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Il tabacco

Scuro o chiaro, light o super light, arrotolato, in sigaro o in pipa, il tabacco è così nocivo per la salute da causare ben 60.000 decessi all'anno.

Cosa provoca il fumo
© Getty Images

Che cos'è il tabacco?

Il tabacco è una pianta coltivata in tutto il mondo. Dopo l'essiccazione le foglie vengono messe a fermentare per ottenerne un gusto caratteristico. I tabacchi in foglie vengono classificati a seconda della varietà o della modalità di essiccazione. I tabacchi scuri vengono essiccati all'aria e a fuoco; i tabacchi biondi ad aria calda, mentre i tabacchi chiari ("gusto americano") vengono essiccati all'aria o al sole. Il tabacco viene proposto per il consumo sotto forma di sigarette, sigari, sfuso da arrotolare o per la pipa, oltre che da masticare ("ciccare").

Effetti e pericoli del tabacco

Il tabacco contiene della nicotina (che produce un effetto "risvegliante", ansiolitico e spezzafame). I prodotti del tabacco (sigarette, tabacco da arrotolare...) sono composti da additivi (umettanti, gusto, sapore...). Dalla combustione di questi prodotti si creano nuovi componenti, tra cui monossido di carbonio, catrami e così via, nocivi per la salute.

L'insieme di questi componenti agisce, in particolare:

  • sulla funzione cardiovascolare: il tabacco aumenta la pressione arteriosa, accelera il ritmo cardiaco e danneggia le arterie. I rischi coronarici e i decessi per infarto del miocardio sono due volte maggiori nei fumatori. I rischi cardiovascolari colpiscono anche le arterie del cervello e degli arti inferiori. Il tabacco produce effetti nocivi durante la gestazione (nascita prematura, peso scarso alla nascita);
  • sulla funzione respiratoria: i fumatori sono esposti a disturbi a carico del sistema respiratorio, in particolare al rischio di bronchite cronica e di tumore del polmone;
  • sulla funzione digestiva: la nicotina aumenta la secrezione degli acidi gastrici e agisce sul sistema nervoso centrale. Il tabacco limita l'apporto di ossigeno al cervello e ai muscoli. Causa inoltre mal di testa, vertigini e una diminuzione della resistenza all'esercizio fisico.

 

Se si considera l'insieme delle forme tumorali, una su quattro è associata al consumo di tabacco. Questa pianta favorirebbe quindi l'insorgenza di tumori a bronchi, polmoni, cavità orale, esofago, vescica, collo dell'utero e stomaco.

Tabacco e dipendenza

La dipendenza fisica da tabacco è confermata nella maggior parte dei fumatori, poiché il tabacco occupa un posto importante nella loro vita. Il fumatore abituale, privato improvvisamente del tabacco, avverte una sensazione di mancanza. È teso, nervoso, irritabile, angosciato e persino depresso. Può arrivare a tremare e a sudare; in altre parole, stenta a reprimere il desiderio di fumare una sigaretta. Anche se è possibile smettere di fumare senza ricevere alcun particolare aiuto, presso gli studi medici o in occasione di una visita specialistica in ambito ospedaliero, è possibile ottenere i consigli e l'aiuto di professionisti qualificati per smettere di fumare.

Esistono diversi metodi per la disintossicazione dal fumo, utilizzabili sotto stretto controllo medico, tra cui:

  • i sostituti nicotinici (patch, gomme da masticare, in vendita nelle farmacie) che favoriscono una disintossicazione graduale dalla nicotina e che riducono gli effetti delle crisi di astinenza nei fumatori farmacodipendenti;
  • sostegno psicologico individuale o di gruppo, incontri con ex fumatori, rilassamento e tecniche di respirazione, dietetica e così via.

 

Il tabacco arriva in Francia nel 1560 nelle tasche di un monaco che lo porta dal Brasile, ma anche tramite Jean Nicot, un diplomatico in servizio a Lisbona. 
Il tabacco (chiamato "nicotiana" in onore del suo scopritore) è utilizzato alla Corte francese per guarire qualsiasi tipo di malessere. Ma in breve tempo, si insorge contro il suo utilizzo: in Inghilterra, nei paesi musulmani, in Russia, dove si rischiava la pena di morte per essersi concessi questo nuovo "vizio". In Francia, il tabacco rappresenta una fonte di reddito e, come tale, Richelieu decide di sottoporlo a tassazione. Nel 1674, Colbert introduce il monopolio delle vendite. L'uso del tabacco è diffuso: lo si mastica, si fiuta, si fuma nelle pipe; diventa anche il segno distintivo di una raffinatezza borghese. 
La sigaretta approda in Francia verso il 1825 e il successo che riscuote è immenso. Nel 1840, la produzione della sigaretta diventa industriale ed è nel 1868 che viene istituita l'Associazione francese contro l'abuso del tabacco.

Da diversi anni la percentuale dei fumatori è in diminuzione, mentre quella delle fumatrici, di gran lunga inferiore venti o trent'anni fa, ha registrato un incremento significativo, continuando ancora a crescere nella seconda metà degli anni '90. Il numero di consumatori sembra in aumento nei giovani scolarizzati. Il tabacco è un prodotto lecito, di cui sono regolamentate la produzione e la vendita. 
Benché dal 1995 la produzione, l'importazione e la distribuzione del tabacco in Francia non siano più di monopolio della SEITA (Société d'exploitation industrielle des tabacs et allumettes), quest'ultima continua tuttavia a detenere il monopolio della vendita al dettaglio di tabacco attraverso la rete di tabaccherie.

La legge prevede:

  • la determinazione dei tenori massimi di catrame delle sigarette, in linea con il decreto emanato dal Ministro della Salute;
  • l'obbligo di indicare sui pacchetti di sigarette il tenore di nicotina e catrame, accompagnati dall'avvertenza "Nuoce gravemente alla salute", completata da altre avvertenze come "Provoca il cancro".

La pubblicità

La legge vieta:

  • qualsiasi forma di propaganda o di pubblicità, diretta o indiretta, a favore del tabacco o dei prodotti del tabacco;
  • qualsiasi tipologia di distribuzione gratuita;
  • qualunque attività di sponsorizzazione avente come oggetto la pubblicità a favore del tabacco.

I luoghi pubblici

La legge vieta il fumo nei luoghi chiusi adibiti al pubblico. Disposizioni speciali vengono applicate agli istituti scolastici e di istruzione superiore, alle comunità di accoglienza per minori di età inferiore a sedici anni, ai luoghi di lavoro, ai trasporti pubblici, a bar e ristoranti.

Fonti:

Questo testo è stato estrapolato dall'opuscolo informativo "Drogues : savoir plus, risquer moins" (Droghe: conoscerle meglio per rischiare meno; testo originale in lingua francese), redatto dall'associazione MILDT e dall'INPES.

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22/12/2014

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