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Ortodonzia e chirurgia: un legame sempre più stretto

Gli ortodontisti ricevono sempre più adulti che desiderano migliorare un problema estetico o medico, ma se nei bambini l’ortodonzia è spesso utilizzata da sola con buoni risultati, una volta terminata la crescita essa va generalmente associata alla chirurgia: si parla allora di ortodonzia chirurgica o ortognatica.

Ortodonzia e chirurgia
© Getty Images

L'ortodonzia allinea i denti e la chirurgia riposiziona le mascelle. Sul piano estetico, l’associazione di due discipline offre più di un bel sorriso, ristabilendo l’armonia dell’insieme del viso, e agisce anche sulle ripercussioni di tipo medico legate all’errato posizionamento delle mascelle. Parlare di chirurgia, però, può spaventare: quali sono le indicazioni, le controindicazioni e i limiti della chirurgia odontoiatrica? Come avviene il trattamento? Può essere realizzato nell’infanzia? Rispondono a queste domande il Dottor Jean-Baptiste Kerbrat2 et Olivier Mauchamp3, ortodontisti4.

Quali sono le indicazioni per l’ortodonzia chirurgica nell’adulto?

Dalla metà del primo decennio del 2000 sono sempre più numerosi gli adulti che si rivolgono all’odontoiatra. "Si tratta spesso dei genitori di giovani pazienti", commenta il Dottor Jean-Baptiste Kerbrat. "Non hanno mai ricevuto trattamenti o constatano che i loro denti si sono spostati o che i loro tratti si sono alterati con l’età. Per alcuni l’obiettivo è prima di tutto quello di ottenere o di ritrovare un bel sorriso. Altri desiderano correggere dei disturbi funzionali (dolori e scricchiolii dell’articolazione delle mascelle, problemi respiratori, apnea notturna, difficoltà a masticare o a parlare, disturbi posturali…)".

Non è raro che il loro problema dentale sia in realtà un problema alle mascelle. Contrariamente al bambino, tuttavia, l’adulto ha terminato la sua crescita: alcuni trattamenti odontoiatrici, quindi, non possono più essere utilizzati, ed è necessario ricorrere alla chirurgia, anche se i medici si sono accorti che l’estrazione dei denti, pratica corrente in precedenza, per "far posto ", causa una perdita di osso che incide negativamente sui tessuti molli del viso e del collo.

La chirurgia maxillo-facciale permette di ottenere migliori risultati sul piano estetico e funzionale, soprattutto sul lungo periodo. Il dottor Kerbrat stima che in Francia diverse migliaia di persone si fanno operare ogni anno, e la cifra è in aumento: "La tecnica utilizzata esiste da più di vent’anni, ma il decorso postoperatorio, un tempo particolarmente doloroso, limitava il suo utilizzo ai casi più gravi". Era inoltre necessario bloccare le mascelle in posizione chiusa, e quindi nutrirsi con la cannuccia per settimane! Ora accade molto più di rado.

Quali sono i rischi e le controindicazioni della chirurgia ortodontica?

La chirurgia può essere programmata a partire da 14-15 anni e fino a più di 80 anni. Più dell’età, contano le condizioni generali del paziente e della sua mascella. La presenza di alcune malattie rende più rischiosa l’anestesia generale o l’intervento chirurgico. La mascella, a sua volta, deve avere osso in quantità sufficiente e di buona qualità, e i denti devono essere adeguatamente attaccati. Il chirurgo prende inoltre in considerazione la muscolatura, i tratti del viso e la mimica facciale.

Il Dottor Dr Kerbrat insiste sulle ripercussioni psicologiche del trattamento. All’ospedale La Pitié-Salpêtrière, dove esercita, i pazienti beneficiano di visite specialistiche regolari prima e dopo l’intervento: "Questa precauzione elimina le richieste irragionevoli o patologiche (dismorfofobie...)", e permette inoltre di assicurarsi che la persona abbia capito il principio e i rischi del trattamento e che sia sufficientemente motivata a seguirlo. Anche se alcune complicanze sono comuni a tutti i tipi di chirurgia (emorragia, infezione…), altre sono più specifiche: la più frequente coinvolge la mascella inferiore, che racchiude un nervo sensitivo che il chirurgo può accidentalmente danneggiare, provocando così una perdita di sensibilità del labbro inferiore, del mento e a volte della lingua. "Questa complicanza, che insorge nel 5-10% dei casi, non ha impatti estetici e nella maggior parte dei casi è transitoria", precisa il Dottor Kerbrat. Se l’intervento è alla mascella superiore, la perdita di sensibilità riguarda le gengive e l’arcata dentale superiore.

Le tappe della chirurgia odontoiatrica

L'ODONTOIATRIA PREPARATORIA

Il trattamento inizia con una terapia ortodontica di 10-24 mesi finalizzata a riposizionare i denti; in genere lo specialista propone un apparecchio con delle placche di metallo o ceramica trasparente, incollate sulla faccia visibile dei denti, o sul lato rivolto verso la lingua per una maggiore discrezione. Se non sono ancora usciti, i denti del giudizio vengono estratti almeno sei mesi prima dell’intervento.

L'INTERVENTO CHIRURGICO

Il Dottor Kerbrat osserva che un mento troppo sporgente è più spesso correlato a un mascellare superiore posizionato all’indietro (maxilla arretrata) rispetto a una mascella inferiore troppo in avanti (prognatismo della mandibola)2. L’intervento consisterà quindi nell’allungare la mascella superiore. Il mento sfuggente è spesso la conseguenza di una retrognazia mandibolare, che va corretta spostando in avanti la mandibola. È inoltre possibile accorciare o allargare una mascella. L’intervento è realizzato in ospedale sotto anestesia generale, e necessita due o tre giorni di ricovero e un congedo dal lavoro di tre-quattro settimane. Il chirurgo passa dall’interno della bocca per non lasciare alcuna cicatrice visibile. L’osso è tagliato e poi mantenuto nella posizione corretta grazie a delle placche per osteosintesi in titanio, generalmente rimosse l’anno successivo.

