Home  
  
  
    Il trapianto di midollo: come si fa?
Cerca

I trapianti
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Come avviene il trapianto di midollo osseo?

Il midollo viene prelevato sempre in persone in vita. Si tratta dell'unico caso di trapianto in cui il donatore può essere un minorenne. Tuttavia, in questo caso la donazione di midollo può avvenire solo per un fratello o una sorella, e unicamente in seguito all'approvazione di un comitato di esperti.

Il trapianto di midollo: come si fa?
© Getty Images

Il donatore viene inizialmente sottoposto a esami del sangue finalizzati ad accertare l'assenza di infezioni (AIDS, epatite B e C, sifilide, toxoplasmosi…).

Gli step del trapianto del midollo osseo

Il prelievo viene effettuato in anestesia generale in sala operatoria. Circa 400 ml di midollo vengono prelevati dalle ossa del bacino, eseguendo più punture con un ago. Poiché il midollo si rigenera molto rapidamente, questo prelievo non produce conseguenze negative. Il donatore viene ricoverato per due giorni.

In caso di prelievo delle cellule staminali del sangue, è indispensabile somministrare un trattamento con fattore di crescita 4-6 giorni prima del prelievo. Sebbene il trattamento sembri essere ben tollerato, è difficile escludere che possa favorire lo sviluppo di cellule tumorali. Questa tecnica non è autorizzata con donatori minorenni.

Il midollo da trapiantare viene trasportato verso il centro di destinazione a temperatura ambiente, a 4 °C, o congelato a seconda della distanza da percorrere. Se il trapianto viene effettuato per trattare un cancro, il malato viene sottoposto prima a chemioterapia, ed eventualmente a radioterapia, per sopprimere le cellule tumorali. Questo trattamento, che distrugge il midollo, ha anche l'obiettivo di prevenire il rigetto. Il trapianto viene eseguito uno o due giorni dopo la fine di questo trattamento.

In caso di autotrapianti, non esiste il rischio di rigetto. Il prelievo viene effettuato prima della chemioterapia, congelato, e iniettato nuovamente dopo aver portato a termine il trattamento. Il prelievo viene eseguito quando il midollo non contiene più cellule cancerose; in caso contrario, il midollo viene prelevato e successivamente trattato in laboratorio per eliminare le cellule tumorali prima di effettuare il trapianto.

In caso di affezione non cancerosa, prima di eseguire il trapianto viene somministrato un trattamento chemioterapico o immunosoppressore potente per evitare che il midollo venga rigettato. Questo secondo trattamento, più recente, è meno tossico e consente di effettuare trapianti in soggetti più deboli, nei quali il trapianto sarebbe altrimenti controindicato.

Le cellule staminali emopoietiche, qualunque sia la loro provenienza (midollo, sangue o cordone ombelicale), vengono iniettate nel sangue tramite perfusione intravenosa. Queste cellule si dirigeranno poi spontaneamente verso il midollo.

Trapianto di midollo: il post operatorio

Poiché la chemioterapia distrugge le cellule immunitarie del sangue e del midollo, il rischio di infezione è maggiore e il malato deve rimanere per un periodo in una camera sterile. Il rischio è massimo nei 10-30 giorni necessari al midollo per ricostituirsi; è opportuno, tuttavia, considerare qualche mese perché le difese immunitarie si ristabiliscano completamente. La durata della permanenza in camera sterile dipende dal ripristino delle difese immunitarie valutato attraverso esami del sangue da effettuare con cadenza regolare. Durante questo periodo, vengono applicate precauzioni rigide, tra cui la cottura in pentola a pressione di tutti gli alimenti, la sterilizzazione di tutti gli oggetti introdotti all'interno della camera sterile e la limitazione delle visite. Sono inoltre necessarie trasfusioni di globuli rossi e piastrine.

Nel caso in cui il midollo non sia stato completamente distrutto e sia stato applicato un trattamento immunosoppressore più leggero, le precauzioni asettiche possono essere meno rigorose e il periodo di degenza più breve.

L'esito del trapianto sarà nettamente migliore se è stato effettuato con donatore imparentato, piuttosto che con un donatore anonimo. Anche in caso di cancro, l'esito sarà migliore con un allotrapianto imparentato rispetto a un autotrapianto, e varierà in base al fatto che il trapianto sia stato realizzato nel corso della prima o della seconda remissione della malattia. La metà degli adulti affetti da leucemia mieloide acuta che si è sottoposta a un allotrapianto imparentato nel corso di una prima remissione completa è ancora in vita dopo 9,5 anni dal trattamento (mediana di sopravvivenza) ed è quindi probabilmente guarita. La metà di coloro che invece si sono sottoposti ad allotrapianto durante una seconda remissione è in ancora in vita dopo 13 mesi dal trattamento. Tuttavia, il tasso di sopravvivenza a 5 anni è pari al 39%, il che permette di ipotizzare che un'alta percentuale di malati sia guarita.

Per quanto riguarda la leucemia linfoide acuta, la mediana di sopravvivenza in seguito a un allotrapianto imparentato è pari a 10,9 anni in casi di remissione primaria e a 10 mesi in caso di remissione secondaria.

I risultati sono in continua evoluzione e sono complessivamente migliori nei bambini.

Nel caso in cui il trapianto venga effettuato per trattare un'aplasia midollare o una malattia ereditaria, l'esito è essenzialmente legato all'esistenza di un donatore HLA compatibile. Per quanto riguarda i deficit immunitari congeniti gravi, che se non trattati causano molto spesso il decesso del malato in uno o due anni, il tasso di successo è pari al 95% nel caso in cui sia possibile realizzare un allotrapianto con donatore imparentato nei primi mesi di vita.

In caso di allotrapianto imparentato per aplasia midollare, la sopravvivenza è pari al 71% a un anno e al 65% a 5 anni; risulta tuttavia essere pari al 46% a 6 mesi e al 40% a 24 mesi, nel caso in cui il trapianto sia stato effettuato con donatore anonimo.

 

Dott.ssa Chantal Guéniot

Dati forniti dall'Istituto francese dei trapianti

Commenta
18/11/2013

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale