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Pressione alta, quando si parla di ipertensione?

L’ipertensione arteriosa è una patologia asintomatica e pericolosa, un “killer silenzioso” che a livello planetario è responsabile di 7.6 milioni di morti premature l’anno (13.6%), di 92 milioni di disabilità (6%), del 54% degli ictus e del 47% delle cardiopatie ischemiche.

L'ipertensione
© Getty Images

L’ipertensione arteriosa

Con il termine “ipertensione” si definisce in generale l’aumento anormale della pressione del sangue, sia massima che minima. Si distinguono tre diversi tipi di ipertensione: venosa (a livello delle vene), portale (limitatamente al sistema portale) e arteriosa (a livello delle arterie), la più diffusa (1). 

L’ipertensione arteriosa in Italia è un problema che colpisce in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono invece in una condizione di rischio (2). Su 15 milioni di italiani affetti da ipertensione arteriosa, solo la metà ne è a conoscenza e spesso la pressione alta viene diagnosticata quando uno o più organi sono già stati compromessi o danneggiati. Per ovviare ai pericoli che il ritardo della diagnosi comporta, i valori della pressione vanno monitorati con una certa regolarità, specie se vi sono casi di ipertensione in famiglia. Il superamento persistente dei valori detti normali rappresenta un notevole fattore di rischio per la comparsa di tutta una serie di fenomeni patologici che incidono negativamente sulla durata della vita.

Eziologia dell’ipertensione

In base alla causa che determina l’innalzamento dei valori della pressione del sangue, l’ipertensione si distingue in primaria e secondaria.

  • Ipertensione essenziale o primaria (il 95% dei casi). È la forma più diffusa, è spesso caratterizzata da familiarità ma le cause rimangono sconosciute. Tra i possibili fattori alla base della patologia i più importanti sono l’influenza genetica, le abitudini alimentari, il sovrappeso, la sedentarietà, l’età ed eventuali squilibri ormonali.
  • Ipertensione secondaria (il 5% dei casi). L’aumento pressorio è causato da una patologia nota, come malattie renali e cardiache, per questo è definita secondaria, legata cioè a un altro fattore.

Quando la pressione è alta?

L’ipertensione arteriosa consiste nell’elevazione dei valori pressori sistolici e/o diastolici rispetto a quelli considerati normali. I valori di riferimento ottimali della pressione arteriosa sono 120/80 mmHg. La pressione arteriosa è definita normale- alta quando la massima è compresa tra 120-139 e la minima varia da 80-89, in questi casi si parla di pre- ipertensione. Secondo la Società Italiana di Cardiologia (SIC) è possibile distinguere diversi gradi di ipertensione in base ai valori pressori misurati in millimetri di mercurio, mmHg (3):

  • Pressione normale < 140 / < 90
  • Ipertensione borderline 140-160 / 90-95
  • Ipertensione lieve 140-180 / 95-105
  • Ipertensione moderata e severa > 180 / > 105
  • Ipertensione sistolica isolata borderline 140-160 / < 90
  • Ipertensione sistolica isolata > 160 / < 90

Tali valori si riferiscono alla pressione arteriosa degli adulti; per i bambini e nei soggetti in età evolutiva i valori limite tra normo e ipertensione sono inferiori. 

L’O.M.S. e i tre stadi dell’ipertensione

L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fornito una classificazione in stadi dell’ipertensione in base alla presenza e alla gravità dell’interessamento e della compromissione di uno o più organi bersaglio (4):

  • I Stadio: Assenza di segni clinici di danno d’organo;
  • II Stadio: Presenza di almeno uno dei seguenti segni di danno d’organo: ipertrofia ventricolare sx, restringimento focalizzato o focale arterie retiniche, proteinuria e/o lieve aumento creatinina (1,2-2 mg%); placche arteriosclerotiche in sede carotidea, aortica, iliaca, femorale.
  • III Stadio: Presenza di segni e sintomi secondari all’interessamento di più organi a livello cardiaco, cerebrale, renale e periferico.

Rischi e sintomi della pressione alta

L’ipertensione arteriosa predispone chi ne è affetto a una maggiore possibilità di ammalarsi di malattie cardiovascolari (attacco cardiaco, insufficienza cardiaca, trombosi, aneurisma); malattie renali croniche e problemi di vista. In Italia ogni anno 200 mila persone sono colpite da ictus e l’ipertensione arteriosa è una delle cause più importanti di questa malattia. La pressione alta è anche uno dei principali fattori di rischio per la malattia aterosclerotica, causa di angina o infarto miocardico. L’infarto che ad oggi è la principale causa di morte nel Belpaese.

