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Tutto quello che devi sapere sulla stomia

Accade spesso che, nel momento in cui si annuncia l'intervento chirurgico, i pazienti che dovranno sottoporsi a stomia si sentano smarriti, se non addirittura sopraffatti. Per tutte queste persone, e a prescindere dal tipo di stomia, è importante ricevere informazioni il più possibile complete per aiutarle a vivere meglio ogni giorno, a gestire la stomia e a riprendersi in mano la vita.

Essere informati sulla stomia
© Getty Images

Di fronte all'annuncio di un intervento di stomia, è importante che il paziente si senta circondato di affetto e sappia che del personale specializzato lo accompagnerà durante l'intero percorso. Spesso per queste persone è difficile accettare il pensiero di trovarsi con una stomia, che comporterà la perdita temporanea o definitiva del controllo delle feci o delle urine. Una conseguenza, questa, che rimette spesso in discussione l'immagine fisica che il paziente ha di sé.

Prima della stomia: informare e rassicurare

È importante che i pazienti ricevano informazioni mirate dal momento dell'annuncio dell'intervento. La divulgazione di queste informazioni consentirà di rassicurare e di sostenere i pazienti in modo che ritrovino al più presto un'autonomia e una qualità di vita il più normale possibile.

Diversi reparti ospedalieri hanno creato équipe dirette dal chirurgo, interamente dedicate al sostegno, all'informazione e alla formazione in materia di gestione e cura delle stomie in questi pazienti.

Idealmente, il lavoro inizia prima dell'intervento, durante il ricovero ospedaliero, e prosegue dopo le dimissioni dall'ospedale. Gli infermieri enterostomisti rivestono un ruolo fondamentale in questo approccio "formativo" e di accompagnamento dei pazienti. Nella maggior parte dei casi, questi professionisti diventano gli interlocutori principali dei pazienti stomizzati.

Prepararsi a una stomia

Quando si comunica al paziente la necessità di ricorrere a un intervento di stomia, questi può avere l'impressione di essere lasciato completamente solo di fronte a questa grande prova. Ma non è così: si stima che siano oltre 16.000 le stomie digestive a essere praticate ogni anno, mentre attualmente il numero di urostomie è di 3.000 (nella maggior parte dei casi, definitive).

Talvolta la patologia in causa può scatenare angoscia, essere fonte di stress o di trattamenti pesanti, in particolare se si tratta di un cancro. In questo caso, la stomia può diventare un elemento secondario per il paziente, che si dimostrerà quindi meno ricettivo in merito alle informazioni che gli vengono fornite sulla stomia.

Tuttavia, è necessario che con il passare del tempo il paziente impari a gestire correttamente la sua stomia, impari a curarla e che riprenda uno stile di vita il più possibile normale.

Parola d'ordine: informazione

PRESENTAZIONE DELL'ENTEROSTOMISTA
A seconda della patologia in questione, il chirurgo indicherà al paziente il tipo di stomia più adatto al suo caso, e se si tratterà di una stomia temporanea o definitiva. Spesso, prima della visita che precede l'intervento chirurgico, il medico fornirà anche al paziente il nome dell'enterostomista che da quel momento diventerà il suo punto di riferimento principale. Tuttavia, in molti casi la visita viene effettuata contemporaneamente dal chirurgo e dall'enterostomista.

PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE DELLA STOMIA
Durante una o più visite che precedono l'intervento chirurgico, il paziente verrà informato sull'aspetto che avrà la sua stomia e sulle misure igieniche che dovrà adottare nella pratica quotidiana, sopratutto per prevenire eventuali complicanze (in particolare i rischi di irritazioni cutanee).

SCELTA DELLA SEDE DI CONFEZIONAMENTO DELLA STOMIA
È in questa fase che, d'accordo con il paziente, si sceglie la sede di posizionamento della stomia in funzione della morfologia, dello stato di salute, della corporatura, dell'età, delle capacità, nonché dello stato cognitivo e psicologico del paziente. La sede prescelta verrà quindi individuata e contrassegnata sull'addome in modo che risulti ben visibile quando il paziente è in piedi, in posizione seduta o coricato. La stomia verrà quindi confezionata all'esterno della piega della cintura addominale per agevolare al massimo le cure igieniche che il paziente dovrà praticare quotidianamente.

PRESENTAZIONE DEGLI AUSILI PER LA CURA DELLA STOMIA
In seguito, l'enterostomista presenterà al paziente i tipi di ausili per la cura e l'igiene della stomia più adatti alle sue esigenze. Indicativamente, i presidi disponibili in commercio sono "monopezzo" (il supporto da applicare sulla cute peristomale e la sacca per la raccolta delle feci o delle urine sono riuniti in un unico prodotto) o a "due pezzi" (il supporto e la sacca sono separati).

