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Colesterolo: come tenere sotto controllo il bilancio lipidico?

L’eccesso di colesterolo, e in particolare di quello "cattivo", è dannoso per il cuore. Ecco alcune regole per sapere come tenere sotto controllo questo fattore chiave delle malattie cardiovascolari e definire gli obiettivi terapeutici da raggiungere.

Colesterolo: come tenere sotto controllo il bilancio lipidico?
© Getty Images

La prima domanda da porsi è sapere quando bisogna sottoporsi a degli esami presso il laboratorio d’analisi per scoprire un eventuale eccesso di colesterolo.  

Lo screening nei giovani adulti privi di fattori di rischio

L'Agence Nationale d'Accréditation et d'Evaluation en Santé (ANAES)* ritiene che lo screening possa essere previsto a partire da 20 anni e fino a 70 anni. Oltre quest’età non è stata dimostrata l’utilità. Per garantire una maggiore affidabilità, l’esame non dovrà essere effettuato nei giorni che seguono un’infezione acuta o un intervento chirurgico.  

Il metodo di screening si basa sul dosaggio del colesterolo totale e dei trigliceridi a digiuno.

Se i risultati delle tue analisi sono normali, ovvero se sia il tasso di colesterolo totale sia quello di trigliceridi sono inferiori a 2 g/l, non è il caso di preoccuparsi e non sarà necessario ripetere lo screening prima del 45 anni (per gli uomini) o dei 55 anni (per le donne).

l Se invece il tasso di colesterolo supera 2 g/l o se il tasso di trigliceridi risulta compreso tra 2 g/l e 4 g/l, è necessario misurare il tasso di colesterolo "buono" (o HDL) e calcolare in seguito il tassodi colesterolo "cattivo" (o LDL).

Se viene scoperta un’anomalia lipidica, dovrai inoltre dosare il tasso di glucosio nel sangue – il tuo medico ti parlerà di dosaggio della glicemia – per rilevare l’eventuale presenza di diabete, poiché le alterazioni lipidiche e glucidiche sono spesso correlate

Esami più approfonditi nei soggetti a rischio

Dopo i 45 anni per gli uomini e i 55 per le donne o dopo la menopausa, il rischio cardiovascolare risulta aumentato: va quindi prescritto da subito un bilancio dei lipidi più completo che, a partire dal primo esame, dovrà includere:

l Il dosaggio del colesterolo totale;

l Il dosaggio dei trigliceridi;

l Il dosaggio del colesterolo "buono",

a partire dai quali sarà possibile calcolare il tasso di colesterolo LDL.

Lo stesso vale, indipendentemente dall’età, per tutti coloro che presentano una predisposizione a sviluppare una malattia cardiovascolare, ovvero:  

l I fumatori;

l I diabetici;

l Gli ipertesi;

l O ancora, i soggetti i cui genitori hanno subito un infarto del miocardio in età precoce.

Se il dosaggio dei lipidi risulta normale, nei soggetti a rischio sarà possibile ripeterlo ogni tre anni, mentre per i diabetici è indicata una cadenza più ravvicinata (una volta all’anno), in considerazione dell’aumentato rischio di eventi cardiovascolari. 

I dosaggi dei lipidi necessari per valutare correttamente il livello di colesterolo LDL sono il dosaggio del colesterolo plasmatico totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Viene utilizzata la formula di Friedewald, applicabile in presenza di un tasso di trigliceridi inferiore a 4 g/l: LDL-colesterolo (g/l)= CT(g/l) - [HDL-C(g/l) +TG(g/l)/5].

Come trattare nel tempo le alterazioni lipidiche

Le regole per il trattamento dell’ipercolesterolemia, fissate nel 2000 dall'Agence Française de Sécurité Sanitaire des Produits de Santé (AFSSAPS)** in accordo con le principali linee guida europee, differiscono in base non solo al livello di colesterolo "cattivo" (LDL) del paziente, ma anche al suo rischio cardiovascolare: per risultare efficace, infatti, deve prendere in considerazione l’insieme dei pericoli ai quali è esposto il paziente, e il tasso di lipidi nel sangue rappresenta solo uno degli elementi da inserire nella valutazione. In ogni caso l’esistenza di un’anomalia lipidica dovrà essere confermata attraverso almeno due prelievi sanguigni, tranne in caso di infarto del miocardio, in seguito al quale il trattamento dovrà essere avviato con la massima tempestività.

Il trattamento si basa su una dieta povera di grassi saturi, abbinata all’esercizio fisico. Se al termine di questi tre mesi di trattamento il tasso di colesterolo LDL non si è ridotto in misura sufficiente, verrà prescritto un farmaco ipolipidemizzante (di solito una statina). Anche in questo caso, però, è importante misurare l’efficacia della terapia:

  •  Il bilancio dei lipidi dovrà essere ripetuto 1-3 mesi dopo l’inizio del trattamento farmaceutico, e, in seguito, periodicamente fino al raggiungimento del livello target di colesterolo LDL prefissato;
  • L’esame dovrà poi essere ripetuto 1-2 volte all’anno per verificare che il livello target di colesterolo LDL raggiunto venga mantenuto. Se ciò non avvenisse, sarà necessario modificare il trattamento.

Numerosi studi hanno evidenziato che i pazienti non ricevono il trattamento ottimale e non risultano in linea con gli obiettivi prefissati per il livello di colesterolo LDL.

Va ricordato che solo tornando a un tasso di colesterolo "normale" i pazienti possono ridurre il rischio di eventi cardiovascolari. Una buona ragione per effettuare regolarmente le analisi…

Dr Corinne Tutin

*Raccomandazioni ANAES pubblicate nel 2000.

** Raccomandazioni di buona pratica AFSSAPS pubblicate nel 2000.

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11/10/2012

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