Home  
  
  
    Italia ai primi posti in Europa
Cerca

La donazione degli organi
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Trapianti: la posizione dell'Italia in Europa

Dal 1999, anno della legge 91, nel nostro Paese l’universo trapianti è cresciuto di pari passo con la sensibilizzazione della cittadinanza, ma c’è ancora molto su cui lavorare.

Italia ai primi posti in Europa
© Getty Images

Nel 1999, quando venne promulgata la legge 91 contenente “Disposizioni in materia di prelievi e trapianti di organi e tessuti”, era ormai da parecchi anni (la legge precedente risaliva al 1975) che si attendeva un aggiornamento della normativa in materia. Basti pensare che alla fine degli anni ’80 in ambito trapiantologico l’Italia si collocava al penultimo posto in Europa. Oggi le cose sono molto cambiate, anche grazie all’organizzazione più moderna ed efficace e alla campagna di sensibilizzazione portata avanti tra la popolazione, tanto che il nostro Paese si colloca ora al terzo posto, alle spalle della Spagna e della Francia, per numero di donatori. C’è però ancora molto da lavorare per ridurre il divario tra il numero di trapianti effettuati, circa 3mila l’anno, e quello dei malati in lista d’attesa, che superano i 9mila.

Centri, liste d’attesa e donatori: l’organizzazione

L’organizzazione oggi in vigore in Italia prevede che il coordinamento delle attività di donazione, prelievo e trapianto sia articolata sua quattro livelli: nazionale, tramite il Centro nazionale trapianti, regionale e interregionale (Centri regionali e interregionali trapianto) e infine a livello locale (Asl e Centri trapianto). Un sistema complesso ma efficiente, pensato per sfruttare al meglio le risorse a disposizione. Al di là di alcuni casi particolari, come quelli pediatrici, le urgenze per i trapianti salvavita e gli speciali programmi per pazienti con accentuati problemi di compatibilità, le liste di attesa vengono gestite a livello regionale. Il sistema è interamente computerizzato e, quando si presenta l’opportunità di un donatore, indica automaticamente il o i riceventi, essenzialmente sulla base di quattro criteri: compatibilità, urgenza, posizione in lista ed età. “Il sistema è pensato perché una Regione che con il suo lavoro produce molti donatori possa offrire in via prioritaria questa opportunità ai suoi pazienti, limitando entro una certa percentuale i malati che giungono da altre zone” spiega il professor Antonio Famulari, presidente della Sito, Società italiana trapianti di organo e docente di Chirurgia generale dei trapianti d’organo all’Università dell’Aquila. “Questo perché tutte le Regioni siano stimolate a dotarsi di un’organizzazione adeguata e per scongiurare i cosiddetti viaggi della speranza”. Qualora la Regione in questione non avesse in lista riceventi compatibili, allora il sistema passa in automatico la ricerca al centro interregionale di riferimento. Questi centri sono tre: Associazione InterRegionale Trapianti, Nord Italia Transplant program e Organizzazione Centro Sud Trapianti.

Alcuni dati

Nel 2009 in Italia sono stati effettati 3.163 trapianti contro i 2.932 del 2008, di cui (compresi quelli combinati):

-       1650 di rene

-       1061 di fegato

-       355 di cuore

-       112 di polmone

-       88 di pancreas

-       4 di intestino.

“Un problema è che nel nostro Paese ci troviamo di fronte a quella che viene definita donazione a macchia di leopardo” spiega Vincenzo Passarelli, presidente Aido, Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule. “Ci sono cioè Regioni con impegni donativi importanti e altre al di sotto dei 10 donatori per milione di popolazione”. In effetti, se da un lato lo scorso anno la Toscana ha raggiunto i 46,8 donatori effettivi per milione di popolazione, seguita dai 37 della provincia di Trento e i 34,4 del Friuli Venezia Giulia, dall’altro la Calabria è ferma a 6, l’Abruzzo a 9,7 e la Puglia a 10,8. Così la media italiana si è attestata sui 21,4 donatori effettivi per milione di popolazione (contro i 21,1 del 2008), e varia dai 24,3 del Nord ai 10,9 del Sud e delle Isole.

Al 31 dicembre 2009 i pazienti in lista d’attesa erano complessivamente 9.331 (164 per più di un organo). Nello specifico:

- 6808 per il rene

- 1447 per il fegato

- 702 per il cuore

- 312 per il polmone

- 226 per il pancreas

I tempi medi di attesa variano dai 3,06 anni del pancreas all’1,9 del polmone. Tempi ancora troppo lunghi, soprattutto nel caso di trapianti salvavita come polmone, cuore o fegato, dove la percentuale di mortalità in lista è rispettivamente del 14,7%, 10,1% e 5,4%.

 

Cecilia Lulli

 

Fonte dati: Centro Nazionale Trapianti

Cecilia Lulli

Scritto da

Commenta
19/11/2010

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale