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Colesterolo: impara a capire le tue analisi

Il tasso di colesterolo nel sangue rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare: è necessario che le concentrazioni di questa sostanza siano basse per prevenire il rischio di aterosclerosi (depositi di grasso sulla parete interna delle arterie). Attenzione però: c’è colesterolo e colesterolo: esiste quello "buono" e quello "cattivo". Impara insieme a noi a leggere i risultati delle tue analisi.

Le analisi del colesterolo
© Getty Images

La determinazione del quadro lipidico deve essere effettuata dopo 12 ore di digiuno: è per questo che ti verrà chiesto di presentarti al laboratorio delle analisi di mattina senza aver fatto colazione. I risultati devono in ogni caso essere interpretati tenendo in considerazione anche gli altri fattori di rischio cardiovascolare concomitanti (dipendenza dal fumo di tabacco, ipertensione arteriosa, diabete, storia familiare o personale di pregresse patologie cardiache…). La Fédération Française de Cardiologie, che da oltre 40 anni unisce cardiologi e associazioni regionali nella lotta contro l’infarto, insiste sull’importanza di tenere sotto controllo il proprio tasso di colesterolo a partire dai 25 anni.

Tasso di colesterolo

Valori normali

Colesterolo totale

< 2g/l

Colesterolo LDL
(colesterolo cattivo)

< 1,6 g/l

Colesterolo HDL  
(colesterolo buono)

> 0,35 g/l

Trigliceridi

< 2g/l

Il colesterolo totale nel sangue

Il colesterolo è un lipide (grasso) che ha una duplice origine: una parte, infatti, è prodotta dal fegato, mentre il resto è introdotto con l’alimentazione.

In Italia e in Francia il valore limite indicato per il tasso di colesterolo, al di sopra del quale non si dovrebbe mai salire, è 2 g /l (5,1 mmol/l), ma più è basso meglio è, come hanno evidenziato ampie indagini internazionali; le linee guida internazionali per il trattamento delle dislipidemie, formulate congiuntamente dal NCEP (National Cholesterol Education Program) statunitense e dalle agenzie europee EAS (European Atherosclerosis Society), ESC (European Society of Cardiology), EHS (European Society of Hypertension), prevedono come livelli target di colesterolo un valore inferiore a 190 mg/dl per il colesterolo totale e inferiore a 115 mg/l per il colesterolo LDL.

Il colesterolo HDL o colesterolo "buono"

Si tratta di una lipoproteina ad alta densità (HDL o “high density protein”), che ha la funzione di trasportare il colesterolo presente in eccesso nel sangue verso il fegato e che contribuisce all’eliminazione di questo grasso da parte dell’organismo. Questo tipo di lipoproteina rappresenta il colesterolo “buono”, per il quale è preferibile avere dei valori elevati. Più alto è il tasso di colesterolo HDL nel sangue, minore è il rischio di sviluppare un’aterosclerosi.

La misurazione del colesterolo HDL viene in genere effettuata con il metodo della precipitazione.

Si ritiene normalmente che la sua concentrazione debba essere superiore a35 mg/dl o 0,9 mmol/l. Di solito nelle donne vengono riscontrati valori più elevati.

A partire colesterolo è inoltre possibile misurare il rapporto colesterolo totale/colesterolo HDL, il cui valore standard è pari 4,5. Valori al di sopra di questa cifra sono considerati correlati a un rischio cardiovascolare importante.

Il colesterolo LDL o colesterolo "cattivo"

Si tratta di una lipoproteina a bassa densità (LDL, “low density protein”), che trasporta verso i tessuti il colesterolo proveniente dagli alimenti: per questo rappresenta il colesterolo “cattivo” ed è preferibile che sia presente in basse quantità, poiché il rischio di aterosclerosi è tanto più elevato quanto più alto è il valore del colesterolo LDL. 

Il tasso di colesterolo LDL è in genere calcolato, in base alla formula di Fridewald*, a partire da quello dei trigliceridi (TG), un’altra classe lipidica, del colesterolo HDL e del colesterolo totale.

È inoltre possibile misurare il tasso di colesterolo LDL attraverso la tecnica dell’ultracentrifugazione, ma si tratta di un metodo non utilizzato di routine.

Il tasso di colesterolo LDL deve essere:

  • Minore o uguale a 1,3 g/l (3,4 mmol/l) se sono presenti fattori di rischio cardiovascolare;
  • Minore o uguale a 1,6 g/l (4,1 mmol/l) in assenza di fattori di rischio.

Le linee guida americane sulla riduzione del colesterolo, recentemente riviste e aggiornate in seguito alla pubblicazione di cinque studi clinici di grandi dimensioni, sono più ristrette: gli esperti americani hanno infatti definito come ottimale un tasso di colesterolo < 1 g/l di colesterolo LDL, valore che ha raccolto il consenso di molti specialisti a livello internazionale.

Le altre variabili del quadro lipidico

Il quadro lipidico terrà conto anche di altri parametri lipidici, come i seguenti:

I trigliceridi

Si tratta di un’altra categoria di lipidi correlata al rischio di aterosclerosi, benché in misura meno marcata rispetto al colesterolo; il loro tasso ematico viene misurato per mezzo della tecnica enzimatica colorimetrica.

Viene considerato nella norma un tasso di trigliceridi inferiore a 2 g/l (2,3 mmol/l) e patologico un tasso maggiore di 4 g/l (4,6 mmol/l), qualunque sia il livello di colesterolo, nei soggetti che non presentano fattori di rischio cardiovascolari.  

Se compreso tra 2 et 4 g/l, il valore dei trigliceridi dovrà essere ulteriormente verificato con un’ulteriore analisi del quadro lipidico, e verrà interpretato in funzione dei valori del colesterolo e delle sotto-frazioni lipoproteiche.

Le apolipoproteine A1 e B

Queste proteine hanno un ruolo importate nel metabolismo del colesterolo ed esplicano un’azione antagonista nei confronti dell’aterosclerosi: un tasso elevato di apolipoproteina A1esercita infatti un effetto protettivo nei confronti del colesterolo HDL, mentre un tasso elevato di apolipoproteina B ha un’azione negativa nei confronti del colesterolo LDL. La loro misurazione non è raccomandata di routine ma nella pratica è spesso effettuata.

La lipoproteina a [Lp(a)]

Il ruolo di questo lipide è stato scoperto recentemente: si tratta di un fattore di rischio indipendente per l’aterosclerosi. Più il tasso di Lp(a) è elevato, maggiore è il rischio di aterosclerosi.  

Dr Corinne Tutin
Aggiornato il 18 febbraio 2011

* Questa formula matematica, tuttavia, è utilizzata solo a condizione che il tasso di trigliceridi sia inferiore a 4 g/l o 4,6 mmol/l:

LDL-C (g/l) = CT (g/l) - TG/5 (g/l) - HDL-C (g/l)
o
LDL-C (mmol/l) = CT (mmol/l) - TG/2,2 (mmol/l) - HDL-C (mmol/l)

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27/08/2012

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