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Colesterolo, dieta e alimentazione
 
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Cosa mangiare quando si ha il colesterolo?

Negli ultimi anni sono comparsi sugli scaffali dei supermercati vari prodotti destinati a inserirsi all’interno di una dieta finalizzata a ridurre il colesterolo: margarine, yogurt, formaggi…, che oggi vengono formulati con l’obiettivo di aiutarci a proteggere la nostra salute.

Proteggere il cuore dal colesterolo

Colesterolo: cosa mangiare?
© Thinkstock

Lo studio d’Ancel Keys, condotto negli anni ‘50 (Stati Uniti, Giappone, Jugoslavia, Paesi Bassi, Italia, Grecia e Finlandia) ha stabilito un legame tra il consumo eccessivo di grassi e l’aumento del colesterolo nel sangue. In Finlandia, nei Paesi bassi e negli Stati Uniti, Paesi in cui i grassi saturi rappresentavano il 18-20% dell’apporto energetico totale, la mortalità coronarica (essenzialmente infarto del miocardio) risultava la più elevata. Tra i greci e i giapponesi, che consumavano per la maggior parte grassi insaturi, apportati dal pesce o dall’olio di oliva, l’ipercolesterolemia era invece molto meno diffusa, e in questi due Paesi la mortalità coronarica è risultata estremamente ridotta.  

Alimenti “migliorati” per il colesterolo

Per limitare il contenuto di grassi saturi, varie ditte industriali hanno modificato la composizione dei loro prodotti, sostituendo in parte i grassi saturi con grassi insaturi. Se si modifica la composizione nutrizionale, tanto vale farlo al meglio: la maggior parte di questi prodotti contiene omega 3 e omega 6 in quantità conseguenti e nelle proporzioni ottimali; perché questi grassi polinsaturi esercitino al meglio i loro effetti, il rapporto tra gli omega 3 e gli omega 6 deve essere infatti prossimo a 5.

Cambiando la composizione, questi alimenti cambiano nome: ad esempio il burro quando contiene grassi di origine vegetale assume la denominazione di margarina.

Le persone che presentano un tasso di colesterolo elevato possono quindi continuare a utilizzare del “burro” nelle loro ricette e possono ritrovare il gusto di consumare del “formaggio”. Questi prodotti possono inoltre entrare a far parte dell’alimentazione di tutta la famiglia.

Colesterolo: via libera alla verdura

La seconda famiglia, ricca di sostanze attive, di prodotti destinati ad inserirsi in un regime dietetico, è arricchita con fitosteroli vegetali e può vantare la proprietà di ridurre significativamente il tasso di colesterolo, indicandolo in etichetta. Gli steroli e i loro derivati, infatti, sono una sorta di colesterolo vegetale: sono naturalmente presenti in alcuni vegetali (soia, colza, avocado, noci…) ma a dosi così basse che non hanno alcun effetto sul colesterolo. Assunti in quantità sufficiente, ovvero 2-3 grammi al giorno, i fitosteroli inibiscono l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale, favorendo così l’eliminazione di una maggiore quantità di colesterolo con le feci e contribuendo quindi a ridurre l’ipercolesterolemia. Dopo 3-4 settimane di assunzione di steroli il tasso di colesterolo nel sangue può infatti diminuire del 10-15% a seconda dei soggetti. Questi “farmalimenti” o “nutraceutici” sono destinati esclusivamente alle persone affette da ipercolesterolemia: non sono quindi indicati per i bambini, le donne in gravidanza e in allattamento e per coloro che presentano un tasso di colesterolo normale.

Hélène Huret

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11/10/2012

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