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Non sottovalutare il colesterolo!

Con l’eccezione dell’ereditarietà, del sesso e dell’età, è possibile intervenire sui principali responsabili delle malattie cardiovascolari: l’ipertensione, il fumo e soprattutto il colesterolo. Quest’ultimo, in particolare, produce dei danni alle arterie e può portare a diverse complicazioni, dall’infarto all’attacco ischemico.

Attenzione al colesterolo
© Getty Images

Con circa 240.000 morti all’anno (2.000.000 in Europa), le malattie cardiovascolari costituiscono la prima causa di mortalità in Italia.

Una vera sfida per la sanità pubblica

Cifre di tali proporzioni indicano inequivocabilmente la necessità di un’efficace prevenzione; tuttavia tra i principali fattori di rischio modificabili l’ipercolesterolemia è uno dei più noti ma anche uno dei più trascurati. 

Secondo lo studio MONICA1, più del 30% dei francesi è affetto da ipercolesterolemia, e questa cifra è destinata a salire, poiché nel 2030 un terzo della popolazione avrà più di 60 anni2.

"Benché negli ultimi anni si siano fatti molti progressi, molti ignorano ancora i rischi correlati a un aumento del colesterolo nel sangue, dell’ipertensione arteriosa, di un diabete non diagnosticato, della dipendenza dal fumo di tabacco, per citare solo i principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari ischemiche", afferma il Professor Bernard Jacotot, membro dell’assemblea del Comité français de coordination des recherches sur l'athérosclérose et le cholestérol (ARCOL, Comitato francese di coordinamento delle ricerche sull’aterosclerosi e il colesterolo).

I paradossi del colesterolo

Dall’atteggiamento che abbiamo nei confronti del colesterolo, ad esempio, emergono numerosi paradossi, come indica una recente indagine rappresentativa della popolazione3:

  • Il 64 % delle persone pensa che sia importante avere un tasso di colesterolo nella norma, ma il 76% di essi non sa quale sia il proprio;
  • Il 65 % dei soggetti intervistati non sa quali siano i valori di colesterolo ammessi;
  • Il 77 % dei francesi ignora la differenza tra il colesterolo buono, quello cattivo e i trigliceridi;
  • I francesi tendono a minimizzare il ruolo del colesterolo, collocandolo al quinto posto tra i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.

Si tratta di paradossi che secondo Nicole Demarty, direttrice di uno studio che si occupa di ricerche comportamentali e sociologiche, vanno ricondotti alla difficoltà di accettare l’idea di essere ammalati o di dover seguire un regime restrittivo in assenza di particolari sintomi. Per facilitare la prevenzione, la sensibilizzazione del grande pubblico deve basarsi su messaggi chiari riguardo a tre punti fondamentali: le conseguenze dell’ipercolesterolemia, gli strumenti di prevenzione, i trattamenti. Si tratta di argomenti diffusamente trattati nel nostro spazio appositamente dedicato al colesterolo.

David Bême

  • 1 - Studio Monitoring Trends and Determinants in Cardiovascular Disease - OMS
    2 – Dati INSEE
    3 – Indagine quantitativa condotta nel 2001 in Francia, su un campione rappresentativo della popolazione di 1000 adulti, e studio omnibus Louis Harris condotto su 1 000 francesi dal laboratorio Pfizer nel settembre 2002.
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24/08/2012

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