Vi sono dei sintomi riconducibili all’innalzamento dei valori pressori: mal di testa, giramento di testa, rinorragia, vertigini, sudore freddo, palpitazioni; disturbi tuttavia non specifici che è facile riscontrare anche in assenza di pressione alta. Il più delle volte, purtroppo, la pressione alta è infatti asintomatica e l’unico modo per riconoscerla è la misurazione con l’apposito strumento, lo sfigmomanometro (5).

Come si cura?

Il trattamento dell’ipertensione cambia in base al grado (lieve- moderato- grave) e al tipo di ipertensione (essenziale o secondaria). Vi sono casi in cui per diminuire il valore della pressione è necessario ricorrere alla cura farmacologica che spesso non guarisce l’ipertensione ma fa in modo che i valori rientrino nella norma. In altri casi invece basta adottare misure igienico- sanitarie atte a migliorare lo stile di vita. La cura senza farmaci prevede una riduzione del peso corporeo nei casi di sovrappeso; un’attività fisica regolare; l’eliminazione degli alcolici dall’alimentazione; il consumo limitato di caffè e il divieto di fumare. Sane abitudini efficaci anche per la prevenzione dell’ipertensione. 

L’iperteso a tavola

A tavola ad esempio il modo migliore per prevenire l’ipertensione è seguire una dieta sana. La corretta alimentazione ha un ruolo determinante nei soggetti sani, in pre- ipertensione e ipertesi, spesso si rivela terapeutica. Sono diversi gli interventi con cui è possibile migliorare l’alimentazione ma spetta sempre al medico, in base al quadro clinico del paziente, suggerire come modificare le abitudini alimentari. L’obiettivo dell’iperteso sarà quello di perdere i chili in eccesso e mantenersi in forma seguendo un’alimentazione iposodica, ipocalorica e controllata con pasti regolari e porzioni bilanciate.

Consigli alimentari

Il primo consiglio che gli ipertesi dovrebbero seguire è la riduzione dell’apporto di sale; sebbene la correlazione tra sale e ipertensione sia stata più volte messa in discussione, è vero che in Italia una grande fetta della popolazione soffre di ipertensione e che il consumo medio di sale pro-capite è di 10-15 grammi giornalieri, quantità 2-3 volte superiore a quanto suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (circa 5 grammi per adulto). Il palato va abituato a gustare i cibi con poco o senza sale. In sostituzione del sale per insaporire le pietanze è possibile utilizzare spezie, erbe aromatiche, aceto o succo di limone, limitando l’impiego di dadi, brodo, senape, ketchup, salsa di soia che ne sono invece ricchi (6). I cibi da preferire sono a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di fibre. Una dieta che prevede il consumo di frutta, verdura e cereali integrali con predilezione di alimenti che contengono potassio. Esistono anche alleati in natura che aiutano ad abbassare la pressione del sangue, è il caso del succo di barbabietola rossa, ricco di composti dell’azoto (7). 

Prevenire e curare la pressione alta

Nel ricordare che la pressione sanguigna subisce variazioni durante la giornata e che l’innalzamento temporaneo della pressione può avvenire in seguito a uno sforzo, alla tensione emotiva o come reazione a un forte stress, è buona norma sottoporsi a più controlli e misurazioni prima di procedere al trattamento dell’ipertensione. Una volta effettuata la diagnosi di ipertensione bisognerà eseguire una dettagliata indagine delle eventuali cause e del grado di compromissione degli organi bersaglio attraverso esami specifici.

L’approccio più naturale alla prevenzione o alla cura della pressione alta rimane il mantenimento di uno stile di vita sano abbinato a una corretta alimentazione e a un esercizio fisico regolare. Se sospetti di soffrire di pressione alta, non affidarti a cure fai-da- te, il primo accorgimento è quello di rivolgerti al medico curante e di sottoporti a semplici, ripetuti controlli della pressione.

 

Fonti

Dati divulgati dal Ministero della Salute:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_newsAree_1092_listaFile_itemName_4_file.pdf 

  1. http://salute.doctissimo.it/dizionario-della-salute/ipertensione.html
  2. Dati dell’Istituto Superiore di Sanità dal Progetto Cuore e della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa

http://siia.it/i-numeri-in-italia-2/

  1. http://www.sicardiologia.it/index.php?Itemid=451&id=257&option=com_content&task=view
  2. Giuseppe Germanò, L’Ipertensione Arteriosa, Tascabili Economici Newton, 1996
  3. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1097_allegato.pdf
  4. http://www.inran.it/655/il_sale_meglio_poco.html
  5. http://salute.doctissimo.it/le-news-della-salute/salute-succo-di-barbabietola-abbassa-pressione-del-sangue.html

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13/04/2012

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