Home  
  
  
    Donare gli organi: il trapianto
Cerca

La donazione degli organi
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Che vuol dire donare gli organi?

Il trapianto è un’efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono organi e tessuti del corpo umano. Si tratta di un intervento delicato, non solo per le tecniche chirurgiche, ma anche per motivazioni attinenti la sfera etica e psicologica...

Donare gli organi: il trapianto
© Getty Images

Quando si parla di donazione e trapianti si pensa generalmente al trapianto di organi, cioè, secondo la definizione del Centro Nazionale Trapianti “alla sostituzione di un organo malato, e quindi non più funzionante, con uno sano proveniente da un altro individuo che viene chiamato donatore”. In realtà le possibilità a disposizione sono più ampie, come ci spiega il professor Antonio Famulari, presidente della Sito, Società Italiana Trapianti di Organo, e docente di Chirurgia generale dei trapianti d’organo all’Università dell’Aquila.  

E per quanto riguarda i tessuti?

Per quanto riguarda i tessuti, da un donatore non vivente è possibile prelevare pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni. Pelle e segmenti osteo-tendinei si possono donare anche quando si è ancora in vita, così come, recentemente, anche la membrana amniotica.

Normalmente i tessuti sono utilizzati in determinate procedure chirurgiche in sostituzione di analoghi presidi artificiali o biologici, rispetto ai quali presentano numerosi vantaggi. A differenza di quanto avviene per gli organi, il trapianto di tessuti non espone al rischio di rigetto, poiché non è necessario che vi sia compatibilità tra donatore e ricevente, se non in casi particolari e nel solo trapianto di cornea. In termini di numero di interventi il tessuto osseo è quello più utilizzato in assoluto e spesso consente al paziente di evitare l’amputazione di un arto. Inoltre, un altro trapianto di tessuti, quello di cute, può in alcuni casi rivelarsi salvavita, per esempio quando si subiscono ustioni molto estese o quando viene utilizzato per la cura di gravi malattie dermatologiche che altrimenti porterebbero alla morte.

È vero che in alcuni casi il trapianto rappresenta l’unica cura possibile?

Sì. Diciamo che si può fare una distinzione tra trapianti salvavita, come quello di cuore, fegato, polmone o intestino, senza i quali una persona andrà incontro alla morte, e trapianti che migliorano la qualità di vita. In questi ultimi casi il paziente può rimanere in lista di attesa per un periodo relativamente lungo, senza che le sue condizioni si aggravino tanto da farlo escludere dalla lista stessa o portarlo alla morte. È il caso del trapianto di tessuti come le cornee o organi quali pancreas e reni. Quest’ultimo rappresenta per esempio una valida alternativa terapeutica per malati che altrimenti dovrebbero sottoporsi a diverse sedute di dialisi di 3-4 ore ciascuna ogni settimana.

In ogni caso il fattore tempo è fondamentale…

Sì. E lo è sia per quanto riguarda la necessità di ridurre il più possibile i tempi di attesa per il trapianto, soprattutto nei casi in cui la variabile in gioco è la vita del malato, sia per quanto concerne la conservazione degli organi. Un problema molto delicato quest’ultimo, in quanto meno ore trascorrono dal prelievo al trapianto, minori sono i rischi di deterioramento dell’organo. Oggi abbiamo tempi codificati che offrono garanzie di conservazione e differiscono da trapianto a trapianto: per esempio un rene va impiantato nel giro di ventiquattrore, mentre per cuore e fegato non bisogna superare le 6-8 ore. Diverso è il discorso per quanto riguarda i tessuti, per i quali abbiamo a disposizione sistemi di conservazione (diversi in base al tipo di tessuto) che non ne alterano minimamente la struttura e hanno consentito la creazione delle “banche dei tessuti”, strutture sanitarie pubbliche preposte al loro “stoccaggio” e alla successiva distribuzione.

 

Cecilia Lulli

Cecilia Lulli

Scritto da

Commenta
19/11/2010

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale