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Orecchie a sventola
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Otoplastica: l’operazione delle orecchie a sventola

L’intervento per correggere le orecchie a sventola o ipertrofiche è l’otoplastica. Questo intervento di chirurgia estetica permette di riposizionare le orecchie e di rimodellarle correggendo le anomalie della cartilagine del padiglione auricolare. In genere entrambe le orecchie vanno operate, ma capita che sussista una dissimmetria (un solo orecchio a sventola o entrambe ma in proporzioni diverse). Si può parlare di otoplastica bilaterale o unilaterale.

Operazione delle orecchie a sventola
© Getty Images

Orecchie a sventola: 3 malformazioni frequenti

Sono 3 le malformazioni più comuni. Possono presentarsi insieme o da sole.

  • Un difetto della plica dell’antelice (cartilagine) che provoca un’assenza di rilievo. L’orecchio appare troppo liscio, senza pieghe.
  • Un’ipertrofia della cartilagine centrale (la conca) accentua lo spostamento in avanti delle orecchie.
  • Un angolo retro-auricolare (tra il padiglione auricolare e il cranio) eccessivo, che provoca le « vere » orecchie a sventola: l’elice valgo.

L’otoplastica nei bambini

Il tuo bimbo ha le orecchie a sventola? Se la maformazione è molto vistosa e gli crea complessi, è possibile pensare all’intervento. I cerotti, le fasce e i berretti non servono a niente. L’otoplastica è l’unica soluzione possibile, ed ottiene ottimi risultati.

L’intervento di otoplastica può essere realizzato dai 7 anni in su, età alla quale la crescita dell’orecchio è corretta e il bimbo comincia a risentire delle prese in giro a scuola. Il chirurgo estetico deve verificare che la richiesta di correggere le orecchie a sventola venga dal bambino e non dai genitori.

Gli adulti, invece, possono subire l’intervento ad ogni età.

Come si svolge un’otoplastica

L’otoplastica viene praticata in anestesia generale o in anestesia locale assistita, dopo una visita preoperatoria e un consulto con l’anestesista, della durata di 45-60 minuti. L’intervento si effettua in day hospital, si esce quindi il giorno stesso.

L’intervento si svolge in varie fasi:

1- L’incisione viene effettuata nella piega naturale dell’orecchio, il solco retroauricolare (solco situato dietro l’orecchio).

2- La cartilagine viene scoperta scollando la pelle, dopodiché il chirurgo procede a rimodellarne la forma. Se necessario, può essere relizzata una riduzione della dimensione dell’orecchio.

3- L’angolo retroauricolare viene aggiustato grazie a punti profondi. L’orecchio si avvicina quindi al cranio e l’aspetto “a sventola” sparisce. 

Le cicatrici postoperatorie

Come per tutti gli interventi, si verificheranno delle cicatrici. L’incisione viene realizzata nella piega naturale, il solco retroauricolare, e sarà quindi poco visibile. Solo le ipertrofie gravi potrebbero richiedere un’incisione supplementare sul lato anteriore dell’orecchio, ma sono casi rarissimi.

Le cicatrici possono essere un po’ rosate e gonfie, ma il loro aspetto definitivo sarà visibile solo dopo un anno, la maturità cicatriziale è un processo progressivo. Si consiglia di evitare l’esposizione al sole per ottenere una buona cicatrizzazione.

Dopo l’intervento

  • I dolori devono essere sopportabili, grazie anche agli antidolorifici classici che permettono di attenuarne l’intensità.
  • Dopo l’intervento, va indossata una fascia a forma di casco per 24 ore.
  • Viene prescritta una fascia elastica (tipo fascia da tennis) per almeno un mese e solo di notte per il mese successivo.
  • I fili spariscono da soli entro 2-3 settimane dall’intervento.
  • Una prima doccia shampoo è possibile 24 ore dopo l’intervento.
  • La comparsa di un edema è normale dopo l’intervento. Possono manifestarsi anche delle ecchimosi (blu o viola). Questi effetti passano spontaneamente in pochi giorni.
  • Può manifestarsi una perdita di sensibilità (a causa delle lesioni causate ai rami sensitivi auricolari) ma questo sintomo è transitorio.
  • L'otoplastica non modifica in nessun caso l’udito.
  • Si consiglia di interrompere le attività fisiche nel mese che segue l’intervento.

Rischi e complicazioni legati all’otoplastica

Ogni intervento chirurgico porta con sé rischi e complicazioni. Ricorrere a un chirurgo plastico competente che opera in un contesto sanitario tradizionale permette di limitare questi rischi. I bilanci preoperatori clinici e sanguigni, le visite preoperatorie con l’anestesista e il chirurgo e un’accurata sorveglianza postoperatoria danno una sicurezza supplementare al paziente.

Tra le complicazioni possibili, sono presenti: emorragia, necrosi cutanea, infezione, difetto o asimmetria del risultato, disturbi della cicatrizzazione (cicatrici ipertrofiche o cheloidi), difetti della sensibilità del padiglione.

Risultati dell’otoplastica

Questo intervento semplice e affidabile ha un rischio quasi inesistente di recidive. Oltre al beneficio estetico, la chirurgia delle orecchie permette di porre fine a commenti e prese in giro che potrebbero creare disturbi psicologici.

L’otoplastica corregge quindi definitivamente le anomalie delle orecchie rimodellando e riposizionando la cartilagine, permettendo di ottenere orecchie “attaccate” al cranio, simmetrico, con le pieghe normali, non ipertrofiche, di dimensioni naturali e perfettamente in armonia con il viso. Il risultato definitivo sarà visibile entro pochi mesi, durante i quali i tessuti si ammorbidiranno, l’edema si riassorbirà e i rilievi auricolari si perfezioneranno.

Dott. David Picovski

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01/12/2016

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