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Pigro o stacanovista? Chiedilo alla dopamina

Le persone pigre e, al contrario, quelle stacanoviste trovano nella chimica la risposta al loro comportamento. I livelli di dopamina nel cervello influenzano come e quanto si lavora, cioè determinano se si è dei pigroni in ufficio oppure se ci si ritrova a fare di tutto e di più, anche fuori dall’orario prestabilito.

La dopamina influenza il carattere
© Getty Images

Dopamina: la motivazione dipende dalla ricompensa

Nell’università di Nashville, in Tennessee, il gruppo di ricercatori guidati dal Dottor Michael Treadway, in collaborazione con il professor David Zald, ha osservato il comportamento di un campione di ragazzi, i quali dovevano scegliere di portare o meno a termine un incarico dietro una ricompensa in denaro. Si è rilevato che i compiti più complessi (ai quali era associato un guadagno più alto) erano più stimolanti e venivano scelti più frequentemente. Da cosa dipende tutto ciò? Pare che la risposta debba cercarsi nell’individuo: alcuni sono spinti a raggiungere obiettivi, anche duri, rispetto ad altri e proprio su questi è stata analizzata l’attività della dopamina in aree del cervello specifiche. Coloro che presentavano un’attività più intensa nell’area chiamata insula (area sede delle emozioni), sono soggetti più pigri e non propensi a prendersi dei rischi, mentre coloro la cui attività è concentrata nella corteccia prefrontale e ventromediale non si fanno problemi ad affrontare qualsiasi tipo di sfida.

Per chi non lo sapesse, la dopamina è un neurotrasmettitore responsabile della sensazione di benessere generale sentito dalla persona e lavorare molto (con conseguenti guadagni economici più elevati) è in grado di aumentarne la concentrazione nelle aree del cervello sopra indicate.

La dopamina influisce sul rendimento

Approfondiamo l’esperimento statunitense: gli studiosi della Vanderbilt University hanno individuato un percorso interessante di ricerca, che potrebbe chiarire le idee in casi più complessi, quali disturbi dell’attenzione e persone con deficit cognitivi importanti. Sottoponendo ad un gruppo di 25 ragazzi compresi tra i 18 e i 29 anni dei compiti più o meno complessi, in cambio di incentivi monetari che variano tra 1 e 4 dollari, l’attività cerebrale è stata osservata attraverso un esame clinico chiamato tomografia a emissione di positroni (PET). I risultati che abbiamo elencato dimostrano che essere dei pigroni in ufficio o, al contrario, dimostrarsi instancabili lavoratori non dipende da qualità soggettive o da un senso del dovere particolarmente spiccato, bensì dalla chimica del cervello. Senza nulla togliere a coloro che nel lavoro si impegnano davvero, spezziamo una lancia a favore di chi viene spesso accusato di essere uno scansafatiche: essere meno produttivi non è sempre sintomo di lassismo o di poca ambizione ma dipende da fattori su cui non si ha il potere di agire.

Dopamina e deficit cognitivi

Se ci si sofferma a riflettere sull’utilità della scoperta, la domanda sorge spontanea: in una società sempre alla ricerca del massimo risultato col minimo sforzo (e nel minor tempo possibile) siamo sicuri che il datore di lavoro si porrà la domanda su quali aree del cervello il dipendente è in grado di attivare in ufficio? Come può una scoperta del genere migliorare la vita di coloro che fanno parte del mondo del lavoro?

Più che in questo ambito, lo studio si rivela utile in quello dei deficit dell’attenzione (ADHD) e cognitivi. Sapere che un soggetto con difficoltà di concentrazione ha un’attività cerebrale indicata in una zona particolare del cervello, è utile nella somministrazione di farmaci che lo aiutino a recuperare un dinamismo che gli permette di condurre una vita normale. Nasce però un problema per quelle patologie come la depressione, il morbo di Parkinson, la sindrome da iperattività o la schizofrenia, in cui prescrivere dei farmaci che favoriscono la produzione di dopamina può non essere d’aiuto nel momento in cui si aumenterebbe la concentrazione di quest’ultima nell’insula. Considerando che queste patologie sono già caratterizzate da una forte carenza di motivazione in ogni ambito della vita quotidiana, agire sulla concentrazione della dopamina nelle aree sbagliate potrebbe peggiorare la situazione.

Sperando che la scienza trovi una soluzione a questo problema, non arrabbiatevi troppo se il collega è pigro. In fondo, è colpa della dopamina.

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14/05/2012

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