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La cannabis: generalità

L’utilizzo della cannabis è sempre più diffuso e riguarda tanto i giovani quanto i meno giovani. Quali sono i reali pericoli legati a questa sostanza? La "canna" è il primo prodotto illecito consumato nella nostra società, al punto che non si sa più se la cannabis è legale o no e quali sono i reali pericoli legati all’assunzione di questa sostanza.

Cannabis
© Getty Images

Cos’è la cannabis?

Il principio attivo della cannabis responsabile degli effetti psicoattivi è il D 9 THC (tetraidrocannabinolo), iscritto nella listadegli stupefacenti. La sua concentrazione è molto variabile a  seconda delle preparazioni e della provenienza del prodotto.

Che aspetto ha?

L'erba: foglie, fusti e sommità fiorite, semplicemente seccati. In genere si fuma mescolata al tabacco, arrotolata in sigarette che spesso hanno forma conica (chiamate "joint", spinello, razzo, ecc.). La cannabis è una pianta e si presenta sotto tre forme: l’erba, l’hashish e l’olio.
L'haschich: resina ottenuta a partire dalle sommità fiorite della pianta; si presenta sotto forma di panetti o barrette di colore verde, bruno o giallo a seconda delle regioni di produzione. In genere si fuma mescolato al tabacco nel classico "joint". Spesso l’hashish viene tagliato con altre sostanze più o meno tossiche come l’henné, lo smalto, la paraffina ecc. 
L'olio: preparazione più concentrata in principio attivo, in genere assunta per mezzo di una pipa. Attualmente il suo utilizzo è poco diffuso.

Effetti e pericoli della cannabis

Gli effetti del consumo di cannabis sono variabili: leggera euforia, accompagnata da un senso di rilassamento, un desiderio spontaneo di ridere e una leggera sonnolenza; in genere è utilizzata ad ogni età per la sensazione di piacere e di distensione, ma forti dosi causano rapidamente difficoltà a svolgere un compito, alterano la percezione del tempo, la percezione visiva e la memoria a breve termine e provocano letargia. Questi effetti possono essere pericolosi se si è alla guida o si utilizzano certi macchinari.

I principali effetti fisici della cannabis, variabili a seconda della persona, della quantità assunta o della composizione del prodotto, sono i seguenti:

  • aumento del ritmo del polso (palpitazioni);
  • diminuzione della salivazione (bocca secca);
  • rigonfiamento dei vasi sanguigni (occhi rossi);
  • a volte, sensazione di nausea.

Anche se gli effetti nocivi della cannabis sulla salute sono inferiori, sotto certi aspetti, rispetto a quelli di altre sostanze psicoattive, il sistema respiratorio è esposto ai rischi causati dal tabacco (nicotina e catrami tossici), perché lo spinello è composto da cannabis e tabacco. I rischi respiratori sono inoltre amplificati da alcune condizioni di inalazione (pipe ad acqua, note anche come "bang").

Alcuni effetti, spesso poco noti al popolazione e ai consumatori, hanno gravi conseguenze e rivelano l’esistenza di un utilizzo problematico e quindi dannoso:

  • difficoltà di concentrazione, difficoltà scolastiche ecc.;
  • dipendenza psichica a volte evidenziata in caso di consumo regolare e frequente: preoccupazioni legate all’approvvigionamento del prodotto;
  • rischi sociali per l’utilizzatore e il suo entourage, legati al contatto con circuiti illeciti per procurarsi il prodotto;
  • in alcuni soggetti particolarmente fragili, la cannabis può causare allucinazioni o alterazioni della percezione e della presa di coscienza di sé, come sdoppiamenti della personalità o manie di persecuzione. Questi effetti possono provocare una forte ansia.

In caso di consumo regolare e frequente, si osserva a volte la presenza di una dipendenza psichica: tutte le preoccupazionisi concentrano su come procurarsi il prodotto. Un uso nocivo della cannabis può favorire l’insorgenza di problemi psichici. 

Cannabis e dipendenza

L'utilizzo ripetuto e l’abuso di cannabis causano una dipendenza psichica da media a elevata a seconda del soggetto, mentre gli esperti sono concordi nell’affermare che la dipendenza fisica è minima. Un consumo abituale, tuttavia, spesso è rivelatore di problemi ed è quindi preoccupante, soprattutto nel caso di utilizzatori molto giovani.

La cannabis, originaria della catena dell’Himalaya, è utilizzatada millenni in Estremo Oriente e in Medio Oriente. Era coltivata per le sue fibre, destinate alla produzione di corde, cartae tessuti, e la sua resina era utilizzata un tempo come medicina per alleviare gli spasmi, i disturbi del sonno e il dolore; è stata introdotta in Europa all’inizio del XIX secolo dai soldati di Napoleone e da medici inglesi di ritorno dalle Indie ed è stata impiegata in campo medico per il trattamento dell’emicrania, dell’asma e dell’epilessia.

Attualmente le proprietà terapeutiche del D 9 THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) contro il dolore e il vomito sono scientificamente riconosciute. In alcuni stati degli Stati Uniti e in Gran Bretagna, la prescrizione di questa sostanza è autorizzata nell’ambito della chemioterapia anticancro e per alcune patologie correlate all’AIDS.

 

Fonti:

Questo testo è tratto dal libro informativo "Droghe: saperne di più, rischiare di meno" , realizzato dalla MILDT e dall' INPES.

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01/12/2014

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