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La chirurgia endoscopica o mininvasiva e ambulatoriale

L'intervento mininvasivo riduce il dolore dei pazienti. La chirurgia rapida accelera i tempi di dimissione. Conoscerli meglio.

Chirurgia endoscopica
© Getty Images

Che cosa si intende per "intervento chirurgico in laparoscopia"?

Un intervento mininvasivo sui visceri interni, che si opera a "cielo coperto", cioè senza grandi tagli.
Impiega una sonda ottica che consente di vedere, per esempio, la cavità addominale attraverso un'incisione praticata presso l'ombelico e previa insufflazione in addome di anidride carbonica.
Attraverso una o due altre piccole incisioni praticate vicino alla prima vengono introdotte sonde operative (trocar), che consentono il passaggio di strumenti chirurgici miniaturizzati (manovrati dall'esterno) e di una microtelecamera per il controllo delle varie fasi dell'intervento su uno schermo televisivo.

Quali vantaggi offre al paziente questo metodo chirurgico?

Riduzione di intensità e durata del dolore, minori disturbi nel decorso postoperatorio (negli interventi addominali, per esempio, non si ha interruzione della peristalsi né formazione di aderenze), degenza ospedaliera più breve, recupero psicofisico più rapido.

Per la risoluzione di quali malattie è impiegata?

Per svariate patologie; in particolare: a) ginecologiche (trattamento di gravidanze extrauterine e dell'endometriosi, asportazione di cisti ovariche benigne e di fibromi uterini, isterectomia); b) dell'apparato gastroenterico (colecistectomia, appendicectomia, trattamento del reflusso esofageo e dell'ulcera duodenale che non rispondono a terapia farmacologica, resezione del colon per patologia benigna); c) dell'apparato urogenitale (iperplasia prostatica benigna, asportazione di tumori vescicali superficiali); d) dell'apparato respiratorio (asportazione di tumori benigni della laringe, dei bronchi e del polmone); e) ortopediche (trattamento in artroscopia della patologia della spalla e del ginocchio); f) cardiovascolari (by-pass coronarico, sostituzione di valvola mitrale).

Che cosa si intende per "chirurgia rapida o ambulatoriale"?

Quella chirurgia che consente l'intervento e la dimissione del paziente nella stessa giornata (dayhospital) o, al massimo, entro 24 ore.

Quali patologie risolve?

Molte sono le patologie che possono essere trattate ambulatorialmente. Tra le più comuni: la cataratta e il glaucoma, in oculistica; i fibromi uterini e i noduli alle mammelle, in ginecologia; il varicocele, l'idrocele, la fimosi, in andrologia; le emorroidi e i polipi anali, in proctologia; le vene varicose e le varici, in angiologia; le patologie vascolari superficiali, in dermatologia; ernia inguinale in chirurgia generale; varie condizioni che richiedono interventi di chirurgia plastica.

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04/05/2010

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