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Che cos'è il colesterolo?
 
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Il colesterolo troppo basso fa male

Le persona anziane con bassi livelli di colesterolo presenterebbero un aumentato rischio di mortalità! Inutile dire che questa notizia, pubblicata su una prestigiosa rivista medica britannica, ha avuto l’effetto di una bomba: da circa trent’anni il colesterolo è infatti indicato come il nemico numero uno del cuore, da scovare e combattere per la sua nocività, che sembrava ormai inequivocabilmente dimostrata.

Il paradosso del colesterolo
© Getty Images

Il colesterolo in eccesso si deposita sulle pareti delle arterie, in particolare quelle del cuore (arterie coronarie),formando delle placche di grasso che nel corso degli anni si ispessiscono (aterosclerosi).

Esiste un tasso ideale per ogni età?

Secondo gli sperimentatori, gli studi pubblicati in precedenza non avevano preso in considerazione tutte la fasce di età, e in particolare gli anziani: l’équipe dell’Università delle Hawaii ha quindi condotto una ricerca su 3 500 soggetti di sesso maschile con età compresa tra 71 e 93 anni, suddivisi in quattro gruppi a seconda del loro tasso di colesterolo, valutando il loro livello di colesterolo per un periodo della durata di 20 anni; i risultati sono stati aggiustati in funzione dell’età dei partecipanti.

Le conclusioni sono sorprendenti: i tassi di mortalità più elevati sono stati riscontrati nei gruppi con i tassi di colesterolo più bassi.

Tasso di colesterolo (dal più basso al più elevato)

Gruppo 1

Gruppo 2

Gruppo 3

Gruppo 4

Tasso di mortalità per mille

68,3

48,9

41,1

43,3

Molte ipotesi e poche certezze

Quali conclusioni è possibile trarre da questa ricerca? Come vanno spiegati questi risultati inattesi? Per ora gli autori hanno potuto solo formulare delle ipotesi:

  • La persistenza di bassi livelli di colesterolo nel lungo periodo aumenta il rischio di decesso. Maggiore è il tempo nel quale persistono queste basse concentrazioni, più il rischio è elevato;  
  • Il colesterolo potrebbe avere degli effetti benefici, contribuendo alla produzione di vari ormoni;
  • I soggetti sensibili a tassi elevati di colesterolo andrebbero incontro a decesso in età più basse rispetto alla popolazione oggetto dello studio, mentre coloro che raggiungono un’età avanzata beneficerebbero di fattori protettivi.

Altro punto interrogativo: questo studio, condotto su soggetti americani di origine giapponese, è valido per l’intera popolazione? Sì, rispondono gli autori: secondo le loro stime, i rischi di aterosclerosi sono significativamente gli stessi per i Giapponesi e per gli americani di origine caucasica.

Questo studio potrebbe quindi rimettere in discussione la crociata contro il colesterolo? Nel caso dei più anziani, forse…

David Bême

* Lancet, 04 august 2001, vol. 358, n°9279, pp.351-355

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24/08/2012

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