IL DECORSO POSTOPERATORIO

Per avere un completo recupero e una buona impressione dal punto di vista estetico ci vogliono almeno tre-quattro settimane. "L'alimentazione è esclusivamente liquida per 8-10 giorni, poi si passa progressivamente agli ai cibi solidi", precisa il medico. "Il dolore viene facilmente alleviato dai farmaci, ma il problema principale è rappresentato dal gonfiore, che raggiunge il massimo dopo 72 ore e che può essere attenuato applicando una borsa del ghiaccio". Il risultato definitivo è osservabile dopo 6-12 mesi.

A volte alcune persone hanno bisogno di sedute di chinesiterapia maxillo-facciale e/o di ortofonia per ridurre il dolore e i gonfiori, recuperare la sensibilità e/o tornare a parlare e a mangiare normalmente.

L'ORTODONZIA DI STABILIZZAZIONE

Il trattamento ortodontico riprende 10-15 giorni dopo l’intervento chirurgico e prosegue almeno per sei mesi, al fine di stabilizzare i risultati. Nella maggior parte dei casi, agli adulti viene consigliato in seguito di portare un apparecchio di contenzione, perlomeno periodicamente, e di tenere a vita dei sottilissimi fili metallici sulla faccia posteriore dei denti.

I COSTI: UN ASPETTO NON TRASCURABILE

Il costo totale del trattamento varia da 3 000 a più di 10 000 €, di cui 800-2 000 € semestrali per i trattamenti ortodontici. Il prezzo dipende dal tipo di apparecchio scelto (quelli linguali o interni sono molto più cari di quelli classici in ceramica), dalla durata e dal luogo del trattamento (ortodonzia in ospedale pubblico o in clinica privata, chirurgia con eventuale compenso aggiuntivo, zona di residenza…). La chirurgia è parzialmente coperta dal sistema sanitario pubblico in Italia (con costi altamente variabili da Regione a Regione), mentre lo è al 100% in Francia, dove invece l’ortodonzia, considerata indispensabile per preparare i denti, è poco rimborsata dopo i 16 anni. Sapendo che essa è indispensabile per l’operazione, la sécurité sociale eroga l’equivalente di un semestre, stimato a 193,50 €. Per i bambini, è sufficiente iniziare il trattamento prima dei 16 anni per beneficiare del rimborso massimo, ovvero sei semestri, in presenza o meno di intervento chirurgico associato. In funzione del contratto sottoscritto, le mutuelles (mutue assicuratrici) possono prendere il resto a carico. L’ortodonzia da sola, senza chirurgia, nell’adulto non è rimborsata. 

La chirurgia maxillo-facciale in aumento nei bambini

Il Dottor Olivier Mauchamp** nota che circa il 10 % dei bambini presenta un problema scheletrico molto grave: "Spesso si tratta di una mascella troppo stretta o arretrata. Iniziando un trattamento a partire dai 6-7 anni, possiamo guadagnare 5-6 mm da ora alla fine della crescita. A volte però non basta, ed è necessario ricorrere alla chirurgia".

Nel 60-70 % dei casi l’operazione può essere programmata verso i 14-15 anni: "L’intervento consiste in un’ipercorrezione basata su un sistema di ancoraggio scheletrico temporaneo per controllare la fse finale della crescita", spiega lo specialista. "L'apparecchio ortodontico e i cambiamenti morfologici vengono vissuti meglio sul piano psicologico rispetto a prima, quando era necessario aspettare fino 17-18 anni". Come nell’adulto, il ricorso all’ortodonzia chirurgica è diventato più frequente nelle situazioni intermedie, in cui essa porta a risultati migliori rispetto alla sola ortodonzia. Il Dottor Mauchamp nota che i suoi giovani pazienti la paragonano spesso all’estrazione dei denti del giudizio: "Le complicanze sono rare e recuperano meglio rispetto agli adulti”.

Audrey Plessis

Fonti:

• Gli ortodontisti o "medici dentisti specializzati in ortopedia dento-facciale" sono dei medici dentisti specializzati. Possono inoltre esercitare l’ortodonzia gli stomatologi che hanno completato la loro formazione ottenendo una specializzazione in ortopedia dento-maxillo-facciale.

• Il Dr Jean-Baptiste Kerbrat è chirurgo dento-maxillo-facciale e stomatologo competente in ortodonzia, professore associato e primario del reparto di ortodonzia all’Unità di Formazione e Ricerca di stomatologia e chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale Pitié Salpêtrière di Parigi (75). Ha inoltre un ambulatorio privato a Rouen (76). Intervista realizzata durante la tavola rotonda organizzata dalla Fédération française d'orthodontie (FFO) e dal Syndicat des spécialistes français en orthopédie dento-faciale (SSFODF) nel maggio 2012.

• Il Dr Olivier Mauchamp è dentista medico chirurgo specializzato in ortopedia dento-facciale, presidente della FFO. Esercita la professione a Grenoble (38). Intervista telefonica realizzata nel dicembre re 2012 a seguito delle 15e Giornate dell’Ortodonzia organizzate dalla FFO.

• Le mascelle prendono il nome di mascellare (in alto) e mandibola (in basso). Si parla di endognazia (mascella troppo piccola e stretta), retrognazia (mascella troppo corta) e di prognazia (mascella troppo lunga).

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29/03/2013

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