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Colesterolo, dieta e alimentazione
 
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Colesterolo: l’importanza della dieta

Per ridurre il tasso di colesterolo nelle persone affette da ipercolesterolemia, esistono due strategie: l’alimentazione e i farmaci. Se a volte si può fare a meno dei trattamenti farmacologici, ciò non è possibile per le tradizionali misure dietetiche. Facciamo il punto con l’aiuto del Dottor Boris Hansel, del Reparto di Endocrinologia e di Prevenzione Cardiovascolare all’Ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, famoso per il suo Reparto di Nutrizione.

La dieta anti-colesterolo
© Getty Images

Doctissimo: Quali sono i principi di base delle misure dietetiche prescritte in caso di ipercolesterolemia?

Dr Boris Hansel: Sono tre le principali regole da seguire per ridurre direttamente il tasso di colesterolo: è necessario in primo luogo limitare gli apporti di acidi grassi saturi, contenuti soprattutto negli alimenti di origine animale; non bisogna dimenticare inoltre i biscotti, le paste e molti piatti precotti, ugualmente ricchi di alcuni grassi saturi. È necessario sostituire alcuni grassi saturi con dei grassi monoinsaturi e polinsaturi – i grassi "buoni" – contenuti negli olii (d’oliva, di colza, di girasole), e nel pesce. È inoltre importante limitare il consumo degli alimenti ricchi di colesterolo: uova, frattaglie… Bisogna infine aumentare il consumo di fibre, contenute nella verdura, nella frutta e in certi cereali.

Va sottolineato che queste misure dietetiche devono essere associate a un intervento globale sullo stile di vita: lotta contro il sovrappeso, che aggrava l’ipercolesterolemia, e frequente esercizio fisico, che agisce positivamente sul livello di colesterolo e sull’apparato cardiovascolare. Anziché parlare di dieta anticolesterolo, si preferisce infatti parlare di misure igienico-dietetiche, che mirano a modificare nel lungo periodo lo stile di vita, permettendo quindi non solo di ridurre il tasso di colesterolo ma anche di combattere gli altri fattori di rischio cardiovascolare: ipertensione arteriosa, diabete, sovrappeso, sedentarietà, dipendenza dal fumo di sigaretta… 

Doctissimo: Perché il medico inizia sempre il trattamento con delle misure dietetiche, senza prescrivere automaticamente un farmaco?

Dr Boris Hansel: Le norme igienico-sanitarie devono essere applicate in ogni caso, indipendentemente dalla prescrizione del farmaco. Nella stragrande maggioranza dei casi si inizia con l’intervento sulla dieta, senza ricorrere ai farmaci, poiché esse si rivelano efficaci già dopo il primo mese e permettono di ridurre dal 5 al 30% il tasso di colesterolo cattivo (colesterolo LDL). I farmaci verranno poi introdotti dopo aver seguito per 2-3 mesi le tradizionali misure dietetiche, se queste non risulteranno sufficienti per ricondurre il tasso di colesterolo al valore desiderato.

Doctissimo: La scelta del trattamento dipenderà quindi dal tasso di colesterolo iniziale e da raggiungere?

Dr Boris Hansel: In un certo senso sì. Sarà proprio l’obiettivo da raggiungere (in termini di tasso di colesterolo) a determinare se iniziare tempestivamente il trattamento farmacologico o aspettare: questo obiettivo verrà fissato in considerazione della storia clinica del paziente e del suo rischio cardiovascolare. In un soggetto ad alto rischio cardiovascolare che presenta altri fattori di rischio come l’ipertensione arteriosa, il diabete o degli eventi cardiovascolari pregressi (infarto o ischemia cerebrale), il medico sarà molto più esigente riguardo al valore di colesterolo da raggiungere rispetto al caso di un soggetto giovane che non presenta fattori di rischio e al quale viene diagnosticata per la prima volta un’ipercolesterolemia.

Se si è vicini al valore da raggiungere, quindi, nella maggior parte dei casi basteranno le misure dietetiche; se invece si è lontani e se ad esempio il paziente ha già subìto un infarto e presenta un livello elevato di colesterolo, verranno prescritti tutti gli interventi dietetici utili ma si inizierà tempestivamente anche la terapia farmacologica. 

Doctissimo: È possibile tornare a mangiare normalmente se si segue assiduamente il trattamento farmacologico?

Dr Boris Hansel: No, mai! E, soprattutto non bisogna considerare un’alimentazione sana come "anormale"! Le norme dietetiche vanno seguite per tutta la vita, per almeno tre ragioni: in primo luogo, l’effetto di queste misure integra l’azione dei farmaci, poiché si va ad affrontare il problema con più strumenti diversi. Inoltre l’intervento sulla dieta ha un effetto benefico sull’apparato cardiovascolare, e infine consente di somministrare la dose più ridotta di farmaco riducendo così il rischio di effetti indesiderati. L’ipercolesterolemia è una malattia cronica e quindi necessita un trattamento progressivo, a lungo termine e articolato per tappe, basato sul progressivo miglioramento dello stile di vita e, se necessario, sulla somministrazione di farmaci. 

Doctissimo: Quali sono i prodotti anticolesterolo? Quando sono raccomandati?

Dr Boris Hansel: All’interno della famiglia dei prodotti anticolesterolo si trovano due tipi di prodotti: da una parte quelli che contribuiscono a limitare l’eccesso di colesterolo, come la maggior parte delle margarine "classiche", che sono relativamente povere di grassi saturi e rappresentano quindi un valido sostituto del burro. Altri prodotti, invece, hanno in più il vantaggio di essere arricchiti in fitosteroli, sostanze attive che riducono il tasso di colesterolo e possono quindi risultare interessanti per i pazienti con ipercolesterolemia. La gamma di prodotti arricchiti con fitosteroli include margarine, yogurt, latte. Questi prodotti devono però essere considerati alimenti sostitutivi e non prodotti da aggiungere all’alimentazione abituale.  

Doctissimo: Cosa ne pensa dei formaggi nei quali i grassi saturi sono stati in parte sostituiti con grassi insaturi

Dr Boris Hansel: Alcuni prodotti reperibili nel reparto formaggi, in cui i grassi saturi sono stati sostituiti dai grassi insaturi, possono rappresentare una buona alternativa al formaggio per le persone affette da ipercolesterolemia. Questi prodotti, consumati con moderazione, si integrano perfettamente nell’alimentazione quotidiana, all’interno di un regime dietetico a lungo termine. Contribuiscono a limitare l’eccesso di colesterolo, ovviamente all’interno di una dieta mirata.

Hélène Jolly

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31/10/2012

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