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Il laser per la correzione della miopia

Gli interventi di chirurgia della miopia sono sempre più richiesti. Possono sottoporsi tutti a un intervento del genere? Quali sono le diverse tecniche proposte? Dai un’occhiata a questo articolo e scopri tutte le risposte alle tue domande!

Il laser per la miopia
© Getty Images

In considerevole aumento in alcune regioni del mondo, la miopia conserva ancora oggi un certo mistero. La sua origine resta dunque in parte sconosciuta. Di fronte a questo disturbo visivo, tuttavia, non mancano le soluzioni. Oltre agli occhiali o alle lenti a contatto, la chirurgia offre nuove possibilità.

La miopia: un disturbo in continuo aumento

L’occhio miope è in genere troppo lungo. Per questo motivo, l’immagine rifratta dai tessuti anteriori dell’occhio, la cornea, poi il cristallino, invece di focalizzarsi sulla retina si forma davanti a essa e di conseguenza la visione da lontano risulta difettosa. Numerosi studi in tutto il mondo hanno messo in evidenza un aumento della miopia negli ultimi decenni, in particolare nei bambini e negli adolescenti. “Questo fenomeno è particolarmente evidente in alcune zone geografiche (per esempio nel Sud-est asiatico, dove è miope oltre l’8% degli adolescenti), ma è stato osservato anche nella maggior parte dei Paesi in cui questi studi sono stati condotti, seppur in proporzione minima. Nonostante i molti lavori scientifici, l’origine della miopia è oggi ancora poco conosciuta, ma tutti gli studiosi della materia sono d’accordo nell’attribuire una responsabilità maggiore a fattori genetici e, in parte, a fattori ambientali”, sostiene la Dott.ssa Marie-Noëlle George. A finire spesso sotto accusa sono alcuni comportamenti favorenti: lavorare troppo vicino allo schermo del computer, durata media al giorno di questa visione ravvicinata, esposizione a uno stimolo luminoso durante il sonno notturno. In Italia ne soffrirebbe un ragazzo su quattro.

Gli occhiali o le lenti a contatto possono correggere questi disturbi visivi. Da qualche anno però tra le opzioni correttive c’è anche la chirurgia. Questa soluzione può essere particolarmente indicata per quelle persone che non sopportano o non sopportano più le lenti a contatto, per gli sportivi, e per i miopi sensibili alle questioni di tipo estetico.

Dalla cheratotomia radiale all’intralaser

Dall’inizio degli anni ’80 a oggi si sono susseguite molte tecniche operatorie:

• La cheratotomia radiale: Scaturita dai lavori di un oftalmologo russo, Sviatoslav Fiodorov, questo primo trattamento chirurgico della miopia consiste nel praticare varie incisioni radiali nella cornea allo scopo di ridurne la convergenza e permettere ai raggi luminosi di concentrarsi sulla retina. Eseguita in semplice anestesia locale, questo trattamento delle miopie di poca o media intensità (meno 4-5 diottrie) è oggi quasi del tutto abbandonata in favore del laser. Nel 10-20% dei casi questa tecnica poteva dar luogo a una correzione eccessiva con conseguente ipermetropia;

• Inventata dall’oftalmologo americano, Steven Trockel, il laser Excimer di superficie è la prima tecnica a utilizzare il laser applicando direttamente sulla cornea un’ulcerazione centrale che si rimargina in pochi giorni. Sempre meno utilizzato, questo trattamento ha l’inconveniente di provocare dolori post-operatori e ha un lento recupero visivo, inoltre davanti all’occhio può comparire temporaneamente un velo;

• Una sua variante, il LASIK (laser in situ keratomileusis) è attualmente la tecnica più utilizzata. Questo metodo prevede in realtà tre fasi principali: il taglio di una piccola parte della cornea attraverso un microcheratomo (strumento chirurgico), l’ablazione in profondità del tessuto corneale con il laser Excimer e, infine, il ricollocamento del lembo corneale asportato. La potenza laser liberata viene calcolata tramite computer, secondo parametri variabili da un miope all’altro e il trattamento dei due occhi si esegue con un intervallo di dieci-quindici minuti, in semplice anestesia locale tramite applicazione di gocce oculari. Rispetto al laser di superficie, il LASIK offre il vantaggio di essere indolore e consente di recuperare più rapidamente la funzione visiva, di solito nel giro di 24 ore. Dopo l’intervento, occorre evitare per qualche tempo di strofinarsi gli occhi o di mettere la testa sott’acqua, questo al fine di prevenire qualsiasi problema di contaminazione batterica. Inoltre sono sconsigliati gli sforzi fisici intensi. Il costo dell’intervento oscilla tra i 2000 e i 2500 euro);

• Ultimo nato, il laser a femtosecondi o Intralaser è la prima tecnica al 100% laser. Contrariamente al Lasik, il taglio del sottile lembo di cornea non avviene tramite microcheratomo ma tramite laser. Una maggiore precisione, un taglio più sottile e un miglior recupero visivo sarebbero alcuni dei vantaggi offerti da questa recentissima tecnica. Negli Stati Uniti la si utilizza già da due anni, l’apparecchio necessario all’intervento ha però lo svantaggio di costare 400.000 euro. Circa 150 apparecchi sono già operativi nel mondo. L’operazione per entrambi gli occhi costa tra i 2500 e i 3500 euro.

Correzione della vista: gli impianti

Ma esistono anche altri trattamenti. Da qualche tempo, infatti, alcuni oculisti impiantano anelli all’interno della cornea con scarsa miopia (da -1 a -4 diottrie). Questa tecnica ha il vantaggio di consentire una certa reversibilità. Possono essere collocate lenti intraoculari (impianti Phakes) anche per miopie più forti. Qualunque sia il trattamento scelto, dopo l’intervento è necessario eseguire un controllo annuale della vista. Gli effetti a lungo termine della chirurgia refrattiva non sono ancora conosciuti nel dettaglio, ma sembra essere abbastanza sicura. Bisogna tuttavia sapere che il costo di un’operazione di chirurgia refrattiva è sempre alto. Infine, nonostante l’azione correttiva, può essere comunque necessario portare gli occhiali per qualche tempo, al fine di evitare un affaticamento visivo.

La chirurgia refrattiva non cura la presbiopia e questo spiega perché le persone con più di 40-45 anni debbano comunque ricorrere agli occhiali per leggere. I risultati possono essere considerati definitivi a distanza di 2-3 mesi dall’intervento e il più delle volte sono buoni.

Dott.ssa Corinne Tutin e David Bême

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10/06/2013

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