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Il 90% degli infarti può essere evitato

L'infarto non è casuale. Spesso è la conseguenza di diversi fattori di rischio combinati e che per anni non sono stati monitorati: tabagismo, eccesso di colesterolo, diabete, pressione arteriosa troppo alta. Se ciascuno di questi fattori è potenzialmente pericoloso, il loro accumulo raddoppia il rischio di infarto per il cuore.

Prevenire l'infarto
© Getty Images

Adottare uno stile di vita sano fin dalla tenera età o rinunciare a cattive abitudini significa proteggere il cuore per vivere più a lungo in buona salute.

La prevenzione funziona!

Almeno il 60% degli infarti è provocato da fattori di rischio ricorrenti, noti a tutti. Si sa che agendo anche tardivamente su questi fattori è possibile prevenirne la comparsa o l'aggravamento, evitando o ritardando il sopraggiungere dell'infarto.

Non fumare o smettere di fumare

Il fumo favorisce la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie, che possono portare all'occlusione e quindi all'infarto. È il fattore di rischio che colpisce più precocemente: prima dei 45 anni, l'80% delle vittime di infarto sono fumatori. Il rischio è ugualmente presente nei "piccoli fumatori": fumare da 1 a 5 sigarette al giorno aumenta del 40% il rischio di infarto del miocardio e il rischio quadruplica quando si supera un pacchetto di sigarette al giorno.

Un'alimentazione varia ed equilibrata per ridurre il tasso di cattivo colesterolo e diminuire i rischi di diabete

Il colesterolo è un grasso naturale indispensabile per l'organismo, presente in due diverse forme:

- Il colesterolo buono (o HDL-colesterolo) permette l'eliminazione del colesterolo dall'organismo. In condizioni normali, è compreso tra 0,40 e 0,60 g/litro di sangue.
- Il colesterolo cattivo (o LDL-colesterolo) in eccesso si deposita nelle arterie cardiache, con il rischio di infarto del miocardio. Il colesterolo deve essere compreso tra 1 e 1,6 g/litro di sangue.
Il tasso di colesterolo totale non deve superare 2 g/litro di sangue.

Il diabete è un fattore di rischio di infarto determinante. È favorito da cause quali sovrappeso, sedentarietà ed ereditarietà. Si manifesta con un eccesso di zuccheri (o glicemia) nel sangue che colpisce gradualmente le arterie.
- Un indice di glicemia superiore a 1,26 g/litro di sangue, misurato a due riprese la mattina a digiuno, indica la presenza di un diabete.

Diagnosticare e curare un'ipotetica ipertensione arteriosa

Una pressione arteriosa superiore a 140/90 è il segno di un'ipertensione arteriosa.

Il valore più alto corrisponde alla pressione sistolica (il cuore si contrae e pompa il sangue nelle arterie), mentre il valore più basso corrisponde alla pressione diastolica (il cuore si rilascia e si riempie del sangue proveniente dalle vene).

Se trascurata, questa malattia favorisce lo sviluppo dell'ateroma nelle arterie, che finisce per ostruirsi e provocare un infarto del miocardio.

L'interpretazione dei valori può variare in funzione del soggetto e dei fattori di rischio. In ogni caso, è importante chiedere il parere del medico.

Muoversi !

L'attività fisica favorisce la dilatazione delle arterie che circondano il cuore, riducendo in questo modo il rischio di infarto. L'esercizio fisico contribuisce anche a ridurre i rischi di diabete, l'ipertensione arteriosa e l'eccesso di colesterolo. Praticare un'attività fisica regolare, almeno 3 volte alla settimana, è fondamentale per proteggere il cuore.

"La prevenzione riguarda tutti ogni giorno. Il cardiologo ha il dovere di informare i pazienti sui fattori di rischio e fornire una consultazione mirata in base alle esigenze del paziente. Spetta poi al paziente prendere in mano la sua salute!", conclude il Professor Daniel Thomas, cardiologo.

Fonte: Comunicato stampa della Federazione francese di cardiologia

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28/05/2012

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