Home  
  
  
    L'eccesso di colesterolo
Cerca

Che cos'è il colesterolo?
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Eccesso di colesterolo: il ruolo del cardiologo

Di fronte a un eccesso di colesterolo, il medico di base è spesso il principale interlocutore, ma anche il cardiologo ha un ruolo fondamentale nei confronti dei pazienti a rischio o che presentano già complicanze poiché, valutando più attentamente lo stato di salute dell’apparato cardiovascolare, può prescrivere il trattamento più adeguato.

L'eccesso di colesterolo
© Getty Images

Il cardiologo ha allo stesso tempo il compito di attuare la prevenzione e l’eventuale trattamento e di seguire i pazienti con pregressi attacchi cardiovascolari. Nella maggior parte dei casi è il medico di base o il dietologo che indirizza il paziente verso lo specialista, in caso di dubbi sullo stato delle arterie o nel caso in cui il trattamento deciso per il paziente esuli dalle sue competenze. 

Il colesterolo alto e i danni alle arterie

Il cardiologo segue soprattutto le persone che presentano dei fattori di rischio (diabete, eccesso di colesterolo, dipendenza dal fumo, sovrappeso, patologie pregresse, familiarità…), e per le quali si impone una valutazione dei danni a livello delle arterie, ma anche i soggetti con patologie arteriose e coronariche, che in teoria dovrebbero ripetere gli esami completi ogni 3 anni.

Il suo compito principale è quindi di valutare il caso specifico dei pazienti affetti da ipercolesterolemia, traducendo in termini di danni e rischi arteriosi il tasso di colesterolo che compare sul foglio delle analisi del sangue.

Dopo aver esaminato il rischio cardiovascolare nella sua globalità, il cardiologo deciderà quindi l’intensità del trattamento:

  • Per esempio, se un paziente di 55 anni, con un tasso di colesterolo troppo elevato, presenta già delle lesioni a livello delle coronarie, dell’aorta o delle arterie degli arti inferiori, il trattamento sarà particolarmente intensivo;
  • Se invece non sono ancora presenti depositi (placche aterosclerotiche o ateromi) sulle arterie, in un primo tempo sarà sufficiente intervenire sull’alimentazione e sullo stile di vita.

Per affinare la diagnosi, il cardiologo ha inoltre a disposizione una serie di esami. 

Per sentire o vedere le anomalie cardiovascolari…

Per quantificare il rischio cardiovascolare, lo specialista effettua in primo luogo un esame clinico classico, con auscultazione, palpazione del polso, ECG (elettrocardiogramma). "Durante l’auscultazione si cerca in particolare di rilevare la presenza di un soffio in corrispondenza dell’inguine o in sede addominale", spiega il Professor Jean Ferrières, cardiologo al CHU (Centre Hospitalier Universitaire) di Tolosa. Rilevare questi soffi consente di diagnosticare una stenosi (restringimento) a livello dell’arteria femorale o dell’aorta addominale".

Il cardiologo calcola inoltre il rapporto tra la pressione arteriosa alle caviglie e quella alle braccia, chiamato indice di pressione sistolica. "Se questo rapporto è inferiore a 1, significa che esiste una stenosi in qualche punto della gamba". Una differenza di pressione tra la parte superiore e quella inferiore del corpo indica infatti una difficoltà del sangue a circolare all’interno di un’arteria e quindi un rischio di stenosi correlato a una placca aterosclerotica o ateroma.

Per analizzare le coronarie, l’esame principale nell’ambito della visita cardiologica è l’elettrocardiogramma da sforzo, che consente di valutare la "riserva coronarica", ovvero la capacità delle arterie coronarie, e di prevenire il rischio di insorgenza di eventi cardiovascolari in un arco di 10 anni". Alcune anomalie individuate durante la prova da sforzo permettono ad esempio di identificare un rischio di infarto", prosegue il Professor Ferrières.

A volte, infine, può essere effettuato l’ecodoppler, un’ecografia delle arterie (arteria femorale, aorta, carotide) che permette di visualizzare la parete dei vasi sanguigni: un ispessimento della parete indica una malattia agli esordi.

In alcuni casi è possibile che vengano prescritti esami più sofisticati, come la TC (tomografia computerizzata) delle coronarie o scanning del calcio coronarico: si tratta di una tecnica per immagini in grado di fornire informazioni molto precise, come la presenza di calcificazioni a livello delle coronarie, correlate alla malattia coronarica, ed è disponibile in genere nelle strutture mediche particolarmente attrezzate e riservata ai pazienti a rischio elevato.

Individuare le lesioni prima che diventino sintomatiche

"Lo scopo di questi esami è individuare i fenomeni patologici infraclinici, ovvero quelli che precedono la comparsa di sintomi evidenti come quelli dell’angina o dell’infarto", precisa il Professor Ferrières. Rilevare queste lesioni è di fondamentale importanza per il cardiologo, che potrà così prescrivere al paziente un trattamento più o meno intensivo". Se un’arteria è ostruita, infatti, non sempre si avvertono sintomi: è possibile che il problema passi inosservato… La metà degli infarti insorge quindi senza preavviso. Poiché la malattia coronarica, l’ischemia cerebrale e l’arterite degli arti inferiori sono complicanze spesso tardive dell’aterosclerosi, è essenziale individuare le lesioni prima dell’evento cardiovascolare, anche perché l’efficacia del trattamento preventivo è dimostrata: la terapia ipocolesterolemizzante previene l’ischemia cerebrale, corregge la prognosi per l’arterite degli arti inferiori e, soprattutto, la riduzione dell’ipercolesterolemia allunga la speranza di vita.

In presenza di un eccesso di colesterolo è quindi fondamentale non aspettare di avvertire dei sintomi per occuparsi della salute delle proprie arterie. A partire dai 35-40 anni tutti devono essere sensibilizzati: non dimentichiamo che non esiste un valore soglia per quanto riguarda il colesterolo, e un tasso superiore alla norma, anche di poco, produce già effetti molto negativi.

Hélène Jolly

Commenta
02/11/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale