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Le stomie urinarie

Quando non è più possibile assicurare la continuità dell'apparato urinario per consentire la fuoriuscita dell'urina per via naturale, è necessario un intervento di stomia urinaria o urostomia. Si tratta del confezionamento di un nuovo orifizio sulla parete addominale per favorire l'eliminazione spontanea dell'urina.

L'urostomia
© Getty Images

La maggior parte delle urostomie viene eseguita dopo l'asportazione della vescica (cistectomia) in seguito a un cancro, talvolta a un trauma, oppure a una malattia neurologica. Analogamente alle stomie digestive, le conseguenze di un'urostomia sono significative sia dal punto di vista fisico sia psicologico: annuncio della malattia, dell'intervento chirurgico e delle possibili complicanze, perdita del controllo della continenza urinaria. La vescica inizierà infatti a svuotarsi in modo continuo in una sacca fissata alla parete addominale, fattore che determina nel paziente un'alterazione della propria immagine.

Urostomia: un intervento relativamente semplice

Nella stragrande maggioranza dei casi, l'intervento chirurgico viene eseguito in due tempi e non è pone particolari problemi. Il primo intervento consiste nell'isolare una piccola porzione di intestino tenue per trasformarla in una "parte vivente" che non produrrà più feci, ma che servirà per convogliare l'urina all'esterno del corpo.

Il secondo intervento prevede l'abboccamento dei due ureteri (condotto che collega i reni alla vescica) alla porzione di intestino tenue precedentemente preparata, che favorirà la fuoriuscita dell'urina all'esterno attraverso un unico orifizio praticato a livello della cute. Questo intervento è noto come derivazione urinaria esterna di Bricker.

In casi eccezionali, soprattutto nel bambino, l'urostomia viene eseguita mediante l'abboccamento di ciascun uretere alla parete addominale. Queste urostomie doppie sono temporanee, mentre le stomie urinarie confezionate nell'adulto sono definitive.

Urostomia e autonomia del paziente

Come nel caso delle stomie digestive, la realizzazione di un'urostomia richiede l'intervento del personale sanitario nel momento stesso in cui si informa il paziente della malattia, e questo per garantire l'autonomia del paziente, l'accettazione della stomia e il mantenimento della sua qualità di vita.
Il paziente dovrà essere accompagnato durante l'intero percorso e informato, elaborando con l'aiuto dello specialista un programma di formazione terapeutica i cui obiettivi principali sono:

PRIMA DELL'INTERVENTO
È importante permettere al paziente di esprimere i suoi dubbi, oltre che le paure e le angosce che lo affliggono. È fondamentale fornirgli informazioni sulla malattia e sui vantaggi che potrà trarre dall'intervento chirurgico. Scegliere dove posizionare la stomia in funzione della costituzione fisica e delle capacità del paziente in modo che la stomia sia facilmente accessibile da in piedi e/o in posizione seduta. Informare il paziente dei diversi tipi di presidi in commercio e insegnarli come gestire e sostituire le sacche e il relativo supporto (norme igienico-comportamentali). Una volta informato, il paziente potrà scegliere, anche grazie ai consigli del personale sanitario, il presidio più adatto alle sue esigenze.

I GIORNI SUCCESSIVI ALL'INTERVENTO
Il medico e/o l'enterostomista daranno inizio alla formazione terapeutica in modo tale che il paziente possa gestire con efficacia il materiale necessario per le cure che dovrà prestare alla sua stomia. È importante rassicurarlo e consigliarlo perché accetti la stomia e proceda correttamente alla sostituzione del dispositivo di raccolta per evitare fughe di materiale che possono provocare irritazione della cute peristomale.

NEL LUNGO TERMINE
L'educazione terapeutica si protrarrà per il tempo necessario per consentire al paziente di raggiungere un'autonomia per quanto concerne le cure. Il personale sanitario dovrà seguire il paziente per consentirgli di ritrovare una qualità di vita il più normale possibile. Il coinvolgimento di pazienti "esperti" e il rapporto con le associazioni di pazienti stomizzati possono rivelarsi estremamente utili. 
Per saperne di più sulla cura della stomia e sui diversi tipi di ausili disponibili, leggi il nostro articolo Come prendersi cura di una stomia

Come gestire un'urostomia

  • L'urina è un flusso liquido che fuoriesce in modo continuo dalla stomia. Per facilitare la sostituzione della sacca (sistema di raccolta monopezzo o a due pezzi), è consigliabile eseguire questa operazione prima di fare colazione per limitare il flusso dell'urina durante il cambio della sacca. 
  • Ricordarsi di svuotare regolarmente la sacca nell'arco della giornata per evitare che non aumenti eccessivamente di volume (e di peso), riducendo l'aderenza del dispositivo di raccolta alla cute.
  • Dopo aver rimosso il dispositivo e aver pulito delicatamente la stomia, prima di incollare il nuovo dispositivo (sacca o supporto di uno dei due pezzi), assicurarsi che la cute peristomale sia ben asciutta in modo che la placca aderisca bene per evitare fuoriuscite di urina. Sostituire le sacche ogni 1 - 2 giorni, e i supporti ogni 3 - 4 giorni.
  • Per quanto riguarda le urostomie, esistono sacche da notte in grado di contenere un maggior volume di urina. Vanno sostituite tutte le sere prima di andare a letto e si adattano a un supporto in due pezzi (incollato sulla cute) da cambiare ogni 3 - 4 giorni.
  • Esistono anche raccoglitori o sacche di grandi dimensioni da posizionare vicino al letto per la notte al posto della sacca da notte. Il raccoglitore viene collegato a un sistema di raccolta monopezzo o a due pezzi.
  • In caso di irritazione della cute peristomale, è assai probabile che la causa risieda nella fuoriuscita, seppur minima, di urina. Nel qual caso è necessario evitare l'applicazione di prodotti che possono irritare la pelle. Continuare le cure facendo attenzione che il supporto sia centrato e aderisca bene. Se il problema persiste, rivolgersi al chirurgo o all'enterostomista.
  • È possibile fare la doccia senza indossare la sacca, evitando però di strofinare lo stoma. Al contrario, nel caso in cui si decida di fare un bagno, mantenere la sacca (che è impermeabile) per evitare la fuoriuscita di urina nella vasca da bagno.

Infine, la presenza di una stomia non dovrebbe in alcun modo limitare gli spostamenti, le attività da praticare nel tempo libero, la vita sociale, e tantomeno condizionare la vita sessuale. Tuttavia, ciò richiede un processo di adattamento il cui ritmo è strettamente individuale. In caso di spostamento, è opportuno munirsi di una quantità sufficiente di materiale necessario per la gestione e la cura della stomia in base alla durata del soggiorno. Le attività sportive non pongono particolari problemi. Anche in questo caso, rivolgersi al proprio enterostomista. Per quanto riguarda la vita sessuale, anche questa sfera dovrebbe poco alla volta tornare a essere normale. In caso di problemi, l'enterostomista e le équipe specializzate in stomaterapia saranno in grado di fornire utili consigli.

Jesus Cardenas

 

Fonti
Associazione francese di urologia (AFU). « Prévention, coordination des soins, avancées thérapeutiques ».
Giornate di urologia oncologica dell'AFU. Parigi, 28 - 29 giugno 2013.
Corinne Gadrat. De l'annonce à l'autonomie du stomisé urinaire : les étapes d'une prise en charge. Progrès en Urologie - FMC. Dicembre 1012; Volume 10, No 4 : F112-F118.
Association Française des Entérostoma-Thérapeutes (AFET, Associazione francese degli enterostomisti)

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19/11/2013

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