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Colesterolo, dieta e alimentazione
 
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Combattere il colesterolo con un'alimentazione sana

Quando si parla di combattere l’eccesso di colesterolo, si pensa per prima cosa ai farmaci, ma le raccomandazioni mediche insistono in primo luogo sull’intervento dietetico: delle corrette scelte nutrizionali sono la chiave per ridurre la tua colesterolemia. Facciamo il punto insieme al Dottor Bruckert, capo del reparto di endocrinologia, metabolismo e prevenzione delle malattie cardiovascolari all’ospedale La Pitié-Salpetrière di Parigi.

La lotta al colesterolo
© Getty Images

Un regime dietetico anti-colesterolo

Quando si scopre un’ipercolesterolemia, la prima misura da adottare è di tipo dietetico: è necessario intervenire sulle abitudini alimentari per riportare il tasso di colesterolo alla normalità. Le misure dietetiche devono basarsi su specifici capisaldi, come sottolinea il Professor Bruckert: "La dieta per chi è affetto da ipercolesterolemia deve articolarsi intorno a 4 assi: la riduzione dei grassi saturi (burro, formaggio, salumi…), l’aumento di frutta e verdura (le cui fibre contribuiscono ad abbassare il colesterolo), il consumo di pesce (che contiene Omega 3, in grado di ridurre il rischio cardiovascolare) e infine l’assunzione di prodotti arricchiti in steroli vegetali, che riducono il colesterolo".

Prima delle statine, c’è l’alimentazione

La scelta di una dieta mirata deve essere la prima misura da adottare. Le autorità sanitarie, d’altronde, hanno pubblicato delle raccomandazioni al riguardo: è solo in caso di fallimento dell’intervento dietetico che si deve iniziare il trattamento farmacologico. "Ciò dipende ovviamente dalla situazione del singolo paziente", sottolinea il Professor Bruckert. "In caso di pregressi problemi cardiovascolari non necessariamente si aspetta; negli altri casi, prima di passare ai farmaci è necessario attendere un periodo di tre-sei mesi di regime dietetico … Oppure anche di più: nelle ipercolesterolemie moderate, non vi è alcuna urgenza di iniziare un trattamento farmacologico ed è possibile dare la precedenza ai consigli dietetici, anche perché la modifica delle abitudini alimentari non avviene da un giorno all’altro, ma richiede tempo… ".

Prescrivere un regime dietetico mirato

Queste raccomandazioni vengono seguite? In realtà si ha l’impressione che i medici tendano più facilmente a somministrare statine: è molto più semplice prescrivere un farmaco che indurre i pazienti a modificare le proprie abitudini alimentari. Il professor Bruckert, tuttavia, invita alla cautela: "Non è stato condotto alcuno studio serio in Francia per verificare se i medici hanno prescritto dei cambiamenti nella dieta prima di iniziare un trattamento farmacologico a base di statine: è probabile che in un certo numero di casi ciò sia avvenuto".
Si ritiene inoltre che i pazienti risultino più rassicurati da un trattamento farmacologico poiché, a torto, pensano a volte che le misure dietetiche non siano in grado di risolvere il loro problema di ipercolesterolemia. Eppure sono molto efficaci: "Anche solo seguendo delle indicazioni nutrizionali mirate è possibile ridurre in modo significativo il colesterolo", sottolinea il Professor Bruckert. "Queste misure bastano infatti a risolvere i problemi di ipercolesterolemia nella maggioranza dei pazienti, poiché spesso l’eccesso di colesterolo si mantiene entro certi limiti".

Le abitudini alimentari: dure a morire...

Benché siano noti gli effetti positivi di una modifica della dieta, risulta difficile chiedere a un paziente di rivoluzionare delle abitudini vecchie di 30 anni o più! "Le modifiche dei comportamenti non sono mai facili, che si tratti della dieta o dell’assunzione di un farmaco", sottolinea il Professor Bruckert. "La prima regola di ogni regime dietetico deve essere adattarsi al paziente: esso sarà quindi un compromesso tra l’ideale e il reale!".
È quindi importante fare dei cambiamenti in dolcezza…senza perdere di vista l’obiettivo: "Se alcuni pazienti non vogliono assolutamente rinunciare a un po’ di burro durante i pasti, si insisterà di più sulla riduzione dei salumi", consiglia infatti il Professor Bruckert.

Farmaci sì, ma… senza dimenticare la dieta!

È importante sottolineare che se anche si passa al trattamento con le statine le raccomandazioni nutrizionali restano valide: "Dico sempre ai pazienti che in tema di riduzione del colesterolo tutto ciò che si riesce a fare con la dieta è qualcosa in meno da fare con i farmaci! Le modifiche del regime dietetico agiscono inoltre sul rischio cardiovascolare per vie diverse dalla semplice riduzione del colesterolo", insiste il Professor Bruckert.
Mangiare frutta e verdura o del pesce, infatti, ha dei benefici aggiuntivi per il cuore e le arterie. Non bisogna infine dimenticare che i farmaci o le abitudini alimentari non sono gli unici elementi da prendere in considerazione, come rimarca il Professor Bruckert: "Il regime dietetico deve essere associato ad interventi contro gli altri fattori di rischio, in particolare smettere di fumare e fare spesso esercizio fisico".
Per combattere le malattie cardiovascolari non è quindi sufficiente assumere dei farmaci o seguire una dieta: è necessario adottare un nuovo stile di vita! 

Alain Sousa

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31/10/2012

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