...

I ricercatori tengono a sottolineare che, nonostante tutto, questi risultati costituiscono per il momento solo una nuova pista di lavoro. Studi di ampia portata dovranno infatti confermare questo nesso e capire attraverso quali meccanismi la marijuana può favorire l'insorgenza del tumore. Occorrerà anche capire perché la canapa è associata a un solo tipo di tumore del testicolo.

Dopo essere stata accusata di causare effetti deleteri sulla fertilità 56, la cannabis potrebbe quindi vedersi attribuire un nuovo misfatto, questa volta a carico degli organi riproduttivi. Il Dr. Schwartz, principale autore dello studio, ricorda che "sappiamo pochissime cose gli effetti della cannabis nel lungo periodo, in particolare nei grandi fumatori". Di fronte al nesso evidenziato dal suo studio, il medico esorta i giovani a non ipotecare la loro salute futura.

 

A buona prognosi, se la diagnosi è precoce, questa forma di tumore colpisce generalmente gli uomini tra i 20 e i 35 anni.

di David Bême

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24/12/2014

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