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Addio alle protesi al seno?

Benché sia ancora in testa alle classifiche mondiali degli interventi di chirurgia estetica, nel 2010 l'aumento del seno ha ricevuto una pessima pubblicità: lo scandalo delle PIP (Poly Implant Prosthesis) è una ragione in più per rivolgere la nostra attenzione alle nuove proposte in materia di protesi al seno.

Le protesi al seno
© Getty Images

Due osservatori americani sulla chirurgia estetica, l'ASAPS (American Society for Aesthetic Plastic Surgery) e l'ASPS (American Society of Plastic Surgeons), hanno confermato che le protesi al seno sono al primo posto al mondo tra gli interventi di chirurgia estetica, precedendo quindi la liposuzione, la blefaroplastica, la rinoplastica e l’addominoplastica. Se si osservano le previsioni, inoltre, il mercato mondiale dell’aumento del seno non dovrebbe indebolirsi: le previsioni parlano di una crescita annuale del 7% fino al 2014 (il 4% per la Francia). 

Lo scandalo delle PIP non ha segnato la fine delle protesi al seno

Nel 2010, l'Agence Française de Sécurité Sanitaire des Produits de Santé (Agenzia francese per la sicurezza dei prodotti sanitari, Afssaps) ha sospeso l’utilizzo delle protesi mammarie in gel di silicone Poly Implanta Prothesis (PIP). A essere messa in causa è stata l’anomala fragilità delle protesi: sarebbe infatti emerso che la sacca contenente il gel PIP si rompe nel 10% dei casi, contro l’1% nel caso di un prodotto a norma. Successive analisi avrebbero inoltre rivelato la nocività del gel.

In Francia 30 000 donne sono portatrici di impianti PIP e quindi le pazienti esposte al rischio risultano 3000. L'Assurance Maladie ha dichiarato che assumerà la totalità dei costi di assistenza medica e chirurgica delle donne operate (per il 20% si tratta di chirurgia ricostruttiva in seguito a cancro della mammella, per l’80% di chirurgia estetica), non tutte le donne necessiteranno però di un "disimpianto".

Il Dottor Bruno Alfandari, presidente del Syndicat national de chirurgie plastique reconstructrice et esthétique (associazione nazionale di chirurgia estetica e ricostruttiva), ci tiene a difendere i suoi colleghi di fronte alle pazienti che hanno perso del tutto la fiducia nei confronti del chirurgo estetico: "I chirurghi che hanno impiantato le PIP non avevano alcuna idea di ciò che stavano facendo. Se avessero avuto il minimo sospetto è evidente che non le avrebbero messe. Quando la società PIP ha sottoposto le sue protesi ai test di autorizzazione all’immissione sul mercato, esse sono risultate a norma, e sono state modificate solo in seguito, senza che nessuno lo sapesse. Si tratta di un imbroglio e i medici non dovrebbero esserne ritenuti responsabili".

La società in seguito è stata posta in liquidazione giudiziaria, e le autorità sanitarie raccomandano alle donne, sottoposte a impianto, di rivolgersi al proprio chirurgo in caso di dubbi. 

2011: un anno di grandi cambiamenti per l’aumento del seno

Secondo il Dottor Olivier Gerbault, chirurgo plastico e segretario scientifico dell’IMCAS (International Master Course on Aging Skin)2 per la chirurgia, il 2011 è stato senza dubbio un anno di grandi cambiamenti nel campo dell’aumento del seno. Per la prima volta, infatti, in occasione del congresso 2011 dell'IMCAS, i sei più grandi produttori mondiali di protesi si sono impegnati a illustrare in dettaglio le proprie scelte in materia di protesi (scelta del gel, processo di testurizzazione della parete delle protesi, caratteristiche morfologiche dei modelli…) per raggiungere una maggiore trasparenza nei confronti delle pazienti e dei chirurghi.

Inoltre sembra che le protesi stesse verranno perfezionate: le pareti dovrebbero essere modificate per evitare le più comuni complicazioni (spostamento delle protesi, formazione di capsule fibrose).

Ricordiamo inoltre che un numero sempre maggiore di chirurghi plastici opta per l’aggiunta di grasso intorno alle protesi, per renderle sempre meno percepibili. Il futuro sarà dunque sempre più legato alle cellule staminali di origine lipidica, destinate con molta probabilità ad avere un ruolo essenziale in medicina rigenerativa. 

I vantaggi del lipofilling

Un altro metodo per aumentare il seno senza ricorrere alle protesi è il lipofilling: questa tecnica consiste nel prelevare del grasso depositato in eccesso in certe zone del corpo (ammassi definiti grasso steatomerico) per reiniettarlo a livello della regione toracico-mammaria (dopo la purificazione delle cellule lipidiche e il trattamento delle cellule staminali), con lo scopo di migliorare il volume e l’aspetto estetico del seno. Questa tecnica, chiamata anche liporimodellamento, si era già dimostrata utile per il riempimento delle rughe e il ripristino dei volumi del viso.

Il lipofilling non è interessante solo dal punto di vista della tolleranza da parte dell’organismo, poiché non si fa ricorso ad alcun corpo estraneo, ma si è rivelato molto vantaggioso per la correzione delle asimmetrie mammarie evitando l’impianto di una protesi.

La candidata ideale? La paziente che richiede un aumento del seno da moderato a molto moderato e che presenta allo stesso tempo un eccesso di grasso (soprattutto a livello dei glutei). Questo metodo presenta il vantaggio di un aumento del seno naturale e definitivo, con cicatrici molto ridotte. Una sola condizione: evitare gli sbalzi di peso (effetto "yo-yo"), poiché la perdita di grasso causa automaticamente una riduzione del volume mammario.

Il gruppo di esperti della SOFCPRE (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique) ha però emesso una riserva nel 2007 a proposito dell’iniezione di tessuto grasso a livello del seno: questa riserva ha lo scopo di evitare che la tecnica venga compromessa dall'assenza di precauzioni. Partendo dal presupposto che una paziente su 10 sviluppa nel corso della vita un cancro della mammella, si tratta di prendere il massimo di precauzioni per evitare ogni legame causale tra il lipofilling e il cancro della mammella in avvenire.

Fai attenzione, quindi: è importante che tu ti rivolga a un chirurgo esperto nel suo campo e non dimentichi i controlli pre-operatori (per eliminare ogni eventuale lesione precancerosa) e gli esami postoperatori (mammografia e ecografia per scartare la possibilità di cisti oleose benigne).

Lo scandalo dei PIP ha avuto almeno l’effetto positivo di sensibilizzare ancora di più i laboratori in direzione della vigilanza e di una maggiore trasparenza, e forse potrà portare all'attenzione delle donne che desiderano aumentare il proprio seno le nuove possibilità a loro disposizione.

Anne-Flore Gaspar-Lolliot

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14/12/2012

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