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Palatoschisi: che cos'è?

La malformazione della volta palatale può essere curata mediante operazione chirurgica. Perché avviene, cosa comporta e quando operarsi.

Palatoschisi
© Getty Images

Che cos'è la palatoschisi?

Una malformazione congenita della volta palatale, che i neonati presentano alla nascita, e altro non è se non un collegamento aperto tra naso e cavità orale. Si ha di conseguenza una fessura, che viene definita completa se attraversa sia il palato duro sia il palato molle, incompleta se interessa soltanto il palato molle.

Da che cosa trae origine la palatoschisi?

È la conseguenza di una malformazione prodottasi durante lo sviluppo dell'embrione, probabilmente tra la sesta e la dodicesima settimana.

Le palatoschisi sono frequenti nell'ambito familiare?

Sì; oggi, peraltro, taluni scienziati ritengono che anche determinate malattie, per esempio una rosolia contratta dalla madre durante i primi mesi di gravidanza, giochino un certo ruolo nello svilupparsi di questa e di altre malformazioni congenite.

Con quale frequenza compare la palatoschisi?

In media, in un neonato su mille.

Un bambino affetto da palatoschisi può mangiare normalmente?

In pratica sì, poiché il lattante impara rapidamente come inghiottire il cibo senza inconvenienti, anche se, quando succhia il latte o altri liquidi, questi possono defluire nel naso e quindi dalle narici.

La palatoschisi pregiudica il linguaggio?

Sì; poiché il palato non può fungere da cassa di risonanza, come avviene normalmente, non può essere ben articolato alcun suono del normale linguaggio.

Come si cura la palatoschisi?

Mediante un intervento chirurgico (chiamato uranoplastica) con cui si provvede a correggere la malformazione palatale e a normalizzare i rapporti funzionali per il linguaggio e l'assunzione del cibo.
Nella maggioranza dei casi, la chiusura di fessure ampie, complete, può avvenire soltanto con diverse operazioni, che richiedono esperienza e tecniche speciali.

A quale età è possibile far operare un bambino colpito da palatoschisi?

La riparazione della palatoschisi completa avviene oggi secondo canoni precisi: nelle prime settimane o mesi di vita si opera il palato molle con un intervento che si chiama stafiloplastica, il palato duro viene operato con un intervento denominato uranoplastica verso il quarto-settimo anno di vita per permettere al mascellare superiore di crescere normalmente. Talvolta la terapia prosegue verso gli otto-nove anni di età con un innesto libero di osso nel mascellare superiore, perché anch'esso presenta una schisi, e da successivi interventi di modellamento al naso.

Da chi deve essere eseguita l'operazione?

Da un'équipe di specialisti. È cioè necessaria la collaborazione di specialisti in chirurgia plastica e in ortopedia dentomaxillofacciale (ortognatodonzia).

La terapia postoperatoria è essenziale nel caso di uranoplastica?

Sì; dopo interventi chirurgici di questo tipo, sono sovente necessarie un'assistenza psicopedagogica e fonoiatrica affinché il bambino impari ad articolare normalmente i suoni.

Le operazioni di uranoplastica sono coronate da successo?

Sì, ma può accadere che il risultato di una singola operazione non sempre sia ottimale. Occorre tener presente che può essere necessario, nel corso di alcuni anni, eseguire varie operazioni, prima di raggiungere finalmente un risultato soddisfacente.

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04/05/2010

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