CONTATTI CON LE ASSOCIAZIONI DI PAZIENTI STOMIZZATI
Il personale sanitario potrà anche suggerire al paziente di incontrare altri pazienti stomizzati "più esperti" (perché da più tempo alle prese con la stomia), che potranno fornire consigli pratici al paziente neostomizzato, condividendo con lui la loro esperienza. L'enterostomista potrà inoltre suggerire i nomi di alcune associazioni di pazienti stomizzati presenti sul territorio o di altri operatori sanitari che esercitano la professione nella zona di residenza del paziente, che saranno certamente in grado di fornire utili consigli dopo le dimissioni ospedaliere.

Durante le visite che precedono l'intervento chirurgico, il paziente ha anche l'opportunità di rivolgere tutte le domande che ritiene opportune per comprendere meglio la malattia, può esporre liberamente i suoi timori, ricevere informazioni sulla gestione della stomia, sui costi e sull'acquisto dei presidi necessari per l'igiene e la cura giornaliere… Infine, l'enterostomista chiederà al paziente se desidera ricevere inizialmente l'aiuto di un familiare nella cura della stomia. Nel qual caso, il congiunto prescelto dal paziente parteciperà con lui agli incontri formativi/informativi.

Dopo l'intervento di stomia

Durante il ricovero ospedaliero, dopo l'intervento il chirurgo spiegherà al paziente ciò che è stato fatto e gli fornirà ulteriori indicazioni relativamente alle cure generali della stomia. L'enterostomista proseguirà il suo compito formativo e informativo spiegando nuovamente al paziente come praticare le cure igieniche quotidiane della stomia. Farà in modo che il paziente "accetti" la sua stomia, perché accade spesso che alcune persone si rifiutino persino di guardarla, tanto più che viene percepita come un oltraggio al corpo, soprattutto quando la stomia è definitiva.

Con l'aiuto del personale sanitario, il paziente potrà abituarsi a guardare la stomia e imparare a eseguire da solo le prime cure. L'enterostomista potrà suggerire al paziente di provare a utilizzare diversi presidi per scegliere a ragion veduta quello che fa maggiormente al caso suo.

Il professionista spiegherà inoltre al paziente quali segnali devono allertarlo quando la stomia non è ben curata, e in quali casi rivolgersi al medico. Il paziente riceverà inoltre alcuni consigli utili riguardanti il rientro a casa e una serie di informazioni pratiche su come gestire quotidianamente la stomia.

Le prime settimane di convivenza con una stomia

Il ritorno a casa è agevolato dalla preparazione di cui il paziente ha beneficiato prima dell'intervento e durante il ricovero in ospedale. Ma il ritorno a "una vita normale" richiede un processo di assestamento sul piano fisico, psicologico e relazionale.

In occasione dei controlli post-operatori, gli enterostomisti che esercitano la loro professione nella città di residenza del paziente e le équipe ospedaliere proseguiranno quanto già iniziato prima dell'intervento. Scopo di questi follow-up è assicurarsi che il paziente si prenda cura della stomia in modo adeguato e il più possibile autonomo. I pazienti che non sono in grado di effettuare da soli la sostituzione dei presidi potranno farsi aiutare da un familiare o da un enterostomista che pratica nelle vicinanze, per il tempo che riterranno opportuno.

Grazie a questi controlli medici, la maggior parte dei pazienti impara a convivere con la stomia e, poco alla volta, a conciliarne la cura con le attività giornaliere: adeguamento delle abitudini igieniche (doccia/bagno), dell'abbigliamento, delle attività fisiche e dell'alimentazione attraverso semplici consigli, nei casi di cattiva digestione…

In seguito, il paziente rivolgerà altre domande ai professionisti: chiederà di essere messo in contatto con altri pazienti o associazioni; rivolgerà domande in merito agli spostamenti, allo sport, al tempo libero, ai viaggi, e chiederà di imparare qualche accorgimento per assicurare il corretto funzionamento dei presidi di cura in condizioni di caldo intenso e per vivere in modo appagante la vita sessuale…

Jesus Cardenas

 

Fonti
Association Française des Entérostoma-Thérapeutes (AFET, Associazione francese degli enterostomisti)
Le stomie. Istituto nazionale francese del cancro (documento consultabile online, in lingua francese)
Le cancer colorectal en questions. Coordonné par le Pr Aimery de Grammont; seconda edizione 2012. Fondation A.R.C.A.D. (Aiuto e Ricerca in Cancerologia Digestiva)
Guide - Affection longue durée. La prise en charge de votre cancer colorectal. Marzo 2010. HAS (Alta Autorità francese della Salute) e Istituto nazionale francese del cancro
Les stomies digestives - Soins Infirmiers (documento consultabile online, in lingua francese)
La colostomia - Lega svizzera contro il cancro, edizione riveduta 2011.
L'iléostomie - Lega svizzera contro il cancro, edizione riveduta 2012
L'urostomia - Lega svizzera contro il cancro, edizione 2003

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19/11/2013

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