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La visita anestesiologica

La visita anestesiologica è obbligatoria per legge. Qual è il suo scopo? Come si svolge? Risponde per noi il Dottor Boccara, primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Americano di Parigi.

La visita pre anestesia
© Getty Images

La visita anestesiologica permette di valutare i rischi, di definire la tecnica di anestesia che verrà attuata e soprattutto di rassicurare il paziente dandogli tutte le informazioni e le risposte alle sue domande.

Visita anestesiologica: un obbligo

"La visita anestesiologica fa parte delle misure di sicurezza obbligatorie, insieme alla visita preoperatoria e alle sale di risveglio postoperatorie", segnala il Dottor Boccara. La visita deve aver luogo al massimo 48 ore prima di ogni intervento chirurgico condotto sotto anestesia – e mai più di 3 mesi prima -, qualunque sia il tipo di anestesia (anestesia generale, anestesia loco-regionale, anestesia locale e sedazione). "La situazione ideale prevede che lo visita anestesiologica venga effettuata 1-2 settimane prima di un intervento programmato, e che abbia la durata necessaria a seconda della gravità delle condizioni del paziente e dell'intervento previsto, da un minimo di 20 minuti e a volte fino a un'ora", specifica il Dottor Boccara. "Non sarà necessariamente il medico anestesista che conduce la visita a fare l'anestesia durante l'operazione, ma in ogni caso il coordinamento avviene tramite il dossier d'anestesia. La visita anestesiologica ha lo scopo di ridurre la morbilità e la mortalità peri-operatorie".

Appena prima dell'intervento viene fissata un'altra visita: si tratta della visita preoperatoria, che permette di verificare che dal momento della visita anestesiologica non sono intervenuti cambiamenti. "In questo caso è il medico anestesista che addormenterà il paziente a dover condurre la visita preoperatoria", precisa il Dottor Boccara.

Visita pre-anestesia: valutazione dei rischi

"La visita anestesiologica ha lo scopo di valutare le condizioni cliniche del paziente, la sua storia clinica, i suoi fattori di rischio in relazione ai diversi tipi di anestesia, all'intervento chirurgico e ai farmaci che assume", spiega il Dottor Boccara. Per fare questa valutazione il medico anestesista si basa in primo luogo sulle analisi del sangue prescritte da.... e su un colloquio con il paziente, durante il quale gli vengono poste delle domande che permettono di conoscere la sua storia clinica e in particolare i rischi di reazioni allergiche. "Al paziente viene chiesto se è allergico a dei farmaci e a degli alimenti, in particolare quelli correlati ad allergie incrociate con il lattice (kiwi, banana, avocado, castagna), se ha dei problemi cutanei o d'asma, o una predisposizione genetica alle allergie", informa il Dottor Boccara. Il colloquio include anche delle domande sul consumo di tabacco - il tabagismo è infatti una delle possibili cause di malattie che possono favorire l'insorgenza di complicanze anestesiologiche e un'indagine accurata sulle eventuali patologie (ipertensione, problemi cardiaci, digestivi, urinari...) "Al paziente viene inoltre chiesto se presenta dei problemi di sanguinamento e se esistono precedenti in famiglia, e vengono presi in esame anche i suoi precedenti interventi chirurgici: ha avuto una reazione allergica peri-operatoria? Sono insorte complicanze al risveglio, nausee o vomito?", aggiunge lo specialista. L'anestesista, infine, si informa sui trattamenti farmacologici assunti dal paziente, perché prima di un intervento alcuni farmaci devono essere sospesi o sostituiti con altri.

È in base a questo colloquio con il paziente che l'anestesista orienterà l'esame clinico: esame della schiena (in caso di anestesia epidurale), tensione arteriosa, polso, esame dello stato dei denti e del cavo orale. "In particolare viene fatto un esame dell’ugola che ci permette di vedere se l'intubazione potrebbe risultare difficoltosa - può sempre accadere che sia necessario intubare", spiega il Dottor Boccara. "Questo esame clinico è indispensabile, perché consente di prepararsi in anticipo a un'intubazione difficoltosa, predisponendo ad esempio della strumentazione specifica, di verificare le condizioni generali del paziente e, se necessario, prescrivergli delle visite specialistiche e altri esami complementari (ECG, radiografia polmonare, esami del sangue...)", aggiunge lo specialista.

Visita anestesiologica: scelta della tecnica di anestesia

"Dalla visita anestesiologica dipendono molte delle decisioni che verranno prese, ad esempio se è possibile effettuare l'anestesia o no, e i rischi ad essa correlati", spiega il Dottor Boccara. "Questa visita permette di stabilire la migliore strategia anestesiologica e analgesica, i trattamenti peri-operatori (intervento chirurgico convenzionale o ambulatoriale, trasfusione del sangue, terapia antibiotica)", sottolinea lo specialista. La valutazione del rischio (standard o elevato) consente in particolare di decidere quale tipo di anestesia può essere proposto al paziente. "In assenza di rischi, il paziente ha la possibilità di scegliere tra l'anestesia generale e quella loco-regionale", spiega il Dottor Boccara.

Visita pre-anestesia: informare e rassicurare il paziente

"Questa visita ha un ruolo fondamentale: rassicurare il paziente dandogli tutte le informazioni necessarie", sottolinea il Dottor Boccara. Il medico anestesista informa in primo luogo il paziente su come si svolgerà l'intervento, sulla procedura, "riducendo così l'ansia del paziente (inevitabile ma variabile da persona a persona), che il giorno dell'intervento potrà riconoscere le procedure che gli sono state spiegate", spiega lo specialista. Le informazioni trasmesse riguardano anche il tipo di intervento, la tecnica di anestesia scelta, perché è stata scelta, e i possibili rischi.

Il medico anestesista dà inoltre le indicazioni per il digiuno, indica la durata dell'intervento, le norme di sicurezza in caso di intervento ambulatoriale e per i farmaci (proseguire o sospendere il trattamento), e consegna al paziente i documenti informativi e il modulo di consenso da firmare prima dell'operazione. L'anestesista di solito dedica una parte della visita alle domande da parte del paziente sull'anestesia e a volte anche sull'intervento: è il momento di esporre tutti i tuoi dubbi e le eventuali preoccupazioni. "Il nostro obiettivo è che il paziente esca tranquillo e rilassato", sottolinea il Dottor Boccara. "Se ben fatta, la visita pre-anestesia consente di ridurre in misura significativa lo stress dei pazienti", conclude lo specialista.

Anne-Sophie Glover-Bondeau

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17/06/2013

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