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L'ecstasy

Pillola della prestazione, pillola dello sballo, pozione magica? L’ecstasy, sempre più diffusa a livello globale, secondo alcuni non è nemmeno una droga. Ah sì? Facciamo il punto sulle pillole chimiche dai rischi sottovalutati. L'ecstasy fa parte di una nuova serie di sostanze comparse con l’evoluzione della chimica: le cosiddette nuove droghe.

Effetti dell'ecstasy
© Getty Images

Cos’è l'ecstasy?

Il nome ecstasy si riferisce originariamente a una molecola chimica particolare, la MDMA( 3,4 metilenediossimetanfetamina), responsabile degli effetti psicoattivi.

La composizione di una compressa indicata come ecstasy è spesso incerta, poiché la molecola MDMA non sempre è presente e può inoltre essere mescolata ad altre sostanze: anfetamine, analgesici (sostanze che attenuano o eliminano il dolore), allucinogeni, anabolizzanti. L’ecstasy può essere tagliata anche con caffeina, amido, o addirittura detergenti e saponi. 

Cenni storici

La MDMA è stata sintetizzata dai laboratori Merck nel 1912 a scopo militare: si trattava di amplificare alcuni effetti delle anfetamine.

L'ecstasy non ha mai ricevuto l’autorizzazione per l’immissione sul mercato e negli anni ’70 la MDMA è stata sporadicamente utilizzata in psichiatria in California, ma questa pratica è stata rapidamente abbandonata a causa dei danni provocati dalla sostanza A partire dagli anni ’70 la MDMA è stata utilizzata a fini "ricreativi" negli Stai Uniti e più recentemente in Europa, in occasione di serate e rave party.

Che aspetto ha?

L'ecstasy si presenta sotto forma di compresse di colori e forme variabili, ornate da un motivo. 
Chi ne fa uso afferma che la assume insieme all’alcol.

La diffusione massiccia dell’ecstasy è legata in particolare all’affermazione del movimento musicale techno e all’organizzazione di "rave party". Questi prodotti sono attualmente consumati in altri luoghi di festa come i locali notturni, i bar ecc.

Da una decina d’anni si assiste in Europa a un incremento del consumo di ecstasy: nel 1996 in Francia il 5% dei giovani adulti di sesso maschile tra i 18 e i 23 anni, durante i colloqui per il servizio di leva, ha dichiarato di aver già provato l’ecstasy, mentre nel 1999 un po’ più del 5% degli studenti di sesso maschile di 18 anni avevano già assunto dell’ecstasy una volta nella vita. Nella fascia d’età degli studenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni, il 3,4% dei maschi e l’1,8% delle femmine avevano già provato questa sostanza.

Le droghe di sintesi e le droghe di oggi

L'ecstasy fa parte di una nuova serie di sostanze comparse in seguito all’evoluzione della chimica: le cosiddette nuove droghe, prodotti di sintesi realizzati da chimici in laboratori clandestini. Per aggirare la legge, i trafficanti creano dei prodotti nuovi modificando le molecole: è per questo che nuove droghe hanno fatto la loro comparsa sul mercato.

Chi assume l’ecstasy ricerca la sensazione di energia, la performance e l’eliminazione delle inibizioni (i blocchi, le difese e i divieti vengono meno). All’effetto di piacere e di eccitazione si aggiunge una sensazione di libertà nei rapporti con gli altri.

 

L'ecstasy provoca all’inizio una lieve ansia, un aumento della pressione arteriosa, un’accelerazione del ritmo cardiaco e la contrazione dei muscoli della mascella; la pelle diventa umida e la bocca si secca; segue poi una leggera euforia e una sensazione di benessere e di piacere, accompagnata da rilassamento, esacerbazione dei sensi e impressione di capire e accettare gli altri.

L'utilizzo dell’ecstasy provoca una disidratazione dell’organismo e quindi rende necessario mantenere un’idratazione sufficiente, soprattutto se il consumatore si trova in un ambiente surriscaldato e compie uno sforzo fisico notevole.

È possibile che tre o quattro giorni dopo l’assunzione si verifichino dei cali delle energie che possono provocare ansia o depressione e che rendono necessaria una visita medica.

Un consumo regolare e frequente causa, in alcuni soggetti, debolezza e dimagrimento; l’umore diventa instabile e a volte possono insorgere comportamenti aggressivi. L’assunzione di questa sostanza può rivelare o causare disturbi psichici gravi e duraturi.

In caso di associazione con altre sostanze, i rischi risultano accresciuti e si ritiene che aumentino in caso di assunzione insieme ad alcol e in base alla composizione e alle condizioni dell’utilizzatore. I soggetti che seguono un trattamento farmacologico sono esposti a effetti pericolosi a causa delle possibili interazioni con i farmaci, in particolare con l’aspirina, con alcuni farmaci anti-HIV e con alcuni antidepressivi.

Il consumo di ecstasy è particolarmente pericoloso per i soggetti con alterazioni del ritmo cardiaco, asma, epilessia, problemi renali, diabete, astenia (affaticamento) e problemi psicologici.

Gli studi scientifici condotti sull’argomento evidenziano una possibile degenerazione delle cellule nervose, di cui non è dato sapere e sia reversibile o meno e che a lungo termine può provocare malattie degenerative o disturbi all’origine di depressione.

Ecstasy e dipendenza

In alcuni soggetti l’ecstasy può provocare una dipendenza psichica, mentre per quanto riguarda la dipendenza fisica le valutazioni variano a seconda degli esperti.

Il consumo di ecstasy e delle nuove droghe è in aumento e attualmente sembra andare oltre l’ambito delle feste organizzate nell’ambiente della musica techno.

Le cifre di una realtà europea

Ecstasy

(Ecstasy e LSD)

Consumo durante la vita dei giovani studenti di 15/16 anni (in percentuale)

(Francia 1999, Italia 1995, Spagna 1996, Danimarca 1995, Paesi Bassi 1996, Regno Unito 1997) 
Fonte: Osservatorio Europeo per le Droghe e la Tossicomania, 
Extended Annual Report on the State of the Drug Problem in the European Union(Rapporto esteso annuale sullo stato attuale del problema della droga nellUnione Europea), 1999

Questo testo è tratto dal libro informativo "Droghe: saperne di più, rischiare di meno", realizzato dalla MILDT e dall' INPES.

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01/12/2014

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